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Monsignani - San Pellegrino - 1727
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Monsignani - San Pellegrino - 1727

FORLÌ, IL SANTO CHE RESUSCITA I MORTI : CULTO DI SAN PELLEGRINO, TRA MIRACOLI E POLITICA Nella tradizione agiografica legata a San Pellegrino Laziosi (c. 1260–1345), il tema della resurrezione dei morti appare come uno dei segni più alti della sua santità, anche se meno noto rispetto al celebre miracolo della guarigione dal cancro. Secondo le raccolte settecentesche – come quelle redatte per il processo di canonizzazione e poi confluite in opere come questa di Monsignani – si narra che Pellegrino, già riconosciuto in vita come uomo di penitenza estrema e intercessore potente, fosse invocato in casi disperati. Rara prima edizione dedicata alla vita, morte e miracoli di San Pellegrino Laziosi, figura centrale dell’Ordine dei Servi di Maria e simbolo della santità taumaturgica medievale. Il volume nasce in un contesto preciso: la recente canonizzazione del santo (1726) e la necessità di consolidarne il culto attraverso una narrazione ufficiale, documentata e persuasiva. Monsignani, direttamente coinvolto nella raccolta delle testimonianze per il processo canonico, costruisce un testo che è al tempo stesso biografia, dossier probatorio e strumento di propaganda religiosa, in cui il miracolo diventa prova e la malattia redenta diventa linguaggio teologico. MARKET VALUE Range indicativo: 2.500 – 3.000 euro Esemplari completi, in buono stato e con provenienze documentate possono superare i 4.000 euro, vista la rarità della prima edizione e l’importanza locale e devozionale dell’opera. PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION Legatura coeva in piena pergamena con tracce d'usura. Qualche mancanza al margine esterno delle prime carte, bruniture e macchie occasionali. Pp. (2); 16nn. 302; (2). Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. FULL TITLE AND AUTHOR Notizie della vita, morte, e miracoli di San Pellegrino Laziosi, nobile forlivese dell’Ordine de’ Servi di Maria Vergine addolorata, raccolte d’ordine della congregazione deputata dal Generale Consiglio di Forlì sopra la canonizzazione di esso beato [...]. Forlì, G.F. Dandi, 1727. Monsignani, Fabbrizio Antonio. CONTEXT AND SIGNIFICANCE L’opera si inserisce nella tradizione agiografica post-tridentina, dove la santità viene documentata con rigore quasi processuale. La canonizzazione di San Pellegrino Laziosi, avvenuta nel 1726 sotto il pontificato di Benedetto XIII, richiese la raccolta sistematica di prove, testimonianze e miracoli: questo volume ne rappresenta la formalizzazione editoriale. San Pellegrino, noto soprattutto come protettore contro il cancro e le malattie incurabili, incarna una figura di santità profondamente legata al corpo sofferente e alla guarigione miracolosa. Il testo di Monsignani non è soltanto una biografia, ma un dispositivo narrativo che trasforma il miracolo in evidenza storica e teologica, contribuendo alla diffusione del culto e alla sua legittimazione ufficiale. Dal punto di vista storico-editoriale, si tratta di una stampa provinciale (Forlì) ma di grande rilevanza locale e religiosa, legata a un preciso progetto politico e devozionale della città. BIOGRAPHY OF THE AUTHOR Fabbrizio Antonio Monsignani fu ecclesiastico e studioso attivo nel primo Settecento, coinvolto direttamente nei processi di canonizzazione e nella raccolta di testimonianze agiografiche. La sua partecipazione alla congregazione incaricata dal Consiglio Generale di Forlì conferisce all’opera un carattere ufficiale e documentario, rendendolo non solo autore ma anche testimone del processo di costruzione della santità. San Pellegrino Laziosi: il santo che sfida la morte - nacque a Forlì intorno al 1260, in una famiglia nobile e politicamente schierata. Da giovane fu vicino alle fazioni ghibelline e ostile alla Chiesa: la tradizione racconta che arrivò persino a insultare e aggredire San Filippo Benizi, priore generale dei Servi di Maria. È qui che avviene la svolta. Filippo non reagisce con violenza ma con mansuetudine: un gesto che colpisce profondamente Pellegrino, portandolo a una conversione radicale. Abbandona la vita mondana e violenta, entra nell’Ordine dei Servi di Maria e si dedica a una forma di penitenza estrema, fatta di digiuni, veglie e preghiera continua. Per anni visse quasi sempre in piedi, come segno di espiazione. Questa scelta ascetica diventerà centrale anche nella costruzione della sua santità: il corpo come luogo di sacrificio e redenzione. Il miracolo più celebre riguarda la sua malattia: in età avanzata fu colpito da una grave infezione alla gamba (tradizionalmente identificata come cancro). I medici decisero per l’amputazione. La notte prima dell’intervento, Pellegrino si trascinò davanti a un’immagine del Crocifisso e pregò. Secondo la tradizione, Cristo scese dalla croce e lo guarì completamente. Questo episodio è fondamentale: da quel momento Pellegrino diventa il santo invocato contro le malattie incurabili, soprattutto tumorali. È un miracolo “interno”, sul proprio corpo, che fonda la sua autorità taumaturgica. I miracoli e la resurrezione dei morti - All’interno della tradizione agiografica, soprattutto nelle raccolte preparate per la canonizzazione (XVIII secolo), compaiono anche episodi più estremi, tra cui la resurrezione dei morti. In uno dei racconti, un bambino morto viene portato davanti al santo o affidato alla sua intercessione. Pellegrino prega con intensità assoluta, invocando Cristo e la Vergine Addolorata. Dopo un momento di sospensione drammatica, il corpo torna alla vita. Questo tipo di miracolo segue uno schema preciso: – disperazione totale – invocazione del santo – intervento divino – ritorno alla vita Non è mai presentato come un “potere personale” del santo, ma come segno della grazia. La resurrezione diventa il vertice simbolico della sua santità: Pellegrino non solo guarisce, ma intercede oltre il confine della morte. Morì nel 1345 a Forlì, dopo una vita interamente dedicata alla penitenza e alla preghiera. Il culto si diffuse lentamente ma in modo costante, soprattutto nell’ambito dell’Ordine dei Servi di Maria. Fu canonizzato nel 1726 da Papa Benedetto XIII, in un momento in cui la Chiesa cercava di rafforzare modelli di santità legati alla sofferenza redenta e al miracolo verificato. L’anno successivo (1727) vennero pubblicate opere ufficiali – come questa di Monsignani – per fissare definitivamente la sua biografia e i suoi miracoli. PRINTING HISTORY AND CIRCULATION Prima edizione assoluta, stampata a Forlì nel 1727 da G.F. Dandi, a un anno dalla canonizzazione del santo. La tiratura fu probabilmente limitata e destinata principalmente a un pubblico locale e religioso (ordini, confraternite, istituzioni ecclesiastiche). La rarità attuale è dovuta sia alla natura d’uso del volume, sia alla limitata diffusione originaria. BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES ICCU / OPAC SBN: esemplari censiti in biblioteche italiane (verifica puntuale per segnature specifiche consigliata) WorldCat: record per edizione Forlì 1727 Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, catalogo storico (da verificare per collocazione) Biblioteca Comunale di Forlì, fondi locali agiografici Acta Sanctorum, volumi relativi al mese di maggio (per San Pellegrino) Prosperi, Adriano, Il Concilio di Trento e la costruzione della santità moderna, pp. 210–245 Vauchez, André, La santità nel Medioevo, pp. 180–220 Enciclopedia dei Santi, Istituto Giovanni XXIII, voce “Pellegrino Laziosi”

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Monsignani - San Pellegrino - 1727

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FORLÌ, IL SANTO CHE RESUSCITA I MORTI : CULTO DI SAN PELLEGRINO, TRA MIRACOLI E POLITICA
Nella tradizione agiografica legata a San Pellegrino Laziosi (c. 1260–1345), il tema della resurrezione dei morti appare come uno dei segni più alti della sua santità, anche se meno noto rispetto al celebre miracolo della guarigione dal cancro.
Secondo le raccolte settecentesche – come quelle redatte per il processo di canonizzazione e poi confluite in opere come questa di Monsignani – si narra che Pellegrino, già riconosciuto in vita come uomo di penitenza estrema e intercessore potente, fosse invocato in casi disperati.
Rara prima edizione dedicata alla vita, morte e miracoli di San Pellegrino Laziosi, figura centrale dell’Ordine dei Servi di Maria e simbolo della santità taumaturgica medievale. Il volume nasce in un contesto preciso: la recente canonizzazione del santo (1726) e la necessità di consolidarne il culto attraverso una narrazione ufficiale, documentata e persuasiva. Monsignani, direttamente coinvolto nella raccolta delle testimonianze per il processo canonico, costruisce un testo che è al tempo stesso biografia, dossier probatorio e strumento di propaganda religiosa, in cui il miracolo diventa prova e la malattia redenta diventa linguaggio teologico.
MARKET VALUE
Range indicativo: 2.500 – 3.000 euro
Esemplari completi, in buono stato e con provenienze documentate possono superare i 4.000 euro, vista la rarità della prima edizione e l’importanza locale e devozionale dell’opera.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena con tracce d'usura. Qualche mancanza al margine esterno delle prime carte, bruniture e macchie occasionali. Pp. (2); 16nn. 302; (2).
Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione.

FULL TITLE AND AUTHOR
Notizie della vita, morte, e miracoli di San Pellegrino Laziosi, nobile forlivese dell’Ordine de’ Servi di Maria Vergine addolorata, raccolte d’ordine della congregazione deputata dal Generale Consiglio di Forlì sopra la canonizzazione di esso beato [...].
Forlì, G.F. Dandi, 1727.
Monsignani, Fabbrizio Antonio.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’opera si inserisce nella tradizione agiografica post-tridentina, dove la santità viene documentata con rigore quasi processuale. La canonizzazione di San Pellegrino Laziosi, avvenuta nel 1726 sotto il pontificato di Benedetto XIII, richiese la raccolta sistematica di prove, testimonianze e miracoli: questo volume ne rappresenta la formalizzazione editoriale.
San Pellegrino, noto soprattutto come protettore contro il cancro e le malattie incurabili, incarna una figura di santità profondamente legata al corpo sofferente e alla guarigione miracolosa. Il testo di Monsignani non è soltanto una biografia, ma un dispositivo narrativo che trasforma il miracolo in evidenza storica e teologica, contribuendo alla diffusione del culto e alla sua legittimazione ufficiale.
Dal punto di vista storico-editoriale, si tratta di una stampa provinciale (Forlì) ma di grande rilevanza locale e religiosa, legata a un preciso progetto politico e devozionale della città.

BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Fabbrizio Antonio Monsignani fu ecclesiastico e studioso attivo nel primo Settecento, coinvolto direttamente nei processi di canonizzazione e nella raccolta di testimonianze agiografiche. La sua partecipazione alla congregazione incaricata dal Consiglio Generale di Forlì conferisce all’opera un carattere ufficiale e documentario, rendendolo non solo autore ma anche testimone del processo di costruzione della santità.

San Pellegrino Laziosi: il santo che sfida la morte - nacque a Forlì intorno al 1260, in una famiglia nobile e politicamente schierata. Da giovane fu vicino alle fazioni ghibelline e ostile alla Chiesa: la tradizione racconta che arrivò persino a insultare e aggredire San Filippo Benizi, priore generale dei Servi di Maria.
È qui che avviene la svolta. Filippo non reagisce con violenza ma con mansuetudine: un gesto che colpisce profondamente Pellegrino, portandolo a una conversione radicale. Abbandona la vita mondana e violenta, entra nell’Ordine dei Servi di Maria e si dedica a una forma di penitenza estrema, fatta di digiuni, veglie e preghiera continua.

Per anni visse quasi sempre in piedi, come segno di espiazione. Questa scelta ascetica diventerà centrale anche nella costruzione della sua santità: il corpo come luogo di sacrificio e redenzione.
Il miracolo più celebre riguarda la sua malattia: in età avanzata fu colpito da una grave infezione alla gamba (tradizionalmente identificata come cancro). I medici decisero per l’amputazione.
La notte prima dell’intervento, Pellegrino si trascinò davanti a un’immagine del Crocifisso e pregò. Secondo la tradizione, Cristo scese dalla croce e lo guarì completamente.

Questo episodio è fondamentale: da quel momento Pellegrino diventa il santo invocato contro le malattie incurabili, soprattutto tumorali. È un miracolo “interno”, sul proprio corpo, che fonda la sua autorità taumaturgica.
I miracoli e la resurrezione dei morti - All’interno della tradizione agiografica, soprattutto nelle raccolte preparate per la canonizzazione (XVIII secolo), compaiono anche episodi più estremi, tra cui la resurrezione dei morti.

In uno dei racconti, un bambino morto viene portato davanti al santo o affidato alla sua intercessione. Pellegrino prega con intensità assoluta, invocando Cristo e la Vergine Addolorata. Dopo un momento di sospensione drammatica, il corpo torna alla vita.

Questo tipo di miracolo segue uno schema preciso:
– disperazione totale
– invocazione del santo
– intervento divino
– ritorno alla vita

Non è mai presentato come un “potere personale” del santo, ma come segno della grazia. La resurrezione diventa il vertice simbolico della sua santità: Pellegrino non solo guarisce, ma intercede oltre il confine della morte.

Morì nel 1345 a Forlì, dopo una vita interamente dedicata alla penitenza e alla preghiera. Il culto si diffuse lentamente ma in modo costante, soprattutto nell’ambito dell’Ordine dei Servi di Maria.
Fu canonizzato nel 1726 da Papa Benedetto XIII, in un momento in cui la Chiesa cercava di rafforzare modelli di santità legati alla sofferenza redenta e al miracolo verificato.

L’anno successivo (1727) vennero pubblicate opere ufficiali – come questa di Monsignani – per fissare definitivamente la sua biografia e i suoi miracoli.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Prima edizione assoluta, stampata a Forlì nel 1727 da G.F. Dandi, a un anno dalla canonizzazione del santo. La tiratura fu probabilmente limitata e destinata principalmente a un pubblico locale e religioso (ordini, confraternite, istituzioni ecclesiastiche). La rarità attuale è dovuta sia alla natura d’uso del volume, sia alla limitata diffusione originaria.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ICCU / OPAC SBN: esemplari censiti in biblioteche italiane (verifica puntuale per segnature specifiche consigliata)
WorldCat: record per edizione Forlì 1727
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, catalogo storico (da verificare per collocazione)
Biblioteca Comunale di Forlì, fondi locali agiografici
Acta Sanctorum, volumi relativi al mese di maggio (per San Pellegrino)
Prosperi, Adriano, Il Concilio di Trento e la costruzione della santità moderna, pp. 210–245
Vauchez, André, La santità nel Medioevo, pp. 180–220
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