Nr. 104714520

Andries Cornelis Lens (1739-1822) - Le Costume ou Essai sur les habillements et les usages de plusieurs peuples de l'antiquité prouvé - 1776
Nr. 104714520

Andries Cornelis Lens (1739-1822) - Le Costume ou Essai sur les habillements et les usages de plusieurs peuples de l'antiquité prouvé - 1776
LENS, Andries Cornelis (1739-1822). Le Costume ou Essai sur les habillements et les usages de plusieurs peuples de l'antiquité prouvé par les monuments.
4to (290 x 240mm)
Liegi: aux dépens de l'auteur : chez J.F. Bassompierre, imprimeur de Son Altesse, 1776.
Rara prima edizione di questa affascinante opera sugli abiti, gli ornamenti, gli arredi e gli usi di diversi popoli dell’antichità, ricostruiti attraverso monumenti, statue, bassorilievi, medaglie, gemme e testimonianze figurative antiche. L’espressione del titolo, “prouvé par les monuments”, è significativa: Lens vuole fondare la ricostruzione del costume non sulla fantasia decorativa, ma su prove materiali e iconografiche. È quindi un’opera perfettamente inserita nel clima antiquario e neoclassico della seconda metà del Settecento. I popoli trattati comprendono, tra gli altri, Egizi, Greci, Romani, Persiani, Frigi, Assiri, Armeni ed Ebrei.
L’opera ebbe fortuna: nel 1785 uscì a Dresda una nouvelle édition, corretta, rettificata e considerevolmente aumentata da G. H. Martini, con 57 tavole. Meravigliosamente illustrato con 160 incisioni in 51 tavole dell'artista fiammingo Pitré Martenasie in fine volume. André Corneille Lens, o Andries Cornelis Lens, nacque ad Anversa il 31 marzo 1739 e morì a Bruxelles il 30 marzo 1822. Fu pittore, incisore, teorico dell’arte e docente, attivo tra Anversa, Roma e Bruxelles. Le fonti museali lo descrivono come artista fiammingo, allievo di Balthasar Beschey all’Accademia di Belle Arti di Anversa; il soggiorno romano del 1764-1768 fu decisivo per la sua formazione classicista. Lens è una figura interessante perché appartiene alla generazione che cercò di rinnovare la pittura fiamminga in senso neoclassico, reagendo al gusto rococò e guardando ai modelli di Raffaello, della pittura rinascimentale italiana e dell’antichità. Un dettaglio curioso è che il suo interesse per l’antico non era solo pittorico, ma quasi “archeologico”: per lui il costume, l’abbigliamento, gli ornamenti, gli arredi e gli usi quotidiani dei popoli antichi erano strumenti essenziali per rendere più corretta la pittura storica. In questo senso il suo Le Costume non è soltanto un libro di erudizione antiquaria, ma anche un manuale pratico per artisti, incisori, scenografi e collezionisti. Fu anche una figura istituzionale: nel 1763 venne nominato professore all’Accademia di Anversa; più tardi fu attivo a Bruxelles e nel 1803 partecipò alla fondazione della Société de peinture, sculpture et architecture de Bruxelles, destinata a promuovere le arti attraverso esposizioni e attività accademiche.
Occhietto e frontespizio con bella marca tipografica che mostra una nave che salpa dal porto, XXXII, 412 pagine di testo seguite da 51 carte di tavole (160 incisioni). Collazionato completo. MAGNIFICA COPIA A PIENI MARGINI, intatta dall'uscita dalla tipografia. Legatura d'attesa in cartonato, dorso assente e pagine slegate.
Per qualsiasi info o ulteriori foto non esitate a contattarmi.
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