Spisebord - Valnød - Rundt sejl med chiavarda





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Rund valnøttetræ Bord fra Storbritannien, dateret 1850–1900 i antik Regence-stil, med et lodret ’’sejl’’-mekanisme og hjul under bordet, top og underside i valnødfinér, centralt drejet ben med tre udsmykkede fødder endende i skaller, Ø135 cm, højde 77 cm (underside 72 cm), vægt 45 g, stand: god, brugt med mindre aldersmærker og pletter.
Beskrivelse fra sælger
Tavolo Tondo ia vela, Noce - originale Inghilterra Seconda Metà XIX - con meccanismo a chiavarda per posizionarlo "a vela" e rotelle sotto il piede , che consentono di riporlo agevolmente.
Piano impiallacciato in radica di noce come la fascia sottopiano.
Gamba centrale tornita poggiante su tre piedi mossi intagliati a volute e riccioli culminanti a conchiglia.
Condizione prodotto: eccellente grazie alla meticolosa cura della proprietaria, periodicamente passato a gommalacca e alcool.
NO danni, NO restauro, NO alterazioni.
Dimensioni (cm):
Altezza: 77
Diametro: 135
Ritiro in Roma nord, piano terra, accesso con veicolo possibile.
Il discreto - e insostenibile - fascino del tavolo "a vela". Dalla fine del xviii compaiono i primi modelli di questo tipo di tavolo da pranzo , il cui piano risulta essere reclinabile in verticale, da qui la dizione a "Vela". Lo scopo è occupare meno spazio e riporlo in un angolo quando non in uso. L'esigenza nasce nelle case borghesi di città, che, seppur benestanti, non godevano degli spazi illimitati delle residenze aristocratiche di campagna. Il nuovo lusso di questa classe sociale deve fare i conti con lo spazio nella affollata Londra di Dickens. Il tavolo a vela diventa così e una moda , anche in abitazioni che non soffrono certo di carenza di spazio , e sbarca nel resto d'Europa. Le venature di legni antichi , in questo caso il noce, continuano a incantare, valorizzate dalla posizione verticale.
L'esigenza si concilia con l abitare di oggi e concilia praticità e un tocco di classe , ora come allora.
Tavolo Tondo ia vela, Noce - originale Inghilterra Seconda Metà XIX - con meccanismo a chiavarda per posizionarlo "a vela" e rotelle sotto il piede , che consentono di riporlo agevolmente.
Piano impiallacciato in radica di noce come la fascia sottopiano.
Gamba centrale tornita poggiante su tre piedi mossi intagliati a volute e riccioli culminanti a conchiglia.
Condizione prodotto: eccellente grazie alla meticolosa cura della proprietaria, periodicamente passato a gommalacca e alcool.
NO danni, NO restauro, NO alterazioni.
Dimensioni (cm):
Altezza: 77
Diametro: 135
Ritiro in Roma nord, piano terra, accesso con veicolo possibile.
Il discreto - e insostenibile - fascino del tavolo "a vela". Dalla fine del xviii compaiono i primi modelli di questo tipo di tavolo da pranzo , il cui piano risulta essere reclinabile in verticale, da qui la dizione a "Vela". Lo scopo è occupare meno spazio e riporlo in un angolo quando non in uso. L'esigenza nasce nelle case borghesi di città, che, seppur benestanti, non godevano degli spazi illimitati delle residenze aristocratiche di campagna. Il nuovo lusso di questa classe sociale deve fare i conti con lo spazio nella affollata Londra di Dickens. Il tavolo a vela diventa così e una moda , anche in abitazioni che non soffrono certo di carenza di spazio , e sbarca nel resto d'Europa. Le venature di legni antichi , in questo caso il noce, continuano a incantare, valorizzate dalla posizione verticale.
L'esigenza si concilia con l abitare di oggi e concilia praticità e un tocco di classe , ora come allora.

