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A. Pecchioli - Il regno di Sardegna - 1995
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A. Pecchioli - Il regno di Sardegna - 1995

Volume formato in folio cm 32 x 42 - 280 pagine stampate su carta speciale marcata, appositamente prodotta dalle Cartiere Miliani Fabriano - Circa 150 incisioni e disegni, 3 antiche stampe fuori testo, 6 alberi genealogici - Rilegatura in tutta pelle pregiata con copertina a sbalzo, borchie di rame sul retro, dorso con nervature e impressioni in oro zecchino - Custodia in pelle con specchiature a stampa - Targa con dedica ad personam - Tiratura in 2499 esemplari numerati. ( esemplare n.476 A cura di: Arrigo Pecchioli I contenuti: Il volume ricostruisce, attraverso saggi, testimonianze e documenti, le secolari vicende del Regno di Sardegna. Quando, il 17 marzo 1861, esso si trasforma in Regno d'Italia ha già 537 anni di vita, essendo stato istituito nel 1297 da papa Bonifacio VIII. Il pontefice, per risolvere la Guerra del Vespro, crea ex novo il Regno di Sardegna e Corsica e lo offre all'aragonese Giacomo II il Giusto, promettendogli il suo appoggio se vorrà conquistare la Sardegna pisana in cambio della Sicilia. Nel 1323 Giacomo II attacca, non prima però di essersi alleato con i re del Giudicato di Arborea, ultimo dei quattro stati medievali sardi ancora esistente. L'anno seguente, con l'occupazione di Cagliari, della Gallura e di Sassari, il Regno di Sardegna e Corsica comincia a concretizzarsi. Però gli alleati nel 1353 diventano nemici. La guerra va avanti per mezzo secolo, finché la sconfitta a Sanluri delle truppe giudicali dà inizio alla definitiva e totale conquista aragonese della Sardegna. Alla fine del secolo, quando con il matrimonio tra Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia nasce il Regno di Spagna, anche l'isola diventa spagnola: assume il simbolo statuale dei Quattro Mori e il nome di Regno di Sardegna. La conquista della Corsica, infatti, è stata rinviata sine die.

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Volume formato in folio cm 32 x 42
- 280 pagine stampate su carta speciale marcata, appositamente prodotta dalle Cartiere Miliani Fabriano
- Circa 150 incisioni e disegni, 3 antiche stampe fuori testo, 6 alberi genealogici
- Rilegatura in tutta pelle pregiata con copertina a sbalzo, borchie di rame sul retro, dorso con nervature e impressioni in oro zecchino
- Custodia in pelle con specchiature a stampa - Targa con dedica ad personam
- Tiratura in 2499 esemplari numerati. ( esemplare n.476
A cura di: Arrigo Pecchioli

I contenuti:
Il volume ricostruisce, attraverso saggi, testimonianze e documenti, le secolari vicende del Regno di Sardegna. Quando, il 17 marzo 1861, esso si trasforma in Regno d'Italia ha già 537 anni di vita, essendo stato istituito nel 1297 da papa Bonifacio VIII. Il pontefice, per risolvere la Guerra del Vespro, crea ex novo il Regno di Sardegna e Corsica e lo offre all'aragonese Giacomo II il Giusto, promettendogli il suo appoggio se vorrà conquistare la Sardegna pisana in cambio della Sicilia. Nel 1323 Giacomo II attacca, non prima però di essersi alleato con i re del Giudicato di Arborea, ultimo dei quattro stati medievali sardi ancora esistente. L'anno seguente, con l'occupazione di Cagliari, della Gallura e di Sassari, il Regno di Sardegna e Corsica comincia a concretizzarsi. Però gli alleati nel 1353 diventano nemici. La guerra va avanti per mezzo secolo, finché la sconfitta a Sanluri delle truppe giudicali dà inizio alla definitiva e totale conquista aragonese della Sardegna. Alla fine del secolo, quando con il matrimonio tra Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia nasce il Regno di Spagna, anche l'isola diventa spagnola: assume il simbolo statuale dei Quattro Mori e il nome di Regno di Sardegna. La conquista della Corsica, infatti, è stata rinviata sine die.

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