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Vincenzo Censotti (1913-2005) - Scorcio di borgo
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Vincenzo Censotti (1913-2005) - Scorcio di borgo

AUTORE Vincenzo Censotti (1913-2005) pittore italiano. Nato a Foiano della Chiana nel 1913, incarna perfettamente la figura del maestro capace di far dialogare due anime geografiche e artistiche diverse: quella rigorosa della sua Toscana natale e quella vibrante del Veneto, sua terra d'elezione. La sua formazione fiorentina presso l'Istituto d'Arte, sotto la guida di giganti come il pittore Gianni Vagnetti e lo scultore Libero Andreotti, gli ha conferito una padronanza tecnica e una solidità compositiva che avrebbero caratterizzato tutta la sua produzione. Trasferitosi a Treviso alla fine degli anni Quaranta, Censotti ha saputo innestare la lezione del realismo e della sintesi formale toscana nei paesaggi e nelle atmosfere della marca trevigiana, diventando un punto di riferimento per la vita culturale della città, che lo ha ospitato fino alla sua scomparsa nel 2005. Giunto nella maturita' ad un emblematico linguaggio, dove il Realismo Magico italiano si mischia ad un certo gusto postcubista influenzato dalla lezione e dalla tavolozza di Cezanne. La sua lunga carriera è stata costellata da una fitta attività espositiva che ha toccato i centri nevralgici dell'arte italiana, da Firenze e Venezia fino a Padova e Vicenza, lasciando tracce indelebili anche in contesti monumentali e sacri, come dimostrano i suoi interventi nel Duomo di Palmanova e nella chiesa di Frascineto. La stima delle istituzioni è testimoniata dalla presenza delle sue opere in numerose collezioni pubbliche, ma è nel 2017 che la sua figura ha vissuto un’importante riscoperta critica grazie alla mostra "Vincenzo Censotti Paesaggi privati". L'esposizione presso Casa dei Carraresi a Treviso ha restituito al pubblico l'essenza del suo iter pittorico, celebrando quel "paesaggio privato" che è, al tempo stesso, un diario intimo e un omaggio colto alla bellezza del territorio, consolidando definitivamente il suo lascito come ponte tra la tradizione del primo Novecento e la sensibilità moderna. DESCRIZIONE "Paesaggio, Scorcio di Borgo", olio su tavola, 67*57cm con cornice, 50*40cm la sola tavola, databile agli anni '60 del XX secolo, firmato in basso a destra. Il dipinto ritrae uno scorcio di un borgo collinare, probabilmente situato tra i rilievi che circondano Treviso, citta' d'adozione dell'autore, dove architetture rurali dai toni caldi dell'ocra e del giallo si alternano a tetti in terracotta sotto un cielo vibrante, solcato da nubi che riflettono la luce rosata del crepuscolo o dell'alba. La scena è dominata da una quiete sospesa, quasi metafisica, in cui la natura e l'opera dell'uomo convivono in un equilibrio perfetto: la verticalità di un cipresso scuro e il verde denso degli arbusti fanno da contrappunto alle linee squadrate delle case, mentre una profonda ombra diagonale taglia il selciato in primo piano, guidando lo sguardo dell'osservatore verso il cuore dell'abitato. Questa veduta non è solo una descrizione geografica, ma si configura come uno di quei "paesaggi privati" tipici dell'artista. Sul piano tecnico e compositivo, il dipinto costituisce un vertice della maturità artistica di Censotti, evidenziando quella felice sintesi tra il rigore della sua formazione toscana e la sensibilità luministica veneta. La solidità delle masse edilizie rivela l'influenza dell'insegnamento di Gianni Vagnetti e Libero Andreotti, traducendosi in una struttura d'ordine postcubista che scompone lo spazio in piani geometrici essenziali. Tuttavia, questa severità formale viene ammorbidita da una tavolozza di chiara matrice cézanniana, dove il colore non si limita a riempire le forme ma concorre attivamente alla loro costruzione volumetrica. L'opera si inserisce pienamente nel linguaggio maturo dell'autore, dove suggestioni del Realismo Magico italiano si mescolano a una sintesi moderna, confermando il ruolo di Censotti come ponte tra la tradizione del primo Novecento e quella del Dopo Guerra. Il segno e la ricerca cromatica rendono questa tela emblematica della maturita'del Censotti, un periodo in cui la sua ricerca espressiva raggiunge una stabilità formale e una profondità poetica definitive. Dipinto di equilibrata composizione e gradevole impatto estetico. CONDITION REPORT Eccellente la condizone generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili. La cornice e' da intendersi in omaggio. Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.

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Vincenzo Censotti (1913-2005) - Scorcio di borgo

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AUTORE

Vincenzo Censotti (1913-2005) pittore italiano. Nato a Foiano della Chiana nel 1913, incarna perfettamente la figura del maestro capace di far dialogare due anime geografiche e artistiche diverse: quella rigorosa della sua Toscana natale e quella vibrante del Veneto, sua terra d'elezione. La sua formazione fiorentina presso l'Istituto d'Arte, sotto la guida di giganti come il pittore Gianni Vagnetti e lo scultore Libero Andreotti, gli ha conferito una padronanza tecnica e una solidità compositiva che avrebbero caratterizzato tutta la sua produzione. Trasferitosi a Treviso alla fine degli anni Quaranta, Censotti ha saputo innestare la lezione del realismo e della sintesi formale toscana nei paesaggi e nelle atmosfere della marca trevigiana, diventando un punto di riferimento per la vita culturale della città, che lo ha ospitato fino alla sua scomparsa nel 2005. Giunto nella maturita' ad un emblematico linguaggio, dove il Realismo Magico italiano si mischia ad un certo gusto postcubista influenzato dalla lezione e dalla tavolozza di Cezanne.

La sua lunga carriera è stata costellata da una fitta attività espositiva che ha toccato i centri nevralgici dell'arte italiana, da Firenze e Venezia fino a Padova e Vicenza, lasciando tracce indelebili anche in contesti monumentali e sacri, come dimostrano i suoi interventi nel Duomo di Palmanova e nella chiesa di Frascineto. La stima delle istituzioni è testimoniata dalla presenza delle sue opere in numerose collezioni pubbliche, ma è nel 2017 che la sua figura ha vissuto un’importante riscoperta critica grazie alla mostra "Vincenzo Censotti Paesaggi privati". L'esposizione presso Casa dei Carraresi a Treviso ha restituito al pubblico l'essenza del suo iter pittorico, celebrando quel "paesaggio privato" che è, al tempo stesso, un diario intimo e un omaggio colto alla bellezza del territorio, consolidando definitivamente il suo lascito come ponte tra la tradizione del primo Novecento e la sensibilità moderna.

DESCRIZIONE

"Paesaggio, Scorcio di Borgo", olio su tavola, 67*57cm con cornice, 50*40cm la sola tavola, databile agli anni '60 del XX secolo, firmato in basso a destra.

Il dipinto ritrae uno scorcio di un borgo collinare, probabilmente situato tra i rilievi che circondano Treviso, citta' d'adozione dell'autore, dove architetture rurali dai toni caldi dell'ocra e del giallo si alternano a tetti in terracotta sotto un cielo vibrante, solcato da nubi che riflettono la luce rosata del crepuscolo o dell'alba. La scena è dominata da una quiete sospesa, quasi metafisica, in cui la natura e l'opera dell'uomo convivono in un equilibrio perfetto: la verticalità di un cipresso scuro e il verde denso degli arbusti fanno da contrappunto alle linee squadrate delle case, mentre una profonda ombra diagonale taglia il selciato in primo piano, guidando lo sguardo dell'osservatore verso il cuore dell'abitato. Questa veduta non è solo una descrizione geografica, ma si configura come uno di quei "paesaggi privati" tipici dell'artista.

Sul piano tecnico e compositivo, il dipinto costituisce un vertice della maturità artistica di Censotti, evidenziando quella felice sintesi tra il rigore della sua formazione toscana e la sensibilità luministica veneta. La solidità delle masse edilizie rivela l'influenza dell'insegnamento di Gianni Vagnetti e Libero Andreotti, traducendosi in una struttura d'ordine postcubista che scompone lo spazio in piani geometrici essenziali. Tuttavia, questa severità formale viene ammorbidita da una tavolozza di chiara matrice cézanniana, dove il colore non si limita a riempire le forme ma concorre attivamente alla loro costruzione volumetrica. L'opera si inserisce pienamente nel linguaggio maturo dell'autore, dove suggestioni del Realismo Magico italiano si mescolano a una sintesi moderna, confermando il ruolo di Censotti come ponte tra la tradizione del primo Novecento e quella del Dopo Guerra. Il segno e la ricerca cromatica rendono questa tela emblematica della maturita'del Censotti, un periodo in cui la sua ricerca espressiva raggiunge una stabilità formale e una profondità poetica definitive. Dipinto di equilibrata composizione e gradevole impatto estetico.

CONDITION REPORT

Eccellente la condizone generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili. La cornice e' da intendersi in omaggio.

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