MOHAMED ALI ZAMIT - Equilibrio Spezzato






Détient un baccalauréat en histoire de l’art et une maîtrise en gestion des arts et de la culture.
| 20 € | ||
|---|---|---|
| 15 € | ||
| 10 € |
Protection des acheteurs Catawiki
Votre paiement est en sécurité chez nous jusqu’à la réception de votre objet.Voir les informations
Trustpilot 4.4 | 127923 d’avis
Noté Excellent sur Trustpilot.
Mohamed Ali Zamit présente Equilibrio Spezzato, une œuvre originale de 2026 en acrylique et techniques mixtes, 75 × 55 cm, signée à la main, en excellent état, provenant de Tunisie et dans le style Art Nouveau.
Description fournie par le vendeur
L’arte acrylique selon Mohamed Ali Zamit
L’arte acrilica, per Mohamed Ali Zamit, non è soltanto una tecnica: è un ponte tra radici antiche e visioni contemporanee. La sua storia comincia a Sousse, in Tunisia, quando un cugino pittore — figura luminosa e rispettata nella città — gli apre la porta del mondo creativo attraverso la scrittura araba. Le curve eleganti delle lettere, la danza dei tratti, la disciplina del gesto: tutto questo diventa il primo respiro della sua sensibilità artistica.
Con il tempo, però, qualcosa cambia. Due anni fa, gli astratti in acrilico catturano il suo sguardo come un richiamo irresistibile. I colori vibrano, si scontrano, si fondono; le forme non chiedono di essere comprese, ma sentite. È un linguaggio nuovo, libero, che non impone confini. E Mohamed Ali risponde a quel richiamo con entusiasmo, iniziando a creare i suoi primi quadri.
Nelle sue opere, l’acrilico diventa materia viva:
- colore che pulsa, come un’emozione appena nata;
- texture che emergono, come ricordi che riaffiorano;
- movimenti fluidi, eredità della calligrafia araba che continua a scorrere nelle sue mani;
- contrasti intensi, specchio di un viaggio personale tra tradizione e modernità.
Ogni quadro è un dialogo tra ciò che è stato e ciò che sta diventando. L’acrilico, con la sua rapidità, la sua forza e la sua capacità di trasformarsi, diventa il compagno ideale per un artista che ha scelto di esplorare l’astratto come forma di libertà.
Così nasce la pittura di Mohamed Ali Zamit: un incontro tra la poesia delle origini e l’audacia del presente, un percorso che continua a crescere, quadro dopo quadro, gesto dopo gesto.
In questo dipinto, Mohamed Ali Zamit esplora la complessità dell’animo umano attraverso il volto di una donna diviso tra due mondi. La metà sinistra — luminosa, vibrante, attraversata da colori vivi — rappresenta la bellezza che nasce dalla vitalità, dalla speranza e dall’energia creativa. I toni accesi si intrecciano come emozioni in movimento, rivelando un lato del viso che respira libertà e desiderio di esprimersi.
L’altra metà, avvolta da colori scuri e profondi, racconta invece ciò che spesso rimane nascosto: le ombre interiori, le paure, le ferite che non sempre trovano voce. Non è un’oscurità che annulla, ma una presenza che completa. È la parte silenziosa dell’essere umano, quella che dà peso, profondità e verità alla luce.
Il contrasto tra le due metà non è uno scontro, ma un equilibrio. La donna del quadro vive nella tensione tra ciò che mostra e ciò che trattiene, tra la forza del colore e il mistero dell’ombra. In questa dualità, l’artista rivela la sua sensibilità: un dialogo continuo tra luce e buio, tra caos e armonia, tra fragilità e potenza.
Il risultato è un volto che non si limita a essere visto, ma invita a essere interpretato. Un volto che parla di tutti noi.
L’arte acrylique selon Mohamed Ali Zamit
L’arte acrilica, per Mohamed Ali Zamit, non è soltanto una tecnica: è un ponte tra radici antiche e visioni contemporanee. La sua storia comincia a Sousse, in Tunisia, quando un cugino pittore — figura luminosa e rispettata nella città — gli apre la porta del mondo creativo attraverso la scrittura araba. Le curve eleganti delle lettere, la danza dei tratti, la disciplina del gesto: tutto questo diventa il primo respiro della sua sensibilità artistica.
Con il tempo, però, qualcosa cambia. Due anni fa, gli astratti in acrilico catturano il suo sguardo come un richiamo irresistibile. I colori vibrano, si scontrano, si fondono; le forme non chiedono di essere comprese, ma sentite. È un linguaggio nuovo, libero, che non impone confini. E Mohamed Ali risponde a quel richiamo con entusiasmo, iniziando a creare i suoi primi quadri.
Nelle sue opere, l’acrilico diventa materia viva:
- colore che pulsa, come un’emozione appena nata;
- texture che emergono, come ricordi che riaffiorano;
- movimenti fluidi, eredità della calligrafia araba che continua a scorrere nelle sue mani;
- contrasti intensi, specchio di un viaggio personale tra tradizione e modernità.
Ogni quadro è un dialogo tra ciò che è stato e ciò che sta diventando. L’acrilico, con la sua rapidità, la sua forza e la sua capacità di trasformarsi, diventa il compagno ideale per un artista che ha scelto di esplorare l’astratto come forma di libertà.
Così nasce la pittura di Mohamed Ali Zamit: un incontro tra la poesia delle origini e l’audacia del presente, un percorso che continua a crescere, quadro dopo quadro, gesto dopo gesto.
In questo dipinto, Mohamed Ali Zamit esplora la complessità dell’animo umano attraverso il volto di una donna diviso tra due mondi. La metà sinistra — luminosa, vibrante, attraversata da colori vivi — rappresenta la bellezza che nasce dalla vitalità, dalla speranza e dall’energia creativa. I toni accesi si intrecciano come emozioni in movimento, rivelando un lato del viso che respira libertà e desiderio di esprimersi.
L’altra metà, avvolta da colori scuri e profondi, racconta invece ciò che spesso rimane nascosto: le ombre interiori, le paure, le ferite che non sempre trovano voce. Non è un’oscurità che annulla, ma una presenza che completa. È la parte silenziosa dell’essere umano, quella che dà peso, profondità e verità alla luce.
Il contrasto tra le due metà non è uno scontro, ma un equilibrio. La donna del quadro vive nella tensione tra ciò che mostra e ciò che trattiene, tra la forza del colore e il mistero dell’ombra. In questa dualità, l’artista rivela la sua sensibilità: un dialogo continuo tra luce e buio, tra caos e armonia, tra fragilità e potenza.
Il risultato è un volto che non si limita a essere visto, ma invita a essere interpretato. Un volto che parla di tutti noi.
