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claudio pulli - claudio pulli - Vase avec couvercle -  céramique  - Céramique
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claudio pulli - claudio pulli - Vase avec couvercle - céramique - Céramique

Vaso di Claudio Pulli in ceramica smaltata policroma e con lustri metallici Altezza: 16 cm Claudio Pulli conobbe l'Arte nell'ambiente familiare, essendo figlio dello scultore e decoratore Giovanni (Lecce, 1892 – Selargius, Cagliari, 1976). Il padre si formò a Lecce, città d'origine della famiglia, stando a bottega presso lo scultore Luigi Guacci. In seguito ad una commissione, Giovanni nel 1929 giunse a Sassari e vi si trasferì con la famiglia: all'epoca aveva tre figli. Giovanni Pulli aprì nello stesso 1929 la sua bottega d'arte in città, nel Corso Vittorio Emanuele al civico 89, e per nove anni ebbe l'incarico di insegnare ceramica all'Istituto d'Arte di Sassari. Claudio studiò all’Istituto d’Arte di Sassari ed ebbe come insegnati Maestri quali Stanis Dessy Filippo Figari e Eugenio Tavolara. Le capacità del giovane Claudio, già ben rodate dall'apprendi-stato “familiare” che poté compiere stando nel laboratorio paterno, furono indirizzate dagli insegnamenti dei suoi maestri all'Istituto d'Arte (fu abile nella scultura e nella pittura). Pulli fu notato da Tavolara, che lo invitò a perfezionarsi ulteriormente guardando al panorama italiano. Così, conseguito il diploma di Maestro d'Arte a Sassari, Claudio Pulli si recò a Faenza, grande centro della ceramica italiana, e si perfezionò: suo grande amore fu la terracotta, essendo vera-mente portato nel plasmarla e nel decorarla. Nel 1955 si sposa con Graziella Doro, amore di una vita che ha visto nascere Giovanni (1956) e Roberto (1961) che hanno accompagnato Claudio nelle sue opere e ancora oggi ne tramandano i segreti di questa antica arte. Pulli dai maestri faentini apprese le varie tecniche ceramiche (quali il rivestimento in piombo, lo smalto stagnifero, l’invetriatura, l’ingobbio) e fece molte sperimentazioni, curioso e ansioso di ottenere nuovi effetti della materia da poter valorizzare artisticamente. Schivo e introverso di carattere, Pulli fu un uomo e un artista pratico, diretto, ma appartato: amò moltissimo il suo lavoro, la cultura del fare era sua propria. Nella sua carriera artistica partecipò a molte esposizioni, vincendo anche importanti premi e ottenendo numerosi riconoscimenti, in Italia e all'estero. Tra le mostre è da ricordare “Sassari in Bottiglia”, nata da un'idea del decoratore sassarese Settimio Sassu (Sassari, 1918 – seconda metà del XX secolo) e che si componeva di bottiglie in vetro di varie forme sulle quali furono plasmate le caricature di personaggi importanti del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica della Sassari del dopoguerra: il corpo del personaggio era il contenitore di vetro mentre le teste furono plasmate da Sassu, da Pulli e dall'allora giovanissimo Gian Carlo Marchisio, quale collaboratore. Mostre importanti per Pulli furono l'edizione 1970 della Fiera Campionaria della Sardegna tenutasi a Cagliari e una personale che ebbe modo di poter organizzare anni dopo a Tokyo. Poté esporre anche a Faenza con una sua personale al Museo Civico della Ceramica. Dai primi Anni Settanta aprì il suo laboratorio ceramico a Selargius, presso Cagliari, dove produsse per decenni le sue serie e i suoi pezzi unici, ispirati alla Sardegna e al suo artigianato arcaico ma anche creando raffinati oggetti contemporanei di design. Sensibile come uomo, introspettivo e amante della quiete, produsse anche opere di arte sacra: in diverse chiese della provincia di Cagliari si possono ammirare le sue stazioni di Via Crucis, oppure suoi quadri o sue statue.

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Vaso di Claudio Pulli in ceramica smaltata policroma e con lustri metallici

Altezza: 16 cm


Claudio Pulli conobbe l'Arte nell'ambiente familiare, essendo figlio dello scultore e decoratore Giovanni (Lecce, 1892 – Selargius, Cagliari, 1976). Il padre si formò a Lecce, città d'origine della famiglia, stando a bottega presso lo scultore Luigi Guacci. In seguito ad una commissione, Giovanni nel 1929 giunse a Sassari e vi si trasferì con la famiglia: all'epoca aveva tre figli. Giovanni Pulli aprì nello stesso 1929 la sua bottega d'arte in città, nel Corso Vittorio Emanuele al civico 89, e per nove anni ebbe l'incarico di insegnare ceramica all'Istituto d'Arte di Sassari. Claudio studiò all’Istituto d’Arte di Sassari ed ebbe come insegnati Maestri quali Stanis Dessy Filippo Figari e Eugenio Tavolara. Le capacità del giovane Claudio, già ben rodate dall'apprendi-stato “familiare” che poté compiere stando nel laboratorio paterno, furono indirizzate dagli insegnamenti dei suoi maestri all'Istituto d'Arte (fu abile nella scultura e nella pittura). Pulli fu notato da Tavolara, che lo invitò a perfezionarsi ulteriormente guardando al panorama italiano. Così, conseguito il diploma di Maestro d'Arte a Sassari, Claudio Pulli si recò a Faenza, grande centro della ceramica italiana, e si perfezionò: suo grande amore fu la terracotta, essendo vera-mente portato nel plasmarla e nel decorarla. Nel 1955 si sposa con Graziella Doro, amore di una vita che ha visto nascere Giovanni (1956) e Roberto (1961) che hanno accompagnato Claudio nelle sue opere e ancora oggi ne tramandano i segreti di questa antica arte.

Pulli dai maestri faentini apprese le varie tecniche ceramiche (quali il rivestimento in piombo, lo smalto stagnifero, l’invetriatura, l’ingobbio) e fece molte sperimentazioni, curioso e ansioso di ottenere nuovi effetti della materia da poter valorizzare artisticamente. Schivo e introverso di carattere, Pulli fu un uomo e un artista pratico, diretto, ma appartato: amò moltissimo il suo lavoro, la cultura del fare era sua propria. Nella sua carriera artistica partecipò a molte esposizioni, vincendo anche importanti premi e ottenendo numerosi riconoscimenti, in Italia e all'estero. Tra le mostre è da ricordare “Sassari in Bottiglia”, nata da un'idea del decoratore sassarese Settimio Sassu (Sassari, 1918 – seconda metà del XX secolo) e che si componeva di bottiglie in vetro di varie forme sulle quali furono plasmate le caricature di personaggi importanti del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica della Sassari del dopoguerra: il corpo del personaggio era il contenitore di vetro mentre le teste furono plasmate da Sassu, da Pulli e dall'allora giovanissimo Gian Carlo Marchisio, quale collaboratore.

Mostre importanti per Pulli furono l'edizione 1970 della Fiera Campionaria della Sardegna tenutasi a Cagliari e una personale che ebbe modo di poter organizzare anni dopo a Tokyo. Poté esporre anche a Faenza con una sua personale al Museo Civico della Ceramica. Dai primi Anni Settanta aprì il suo laboratorio ceramico a Selargius, presso Cagliari, dove produsse per decenni le sue serie e i suoi pezzi unici, ispirati alla Sardegna e al suo artigianato arcaico ma anche creando raffinati oggetti contemporanei di design. Sensibile come uomo, introspettivo e amante della quiete, produsse anche opere di arte sacra: in diverse chiese della provincia di Cagliari si possono ammirare le sue stazioni di Via Crucis, oppure suoi quadri o sue statue.


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Sophie Aziz
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