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Ferruccio Bortoluzzi (1920-2007) - Composizione n 181
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Ferruccio Bortoluzzi (1920-2007) - Composizione n 181

AUTORE Ferruccio Bortoluzzi (1920-2007) pittore e scultore italiano. Nasce a Venezia in una famiglia modesta, alla vigilia della guerra si arruola in Marina. Nel '43 espone per la prima volta alla Galleria della Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia). Bortoluzzi si forma completamente da autodidatta, nelle opere realizzate durante gli anni '40, si presenta come pittore d'immagini: predilige nudi, scorci di Venezia, e rappresentazioni d'interni; il colore delle tele è atono ma già si palesa il senso di vuoto ed abbandono tipico della sua poetica. Inizia già ventenne gli studi serali e nel '47 si diploma all'Istituto d'Arte, dove successivamente insegna al Corso Superiore di Disegno Industrial. È uno dei fondatori del Centro di Unità della Cultura L'Arco insieme ad artisti e letterati veneziani. L’Arco non costituiva un vero e proprio movimento artistico, ma cercava di avvicinare la popolazione all'arte e alla grande cultura internazionale attraverso concerti, mostre d'arte, incontri con poeti e scrittori. Nel '51 si trasferisce a Parigi, dove conosce Gino Severini. Modifica il suo stile, ecco quindi l'artista lavorare ancora seguendo l'istanza figurativa, ora però egli si concentra soprattutto sulla realizzazione di soggetti d'ispirazione religiosa. Agli inizi degli anni '60 raggiunge la piena maturità artistica, sperimenta un nuovo linguaggio espressivo del tutto personale. I quadri si trasformano in "oggetti", in un processo di simbiosi tra pittura e scultura. Composizioni realizzate con materiale recuperato dalla realtà: tavole di legno consunto, ferri arrugginiti, chiodi, corde, anelli esprimono una manifestazione di forza che commuove per la sua umanità. Attorno agli anni '70 si dedica anche alla produzione di Carte Bruciate, una serie di opere costituite da fogli di carta strappati e parzialmente combusti, che assumono particolari tonalità e si trasformano, tanto da ricordare nei colori, il legno e il ferro tipici materiali di cui egli si avvale nelle Composizioni. Sempre in questi anni sperimenta la tecnica serigrafica che meglio si presta a tradurre i Collages strutturati in campiture di colori omogenei, forme geometriche in equilibrio dove un frammento, una lacerazione. I maggiori critici italiani tra cui Giulio Carlo Argan, Umbro Apollonio, Giuseppe Mazzariol e altri ancora hanno riconosciuto e apprezzato la sua arte. Ampia documentazione relativa al suo lavoro è consultabile presso l'Archivio Storico d'Arte Contemporanea di Venezia. Descrizione "composizione n 181", tecnica mista, terre refrattarie e legno, 57x57cm, firmato al verso. Al verso etichetta d'artista con firma e data 1970, Venezia, opera partecipante alla mostra di Abano Terme del 1996, si fornice catalogo Electa nel quale l opera è pubblicata. L'oggetto è da considerarsi esempio iconico dello stile maturo del Bortoluzzi, inserendosi filologicamente in una ben definita produzione dell'artista, ossia le composizioni in legno e ferro, la più bella e riconosciuta produzione dell'artista. CONDITION REPORT Eccellente lo stato di conservazione generale, l'oggetto si mostra integro in ogni sua parte, cromie materiali originali vividi e ben leggibili. Spedizione tracciata con adeguato imballo, il costo di spedizione è comprensivo di polizza assicurativa sull'oggetto.

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Ferruccio Bortoluzzi (1920-2007) - Composizione n 181

Ferruccio Bortoluzzi (1920-2007) - Composizione n 181

AUTORE

Ferruccio Bortoluzzi (1920-2007) pittore e scultore italiano. Nasce a Venezia in una famiglia modesta, alla vigilia della guerra si arruola in Marina. Nel '43 espone per la prima volta alla Galleria della Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia). Bortoluzzi si forma completamente da autodidatta, nelle opere realizzate durante gli anni '40, si presenta come pittore d'immagini: predilige nudi, scorci di Venezia, e rappresentazioni d'interni; il colore delle tele è atono ma già si palesa il senso di vuoto ed abbandono tipico della sua poetica. Inizia già ventenne gli studi serali e nel '47 si diploma all'Istituto d'Arte, dove successivamente insegna al Corso Superiore di Disegno Industrial.

È uno dei fondatori del Centro di Unità della Cultura L'Arco insieme ad artisti e letterati veneziani. L’Arco non costituiva un vero e proprio movimento artistico, ma cercava di avvicinare la popolazione all'arte e alla grande cultura internazionale attraverso concerti, mostre d'arte, incontri con poeti e scrittori. Nel '51 si trasferisce a Parigi, dove conosce Gino Severini. Modifica il suo stile, ecco quindi l'artista lavorare ancora seguendo l'istanza figurativa, ora però egli si concentra soprattutto sulla realizzazione di soggetti d'ispirazione religiosa. Agli inizi degli anni '60 raggiunge la piena maturità artistica, sperimenta un nuovo linguaggio espressivo del tutto personale. I quadri si trasformano in "oggetti", in un processo di simbiosi tra pittura e scultura. Composizioni realizzate con materiale recuperato dalla realtà: tavole di legno consunto, ferri arrugginiti, chiodi, corde, anelli esprimono una manifestazione di forza che commuove per la sua umanità. Attorno agli anni '70 si dedica anche alla produzione di Carte Bruciate, una serie di opere costituite da fogli di carta strappati e parzialmente combusti, che assumono particolari tonalità e si trasformano, tanto da ricordare nei colori, il legno e il ferro tipici materiali di cui egli si avvale nelle Composizioni. Sempre in questi anni sperimenta la tecnica serigrafica che meglio si presta a tradurre i Collages strutturati in campiture di colori omogenei, forme geometriche in equilibrio dove un frammento, una lacerazione. I maggiori critici italiani tra cui Giulio Carlo Argan, Umbro Apollonio, Giuseppe Mazzariol e altri ancora hanno riconosciuto e apprezzato la sua arte. Ampia documentazione relativa al suo lavoro è consultabile presso l'Archivio Storico d'Arte Contemporanea di Venezia.

Descrizione

"composizione n 181", tecnica mista, terre refrattarie e legno, 57x57cm, firmato al verso. Al verso etichetta d'artista con firma e data 1970, Venezia, opera partecipante alla mostra di Abano Terme del 1996, si fornice catalogo Electa nel quale l opera è pubblicata.

L'oggetto è da considerarsi esempio iconico dello stile maturo del Bortoluzzi, inserendosi filologicamente in una ben definita produzione dell'artista, ossia le composizioni in legno e ferro, la più bella e riconosciuta produzione dell'artista.

CONDITION REPORT

Eccellente lo stato di conservazione generale, l'oggetto si mostra integro in ogni sua parte, cromie materiali originali vividi e ben leggibili.

Spedizione tracciata con adeguato imballo, il costo di spedizione è comprensivo di polizza assicurativa sull'oggetto.

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