Peck - Desiderata Curiosa - 1732-1735





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DESIDERATA CURIOSA : LE CHAOS ORDONNÉ DE LA MÉMOIRE ANGLAISE
Opera monumentale dell’antiquaria inglese settecentesca, il Desiderata curiosa di Francis Peck si presenta come un laboratorio della memoria storica, dove documenti, epitaffi, lettere e testimonianze si intrecciano in una narrazione volutamente discontinua ma densissima. Più che un semplice repertorio, è una macchina erudita che tenta di salvare frammenti dispersi del passato inglese, trasformandoli in un mosaico di voci, autorità e curiosità. La struttura apparentemente caotica riflette un’ambizione enciclopedica tipica dell’Illuminismo antiquario: raccogliere tutto, conservare tutto, interpretare tutto. In questo senso, Peck costruisce non solo un libro, ma un dispositivo di memoria storica, sospeso tra erudizione e ossessione archivistica.
MARKET VALUE
Copie complete, in buone legature coeve, si collocano generalmente tra 500 et 800 euro. La presenza del ritratto inciso e delle nove tavole in rame incide in modo determinante sul valore.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Due volumi. Legatura coeva in pieno vitello marrone, dorsi a nervi con tasselli rossi e decorazioni dorate. Piatti con graffi, abrasioni e scolorimenti; tracce di umidità al piatto anteriore del primo volume. Cerniere molto allentate. Ritratto inciso dell’autore in antiporta e 9 tavole in rame. Carte con fioriture e bruniture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 4nn; 8; 12nn; 26; 52; 50; 44; 48; 20nn. (2); 22; 68; 58; 52; 32; 50; 36; 32; 56; 26; 18; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Desiderata Curiosa.
London, 1732–1735.
Francis Peck.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Desiderata curiosa si inserisce nel cuore dell’antiquarianism inglese, movimento che tra XVII e XVIII secolo sviluppa un’attenzione sistematica per documenti, genealogie, epigrafi e memorie locali. Peck, più che organizzare un discorso lineare, accumula materiali: lettere di statisti, testamenti, iscrizioni funerarie, trattati minori, creando una sorta di archivio portatile. Il valore dell’opera non risiede tanto nella coerenza narrativa, quanto nella ricchezza documentaria, spesso derivata da manoscritti oggi perduti o difficilmente accessibili. L’apparente disordine – criticato già dai contemporanei – è in realtà la traccia di un metodo inclusivo, quasi compulsivo, che riflette la volontà di preservare il passato nella sua interezza frammentaria. L’opera diventa così una miniera per storici, genealogisti e collezionisti, e testimonia il passaggio da una storia narrativa a una storia documentaria.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Francis Peck (1692–1743) fue antiquario, ecclesiastico e membro della Society of Antiquaries di Londra. Figura tipica dell’erudizione inglese del primo Settecento, dedicò gran parte della sua attività alla raccolta e trascrizione di documenti storici. Il Desiderata curiosa, pubblicato in due volumi tra il 1732 et 1735, rappresenta la sua opera più importante e ambiziosa, espressione di un approccio antiquario volto alla conservazione e diffusione di materiali rari e dispersi.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione fu pubblicata in due volumi separati (1732 et 1735). L’opera conobbe une discreta diffusione tra studiosi e antiquari, ma anche critiche per la sua struttura disorganica. Ristampe successive, tra cui quelle della seconda moitié du XVIIIe siècle, ne ampliarono la circolazione ma avec un minore interesse collezionistico rispetto à la princeps. Gli esemplari completi della prima edizione, soprattutto con tutte le tavole e in legatura coeva, restano oggi relativamente ricercati.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ESTC T139121 (vol. I, 1732); ESTC T139122 (vol. II, 1735); ICCU/OPAC SBN, record relativi alle edizioni londinesi 1732–1735; British Library Catalogue, Peck, Desiderata curiosa; Lowndes, Bibliographer’s Manual of English Literature, p. 1828; Brunet, Manuel du libraire, IV, col. 452; Graesse, Trésor de livres rares, V, p. 172; cataloghi antiquari e repertori di letteratura antiquaria inglese del XVIII secolo.
À propos du vendeur
DESIDERATA CURIOSA : LE CHAOS ORDONNÉ DE LA MÉMOIRE ANGLAISE
Opera monumentale dell’antiquaria inglese settecentesca, il Desiderata curiosa di Francis Peck si presenta come un laboratorio della memoria storica, dove documenti, epitaffi, lettere e testimonianze si intrecciano in una narrazione volutamente discontinua ma densissima. Più che un semplice repertorio, è una macchina erudita che tenta di salvare frammenti dispersi del passato inglese, trasformandoli in un mosaico di voci, autorità e curiosità. La struttura apparentemente caotica riflette un’ambizione enciclopedica tipica dell’Illuminismo antiquario: raccogliere tutto, conservare tutto, interpretare tutto. In questo senso, Peck costruisce non solo un libro, ma un dispositivo di memoria storica, sospeso tra erudizione e ossessione archivistica.
MARKET VALUE
Copie complete, in buone legature coeve, si collocano generalmente tra 500 et 800 euro. La presenza del ritratto inciso e delle nove tavole in rame incide in modo determinante sul valore.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Due volumi. Legatura coeva in pieno vitello marrone, dorsi a nervi con tasselli rossi e decorazioni dorate. Piatti con graffi, abrasioni e scolorimenti; tracce di umidità al piatto anteriore del primo volume. Cerniere molto allentate. Ritratto inciso dell’autore in antiporta e 9 tavole in rame. Carte con fioriture e bruniture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 4nn; 8; 12nn; 26; 52; 50; 44; 48; 20nn. (2); 22; 68; 58; 52; 32; 50; 36; 32; 56; 26; 18; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Desiderata Curiosa.
London, 1732–1735.
Francis Peck.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Desiderata curiosa si inserisce nel cuore dell’antiquarianism inglese, movimento che tra XVII e XVIII secolo sviluppa un’attenzione sistematica per documenti, genealogie, epigrafi e memorie locali. Peck, più che organizzare un discorso lineare, accumula materiali: lettere di statisti, testamenti, iscrizioni funerarie, trattati minori, creando una sorta di archivio portatile. Il valore dell’opera non risiede tanto nella coerenza narrativa, quanto nella ricchezza documentaria, spesso derivata da manoscritti oggi perduti o difficilmente accessibili. L’apparente disordine – criticato già dai contemporanei – è in realtà la traccia di un metodo inclusivo, quasi compulsivo, che riflette la volontà di preservare il passato nella sua interezza frammentaria. L’opera diventa così una miniera per storici, genealogisti e collezionisti, e testimonia il passaggio da una storia narrativa a una storia documentaria.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Francis Peck (1692–1743) fue antiquario, ecclesiastico e membro della Society of Antiquaries di Londra. Figura tipica dell’erudizione inglese del primo Settecento, dedicò gran parte della sua attività alla raccolta e trascrizione di documenti storici. Il Desiderata curiosa, pubblicato in due volumi tra il 1732 et 1735, rappresenta la sua opera più importante e ambiziosa, espressione di un approccio antiquario volto alla conservazione e diffusione di materiali rari e dispersi.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione fu pubblicata in due volumi separati (1732 et 1735). L’opera conobbe une discreta diffusione tra studiosi e antiquari, ma anche critiche per la sua struttura disorganica. Ristampe successive, tra cui quelle della seconda moitié du XVIIIe siècle, ne ampliarono la circolazione ma avec un minore interesse collezionistico rispetto à la princeps. Gli esemplari completi della prima edizione, soprattutto con tutte le tavole e in legatura coeva, restano oggi relativamente ricercati.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ESTC T139121 (vol. I, 1732); ESTC T139122 (vol. II, 1735); ICCU/OPAC SBN, record relativi alle edizioni londinesi 1732–1735; British Library Catalogue, Peck, Desiderata curiosa; Lowndes, Bibliographer’s Manual of English Literature, p. 1828; Brunet, Manuel du libraire, IV, col. 452; Graesse, Trésor de livres rares, V, p. 172; cataloghi antiquari e repertori di letteratura antiquaria inglese del XVIII secolo.
