A. Coceani (1894–1983) - Il Pozzo e il Silenzio Cortile a Rualis

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Il Pozzo et le Silenzio Cortile a Rualis, huile sur carton Realisme par A. Coceani (1894–1983) d’environ 1940, Italie, 85 × 65 cm, vendu avec cadre.

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Description fournie par le vendeur

Il Pozzo e il Silenzio
Cortile a Rualis, Cividale del Friuli
Antonio Coceani (Udine, 1894 – Grado, 1980)
Olio su cartoncino · Firmato "A. Coceani" · ca. 1940–1955

Ci sono pittori che inseguono la gloria dei grandi soggetti — le battaglie, i tramonti monumentali, i volti del potere. E ci sono pittori che scelgono il contrario: un cortile, la luce che scivola su una parete scrostata, galline che razzolano intorno a un pozzo di pietra.
Antonio Coceani appartiene alla seconda categoria. Ed è per questo che il suo lavoro dura.

L'UOMO CHE SCELSE IL VERO
Nato a Udine nel 1894, Coceani abbandonò presto gli studi di diritto ai quali era stato avviato dal padre per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Compì la propria formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove entrò in contatto con la pittura dei macchiaioli toscani, mutuando da loro l'impianto realistico e la chiara luminosità atmosferica delle sue prime composizioni.
Ma Firenze fu solo il primo capitolo. Rientrò a Udine allo scoppio della prima guerra mondiale, e in seguito alla rotta di Caporetto si trasferì con la famiglia a Roma, iscrivendosi all'Accademia per continuare gli studi. Nella capitale si stavano formando alcuni movimenti d'avanguardia che arricchirono il patrimonio originale di Coceani in tecniche e in sensibilità.
Il terzo capitolo fu Venezia e fu decisivo. Al termine del conflitto compì frequenti soggiorni nella città lagunare, dove apprezzò lo studio sulla luce dei grandi vedutisti come Fragiacomo, Brass, Dalla Zorza e Seibezzi, che tradusse nelle proprie tele.
Tre città, tre scuole, tre vocazioni diverse — tutte convergenti verso una sola cosa: la fedeltà al vero, con la cassetta a tracolla e il carnet degli appunti in mano, sotto il segno della pittura impressionista che ebbe forti diramazioni nei macchiaioli toscani e negli ultimi grandi lagunari veneziani.
Il risultato fu un pittore che rimase sempre lontano dalle problematiche contemporanee, coltivando un proprio linguaggio pittorico aristocratico e personale. Le opere del maestro sono la sensibile interpretazione del suo amore per la natura, una natura trasfigurata poeticamente e colta nella dimensione immobile e incantata del sogno.

IL SOGGETTO · Un Cortile come Documento Civile
Rualis è una frazione di Cividale del Friuli oggi parte del contesto UNESCO che comprende il Tempietto Longobardo e il centro storico longobardo, riconosciuto patrimonio dell'umanità. Ma quando Coceani vi si recava con la sua cassetta di colori, Rualis era semplicemente un borgo contadino friulano: muri di calce, portoni di legno consumato, galline libere nel cortile.
Il soggetto che ha scelto non è pittoresco nel senso convenzionale. Non c'è romanticismo di maniera. C'è qualcosa di più difficile e più raro: la verità quotidiana di uno spazio vissuto.
Il pozzo al centro della composizione non è un simbolo — è un pozzo. Ancora usato. La catena è arrugginita, il secchio di rame ha il colore della cosa reale, le galline sul suolo terroso non posano per nessuno. La porta sul fondo è semiaperta su un interno buio che non rivela nulla — e in questo non rivelare nulla sta la sua forza narrativa.
Coceani ha capito qualcosa che pochi pittori capiscono: i luoghi ordinari contengono più tempo dei luoghi monumentali. Un pozzo di pietra parla di ogni mattina in cui qualcuno vi si è avvicinato. Una parete scrostata porta dentro di sé decenni di inverni friulani.

LA TECNICA · Il Corpo del Colore
Guardare questa tela da vicino rivela la scelta tecnica che la distingue: olio su cartoncino, non su tela. Non è una scorciatoia è una decisione. Il cartoncino assorbe il pigmento diversamente dalla tela, creando una superficie più opaca, più materica, più immediata. È il supporto del pittore che dipinge en plein air, sul posto, senza l'intermediazione dello studio.
La pennellata è ricca di materia cromatica, stesa a corpo sulla tela un segno vigoroso che definisce con scioltezza forme e volumi.
Si noti come il bianco delle pareti di calce sia costruito non con il bianco puro, ma con una stratificazione di toni grigio, ocra, beige, appena un tocco di azzurro in ombra. È la luce friulana: non mediterranea, non nordica, qualcosa di intermedio che Coceani aveva imparato a vedere dopo anni di osservazione diretta.
Il suolo terroso è risolto con pennellate brevi e sovrapposte che creano texture senza descriverla. Il legno del portone è costruito con la stessa logica: non copiato, ma interpretato nella sua essenza fisica.

IL RETRO · Un Archivio Scritto a Mano
Il verso di quest'opera merita una lettura separata e attenta.
Le iscrizioni in gesso rosso "Antonio Coceani — Cortile a Rualis" non sono una semplice etichetta. Erano la prassi documentaria dello studio dell'artista: ogni opera che usciva dall'atelier, o che veniva preparata per una mostra, veniva identificata sul retro con questa calligrafia corsiva diretta. È la grafia di chi sa esattamente cosa ha fatto e vuole che si sappia.
La presenza di foxing quelle macchie brune di ossidazione biologica distribuite uniformemente sulla superficie del cartoncino non è un difetto: è la prova del tempo. L'ossidazione delle fibre organiche in presenza di umidità e calore è un processo che richiede decenni e non si può falsificare. È la firma biologica di ottant'anni di vita.
Il supporto non è stato reintelato, non è stato restaurato invasivamente. Ha la sua patina originale — quella che i conservatori dei grandi musei chiamano "integrità storica" e considerano il valore più difficile da preservare.

PERCHÉ QUESTA OPERA PARLA ANCORA
Cividale del Friuli è oggi Patrimonio UNESCO. Il borgo di Rualis, le sue architetture contadine, i suoi cortili con i pozzi di pietra — tutto questo appartiene a un paesaggio che la modernità ha radicalmente trasformato. Quello che Coceani ha dipinto non esiste più in quella forma, in quella luce, in quella quotidianità ininterrotta.
Questo dipinto è quindi simultaneamente tre cose: un'opera d'arte di qualità documentata, un documento etno-antropologico di un'architettura rurale scomparsa, e un pezzo della storia visiva del Friuli nel momento di massima maturità di uno dei suoi pittori più autentici.
Coceani è senza dubbio un poeta del colore: la sua pittura filtra una cultura e i suoi valori, offrendo un'interpretazione originale dei colori della natura del Friuli. Opere di Coceani sono conservate presso la Galleria d'Arte Moderna di Udine (Casa Cavazzini) e il Museo Revoltella di Trieste.

RIFERIMENTI DI MERCATO
Sul mercato specializzato in particolare nelle aste di Artesegno a Udine, la casa d'aste di riferimento per la pittura friulana del Novecento le opere di Coceani appartenenti al ciclo rurale e paesaggistico sono regolarmente ricercate dai collezionisti regionali e dal mercato internazionale della pittura italiana del Novecento.
La combinazione di soggetto documentato, supporto integro, firma sul fronte coerente con i cataloghi ufficiali ERPAC e iscrizione autografa sul retro costituisce un insieme di garanzie raramente riscontrabili in un'unica opera.

Alcune opere decorano uno spazio. Altre parlano di storia e appaiono una sola volta.

Il Pozzo e il Silenzio
Cortile a Rualis, Cividale del Friuli
Antonio Coceani (Udine, 1894 – Grado, 1980)
Olio su cartoncino · Firmato "A. Coceani" · ca. 1940–1955

Ci sono pittori che inseguono la gloria dei grandi soggetti — le battaglie, i tramonti monumentali, i volti del potere. E ci sono pittori che scelgono il contrario: un cortile, la luce che scivola su una parete scrostata, galline che razzolano intorno a un pozzo di pietra.
Antonio Coceani appartiene alla seconda categoria. Ed è per questo che il suo lavoro dura.

L'UOMO CHE SCELSE IL VERO
Nato a Udine nel 1894, Coceani abbandonò presto gli studi di diritto ai quali era stato avviato dal padre per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Compì la propria formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove entrò in contatto con la pittura dei macchiaioli toscani, mutuando da loro l'impianto realistico e la chiara luminosità atmosferica delle sue prime composizioni.
Ma Firenze fu solo il primo capitolo. Rientrò a Udine allo scoppio della prima guerra mondiale, e in seguito alla rotta di Caporetto si trasferì con la famiglia a Roma, iscrivendosi all'Accademia per continuare gli studi. Nella capitale si stavano formando alcuni movimenti d'avanguardia che arricchirono il patrimonio originale di Coceani in tecniche e in sensibilità.
Il terzo capitolo fu Venezia e fu decisivo. Al termine del conflitto compì frequenti soggiorni nella città lagunare, dove apprezzò lo studio sulla luce dei grandi vedutisti come Fragiacomo, Brass, Dalla Zorza e Seibezzi, che tradusse nelle proprie tele.
Tre città, tre scuole, tre vocazioni diverse — tutte convergenti verso una sola cosa: la fedeltà al vero, con la cassetta a tracolla e il carnet degli appunti in mano, sotto il segno della pittura impressionista che ebbe forti diramazioni nei macchiaioli toscani e negli ultimi grandi lagunari veneziani.
Il risultato fu un pittore che rimase sempre lontano dalle problematiche contemporanee, coltivando un proprio linguaggio pittorico aristocratico e personale. Le opere del maestro sono la sensibile interpretazione del suo amore per la natura, una natura trasfigurata poeticamente e colta nella dimensione immobile e incantata del sogno.

IL SOGGETTO · Un Cortile come Documento Civile
Rualis è una frazione di Cividale del Friuli oggi parte del contesto UNESCO che comprende il Tempietto Longobardo e il centro storico longobardo, riconosciuto patrimonio dell'umanità. Ma quando Coceani vi si recava con la sua cassetta di colori, Rualis era semplicemente un borgo contadino friulano: muri di calce, portoni di legno consumato, galline libere nel cortile.
Il soggetto che ha scelto non è pittoresco nel senso convenzionale. Non c'è romanticismo di maniera. C'è qualcosa di più difficile e più raro: la verità quotidiana di uno spazio vissuto.
Il pozzo al centro della composizione non è un simbolo — è un pozzo. Ancora usato. La catena è arrugginita, il secchio di rame ha il colore della cosa reale, le galline sul suolo terroso non posano per nessuno. La porta sul fondo è semiaperta su un interno buio che non rivela nulla — e in questo non rivelare nulla sta la sua forza narrativa.
Coceani ha capito qualcosa che pochi pittori capiscono: i luoghi ordinari contengono più tempo dei luoghi monumentali. Un pozzo di pietra parla di ogni mattina in cui qualcuno vi si è avvicinato. Una parete scrostata porta dentro di sé decenni di inverni friulani.

LA TECNICA · Il Corpo del Colore
Guardare questa tela da vicino rivela la scelta tecnica che la distingue: olio su cartoncino, non su tela. Non è una scorciatoia è una decisione. Il cartoncino assorbe il pigmento diversamente dalla tela, creando una superficie più opaca, più materica, più immediata. È il supporto del pittore che dipinge en plein air, sul posto, senza l'intermediazione dello studio.
La pennellata è ricca di materia cromatica, stesa a corpo sulla tela un segno vigoroso che definisce con scioltezza forme e volumi.
Si noti come il bianco delle pareti di calce sia costruito non con il bianco puro, ma con una stratificazione di toni grigio, ocra, beige, appena un tocco di azzurro in ombra. È la luce friulana: non mediterranea, non nordica, qualcosa di intermedio che Coceani aveva imparato a vedere dopo anni di osservazione diretta.
Il suolo terroso è risolto con pennellate brevi e sovrapposte che creano texture senza descriverla. Il legno del portone è costruito con la stessa logica: non copiato, ma interpretato nella sua essenza fisica.

IL RETRO · Un Archivio Scritto a Mano
Il verso di quest'opera merita una lettura separata e attenta.
Le iscrizioni in gesso rosso "Antonio Coceani — Cortile a Rualis" non sono una semplice etichetta. Erano la prassi documentaria dello studio dell'artista: ogni opera che usciva dall'atelier, o che veniva preparata per una mostra, veniva identificata sul retro con questa calligrafia corsiva diretta. È la grafia di chi sa esattamente cosa ha fatto e vuole che si sappia.
La presenza di foxing quelle macchie brune di ossidazione biologica distribuite uniformemente sulla superficie del cartoncino non è un difetto: è la prova del tempo. L'ossidazione delle fibre organiche in presenza di umidità e calore è un processo che richiede decenni e non si può falsificare. È la firma biologica di ottant'anni di vita.
Il supporto non è stato reintelato, non è stato restaurato invasivamente. Ha la sua patina originale — quella che i conservatori dei grandi musei chiamano "integrità storica" e considerano il valore più difficile da preservare.

PERCHÉ QUESTA OPERA PARLA ANCORA
Cividale del Friuli è oggi Patrimonio UNESCO. Il borgo di Rualis, le sue architetture contadine, i suoi cortili con i pozzi di pietra — tutto questo appartiene a un paesaggio che la modernità ha radicalmente trasformato. Quello che Coceani ha dipinto non esiste più in quella forma, in quella luce, in quella quotidianità ininterrotta.
Questo dipinto è quindi simultaneamente tre cose: un'opera d'arte di qualità documentata, un documento etno-antropologico di un'architettura rurale scomparsa, e un pezzo della storia visiva del Friuli nel momento di massima maturità di uno dei suoi pittori più autentici.
Coceani è senza dubbio un poeta del colore: la sua pittura filtra una cultura e i suoi valori, offrendo un'interpretazione originale dei colori della natura del Friuli. Opere di Coceani sono conservate presso la Galleria d'Arte Moderna di Udine (Casa Cavazzini) e il Museo Revoltella di Trieste.

RIFERIMENTI DI MERCATO
Sul mercato specializzato in particolare nelle aste di Artesegno a Udine, la casa d'aste di riferimento per la pittura friulana del Novecento le opere di Coceani appartenenti al ciclo rurale e paesaggistico sono regolarmente ricercate dai collezionisti regionali e dal mercato internazionale della pittura italiana del Novecento.
La combinazione di soggetto documentato, supporto integro, firma sul fronte coerente con i cataloghi ufficiali ERPAC e iscrizione autografa sul retro costituisce un insieme di garanzie raramente riscontrabili in un'unica opera.

Alcune opere decorano uno spazio. Altre parlano di storia e appaiono una sola volta.

Détails

Artiste
A. Coceani (1894–1983)
Vendu avec cadre
Oui
Vendu(e) par
Propriétaire ou revendeur
Édition
Original
Titre de l'œuvre d'art
Il Pozzo e il Silenzio Cortile a Rualis
Technique
Peinture à l’huile
Signature
Signé à la main
Pays d’origine
Italie
Année
1940
Condition
Bon état
Hauteur
85 cm
Largeur
65 cm
Représentation/thème
Paysage
Style
Réalisme
Période
1930-1940
ItalieVérifié
Particulier

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