Francesco Stile - Rea






Titulaire d'un master en cinéma et arts visuels; curateur, écrivain et chercheur expérimenté.
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Rea
Olio su tela, 60 × 80 cm Titolo del dipinto "Rea", firmato in basso a sinistra. Venduta direttamente dall'artista con telaio.
Prigioniera del suo intimo
In quest’opera rappresento la figura femminile come metafora di una prigionia interiore. Il corpo, pur esposto e apparentemente libero, è raccolto in una postura che suggerisce protezione e chiusura. La luce, attraversando la figura e disegnando sulla pelle linee simili a sbarre, diventa simbolo dei limiti invisibili che spesso costruiamo dentro di noi. Lo sguardo sfuggente conduce l’osservatore oltre l’apparenza fisica, verso una dimensione più intima e psicologica: quella di una donna prigioniera non di uno spazio, ma dei propri pensieri, delle proprie paure e della propria vulnerabilità.
Estratto Biografico
Francesco Stile nasce a Napoli nel 1965, in una famiglia legata alla tradizione pittorica napoletana. La madre e, in particolare, il nonno, pittori vedutisti, rappresentano il primo riferimento di una formazione profondamente radicata nella cultura figurativa italiana.
A tredici anni inizia a frequentare l’atelier del ritrattista Carlo Roberto La Volpe, dove acquisisce una solida formazione tecnica, approfondendo il disegno, la pittura a olio, lo studio della luce e della figura. Successivamente apre un proprio studio e si dedica ai Falsi d’Autore, concentrando la ricerca sulla pittura del Seicento e sulla tradizione caravaggesca.
Nel 1997, la scoperta dell’iperrealismo contemporaneo segna una svolta decisiva nel suo percorso. Da allora sviluppa una ricerca incentrata sulla natura morta iperrealistica a olio su tela, caratterizzata da una rigorosa attenzione alla luce, alla materia, alle superfici e al dettaglio.
Nel tempo, la precisione tecnica diviene per Stile uno strumento al servizio di una ricerca più ampia. L’oggetto quotidiano viene sottratto alla semplice funzione descrittiva e trasformato in metafora della realtà contemporanea. Da questa evoluzione nasce il suo personale concetto di “iperrealismo concettuale”, nel quale la fedeltà al reale convive con una dimensione simbolica e narrativa.
Nel corso degli anni la sua attività artistica è stata accompagnata da diversi riconoscimenti e premi, culminati nel 2025 con la partecipazione alla London Art Biennale, dove presenta Prospettiva, opera dedicata al tema delle migrazioni. Per quest’opera riceve il Chianciano Art Museum Award / Arts Club Chianciano Award, ultimo riconoscimento di un percorso costellato di importanti attestazioni nel panorama della pittura contemporanea.
La ricerca di Francesco Stile si sviluppa oggi nel dialogo tra tradizione e contemporaneità, tra rigore tecnico e pensiero, utilizzando la pittura come strumento per trasformare frammenti della quotidianità in immagini capaci di interrogare lo spettatore.
Rea
Olio su tela, 60 × 80 cm Titolo del dipinto "Rea", firmato in basso a sinistra. Venduta direttamente dall'artista con telaio.
Prigioniera del suo intimo
In quest’opera rappresento la figura femminile come metafora di una prigionia interiore. Il corpo, pur esposto e apparentemente libero, è raccolto in una postura che suggerisce protezione e chiusura. La luce, attraversando la figura e disegnando sulla pelle linee simili a sbarre, diventa simbolo dei limiti invisibili che spesso costruiamo dentro di noi. Lo sguardo sfuggente conduce l’osservatore oltre l’apparenza fisica, verso una dimensione più intima e psicologica: quella di una donna prigioniera non di uno spazio, ma dei propri pensieri, delle proprie paure e della propria vulnerabilità.
Estratto Biografico
Francesco Stile nasce a Napoli nel 1965, in una famiglia legata alla tradizione pittorica napoletana. La madre e, in particolare, il nonno, pittori vedutisti, rappresentano il primo riferimento di una formazione profondamente radicata nella cultura figurativa italiana.
A tredici anni inizia a frequentare l’atelier del ritrattista Carlo Roberto La Volpe, dove acquisisce una solida formazione tecnica, approfondendo il disegno, la pittura a olio, lo studio della luce e della figura. Successivamente apre un proprio studio e si dedica ai Falsi d’Autore, concentrando la ricerca sulla pittura del Seicento e sulla tradizione caravaggesca.
Nel 1997, la scoperta dell’iperrealismo contemporaneo segna una svolta decisiva nel suo percorso. Da allora sviluppa una ricerca incentrata sulla natura morta iperrealistica a olio su tela, caratterizzata da una rigorosa attenzione alla luce, alla materia, alle superfici e al dettaglio.
Nel tempo, la precisione tecnica diviene per Stile uno strumento al servizio di una ricerca più ampia. L’oggetto quotidiano viene sottratto alla semplice funzione descrittiva e trasformato in metafora della realtà contemporanea. Da questa evoluzione nasce il suo personale concetto di “iperrealismo concettuale”, nel quale la fedeltà al reale convive con una dimensione simbolica e narrativa.
Nel corso degli anni la sua attività artistica è stata accompagnata da diversi riconoscimenti e premi, culminati nel 2025 con la partecipazione alla London Art Biennale, dove presenta Prospettiva, opera dedicata al tema delle migrazioni. Per quest’opera riceve il Chianciano Art Museum Award / Arts Club Chianciano Award, ultimo riconoscimento di un percorso costellato di importanti attestazioni nel panorama della pittura contemporanea.
La ricerca di Francesco Stile si sviluppa oggi nel dialogo tra tradizione e contemporaneità, tra rigore tecnico e pensiero, utilizzando la pittura come strumento per trasformare frammenti della quotidianità in immagini capaci di interrogare lo spettatore.
