Vaso - Terracotta






Ha conseguito un master in Storia dell’Arte, specializzato nel Secondo Impero francese e nell’età dell’oro olandese.
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Botijo antropomorfo in ceramica di Úbeda, Spagna, risalente al periodo tra 1850–1900 (approssimativamente 1890–1920), corpo sferico che si trasforma in una testa figurativa con doppio volto grottesco, smaltato in toni terrosi marrone, crema e verde ossidato, bocca di riempimento e beccuccio sulla sommità del cranio, dimensioni 25 cm di altezza, 20 cm di larghezza, 30 cm di profondità, peso 2 kg, in buono stato d’uso con piccoli segni del tempo e imperfezioni.
Descrizione del venditore
Eccezionale botijo antropomorfo dell'inganno - Ceramica tradizionale di Úbeda (Spagna), c. 1890-1920.
Magnifico e accattivante Botijo (Cántaro de Agua) in ceramica smaltata, in rilievo per la sua marcata natura scultorea. L'opera presenta un corpo sferico che si trasforma in una testa figurativa, con un doppio volto (uno da un lato e dall'altro) di espressione grottesca, satirica o di satiro barbuto, riccamente dettagliato nella modellazione della bocca, del naso e delle palpebre.
Il botijo è rifinito con una smaltatura vetrosa in toni terrosi di marrone, crema e accenti di verde ossidato, che esalta la texture e il carattere drammatico dei volti. Il beccuccio (tubo) e l'apertura di riempimento, tipiche della funzione del botijo, emergono dalla parte superiore del cranio, integrandosi nel design.
Questo pezzo è un eccellente esempio della ceramica popolare iberica con ambizioni artistiche, in cui gli artigiani spesso conferivano ai loro recipienti utilitari forme antropomorfe e zoomorfe, con grande espressività e umorismo. La sua singolarità e l'alto livello di modellazione lo distinguono dalla ceramica utilitaria comune, trasformandolo in un oggetto da collezione di grande interesse etnografico ed estetico.
Eccezionale botijo antropomorfo dell'inganno - Ceramica tradizionale di Úbeda (Spagna), c. 1890-1920.
Magnifico e accattivante Botijo (Cántaro de Agua) in ceramica smaltata, in rilievo per la sua marcata natura scultorea. L'opera presenta un corpo sferico che si trasforma in una testa figurativa, con un doppio volto (uno da un lato e dall'altro) di espressione grottesca, satirica o di satiro barbuto, riccamente dettagliato nella modellazione della bocca, del naso e delle palpebre.
Il botijo è rifinito con una smaltatura vetrosa in toni terrosi di marrone, crema e accenti di verde ossidato, che esalta la texture e il carattere drammatico dei volti. Il beccuccio (tubo) e l'apertura di riempimento, tipiche della funzione del botijo, emergono dalla parte superiore del cranio, integrandosi nel design.
Questo pezzo è un eccellente esempio della ceramica popolare iberica con ambizioni artistiche, in cui gli artigiani spesso conferivano ai loro recipienti utilitari forme antropomorfe e zoomorfe, con grande espressività e umorismo. La sua singolarità e l'alto livello di modellazione lo distinguono dalla ceramica utilitaria comune, trasformandolo in un oggetto da collezione di grande interesse etnografico ed estetico.
