Escuela española (XV) - Virgen de la Pureza

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Carmen Íñiguez Berbeira
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Virgen de la Pureza, dipinto ad olio su tavola proveniente dalla Spagna, secolo XV, venduto con cornice.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Vergine della purezza
L'ultimo quarto del XV secolo
Olio e tempera su tavola
Policromia originale. Parti dorate.
Con restauri
Misure: 39 x 25 cm; 43 x 33 cm (cornice).

Siamo di fronte a un esempio suntuoso della pittura devozionale domestica del tardo gotico nella Corona d'Aragona. La Vergine Maria si presenta in inquadratura ravvicinata, catturata in busto, con un volto di carnagione molto pallida, nacarada, che contrasta fortemente con lo sfondo dorato. Le sue caratteristiche seguono il canone di bellezza dell'epoca: fronte spaziosa e ampia, occhi a mandorla con palpebre pesanti e una bocca piccola e rosea. Lo sguardo si dirige leggermente di lato, trasmettendo una sensazione di serenità introspettiva e malinconia.

Non porta corona né gioielli. La sua testa è coperta da un velo bianco semplice e compatto che avvolge il collo come una toca. La pennellata sul velo crea una texture plissettata che cerca di simulare la qualità del tessuto, rafforzando al contempo la sua devozione come 'Vergine della purezza' attraverso l'uso predominante del bianco.

Uno degli elementi più distintivi della scuola catalana di questo periodo è il trattamento dello sfondo: lavorato come oreficeria pittorica. Lo sfondo d'oro è inciso o punzonato con un intricato motivo vegetale di steli curvi, foglie e fiori stilizzati. Questo tipo di decorazione mirava a dematerializzare lo spazio fisico, collocando la Vergine in un ambito celestiale e atemporale, oltre a riflettere la luce delle candele nel suo contesto originale, creando un effetto mistico.

Nella parte inferiore, separata da una cornice fittizia o reale, si trova una cartella dorata con l'iscrizione in lettere gotiche nere: "ave maria". Questa iscrizione allude direttamente all'Annunciazione. Sebbene la Vergine appaia da sola, la presenza di questo testo suggerisce che l'immagine funzionasse come un promemoria del saluto dell'arcangelo Gabriele.

L'opera si colloca nell'ultimo quarto del XV secolo. In questo periodo, la pittura catalana viveva sotto l'influenza dello stile hispano-flamenco. Ciò si evidenzia nella tecnica mista (olio e temple): il temple consentiva opacità e rapido essiccamento, mentre l'introduzione dell'olio (influenza flamenca) permetteva di lavorare meglio le velature e la carnazione del volto, anche se qui il trattamento rimane ancora abbastanza lineare e grafico.

La persistenza del fondo d'oro è una caratteristica molto radicata nella Corona d'Aragona, che mantenne il gusto per il lusso decorativo del Gótico Internacional più a lungo rispetto ad altre regioni d'Europa.

Dalle sue proporzioni si deduce che questa tavola non sembra aver fatto parte di un grande retablo di chiesa, ma piuttosto fosse un pezzo di devozione privata. Era destinata a un oratorio domestico, a una cella monastica o alla stanza di una persona benestante. La sua funzione era quella di fungere da punto focale per la preghiera personale, invitando il fedele a recitare l'«Ave Maria» contemplando la purezza della Madre di Dio.

È un pezzo delicato che combina la suntuosità decorativa del gotico catalano con l'intimità e la semplicità della devozione moderna che iniziava a emergere alla fine dell'età media.

Vergine della purezza
L'ultimo quarto del XV secolo
Olio e tempera su tavola
Policromia originale. Parti dorate.
Con restauri
Misure: 39 x 25 cm; 43 x 33 cm (cornice).

Siamo di fronte a un esempio suntuoso della pittura devozionale domestica del tardo gotico nella Corona d'Aragona. La Vergine Maria si presenta in inquadratura ravvicinata, catturata in busto, con un volto di carnagione molto pallida, nacarada, che contrasta fortemente con lo sfondo dorato. Le sue caratteristiche seguono il canone di bellezza dell'epoca: fronte spaziosa e ampia, occhi a mandorla con palpebre pesanti e una bocca piccola e rosea. Lo sguardo si dirige leggermente di lato, trasmettendo una sensazione di serenità introspettiva e malinconia.

Non porta corona né gioielli. La sua testa è coperta da un velo bianco semplice e compatto che avvolge il collo come una toca. La pennellata sul velo crea una texture plissettata che cerca di simulare la qualità del tessuto, rafforzando al contempo la sua devozione come 'Vergine della purezza' attraverso l'uso predominante del bianco.

Uno degli elementi più distintivi della scuola catalana di questo periodo è il trattamento dello sfondo: lavorato come oreficeria pittorica. Lo sfondo d'oro è inciso o punzonato con un intricato motivo vegetale di steli curvi, foglie e fiori stilizzati. Questo tipo di decorazione mirava a dematerializzare lo spazio fisico, collocando la Vergine in un ambito celestiale e atemporale, oltre a riflettere la luce delle candele nel suo contesto originale, creando un effetto mistico.

Nella parte inferiore, separata da una cornice fittizia o reale, si trova una cartella dorata con l'iscrizione in lettere gotiche nere: "ave maria". Questa iscrizione allude direttamente all'Annunciazione. Sebbene la Vergine appaia da sola, la presenza di questo testo suggerisce che l'immagine funzionasse come un promemoria del saluto dell'arcangelo Gabriele.

L'opera si colloca nell'ultimo quarto del XV secolo. In questo periodo, la pittura catalana viveva sotto l'influenza dello stile hispano-flamenco. Ciò si evidenzia nella tecnica mista (olio e temple): il temple consentiva opacità e rapido essiccamento, mentre l'introduzione dell'olio (influenza flamenca) permetteva di lavorare meglio le velature e la carnazione del volto, anche se qui il trattamento rimane ancora abbastanza lineare e grafico.

La persistenza del fondo d'oro è una caratteristica molto radicata nella Corona d'Aragona, che mantenne il gusto per il lusso decorativo del Gótico Internacional più a lungo rispetto ad altre regioni d'Europa.

Dalle sue proporzioni si deduce che questa tavola non sembra aver fatto parte di un grande retablo di chiesa, ma piuttosto fosse un pezzo di devozione privata. Era destinata a un oratorio domestico, a una cella monastica o alla stanza di una persona benestante. La sua funzione era quella di fungere da punto focale per la preghiera personale, invitando il fedele a recitare l'«Ave Maria» contemplando la purezza della Madre di Dio.

È un pezzo delicato che combina la suntuosità decorativa del gotico catalano con l'intimità e la semplicità della devozione moderna che iniziava a emergere alla fine dell'età media.

Dettagli

Artista
Escuela española (XV)
Venduto con cornice
Titolo dell'opera
Virgen de la Pureza
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Non firmato
Paese d’origine
Spagna
Anno
1650
Condizione
Buone condizioni
Altezza
39 cm
Larghezza
25 cm
Peso
1 kg
Raffigurazione/Tematica
Religione
Stile
Classica
Periodo
XV secolo
SpagnaVerificato
20
Oggetti venduti
Privato

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