Invader - In Conversation (signed edition) - 2024






Fondatore e direttore di due fiere del libro francesi; circa 20 anni di esperienza.
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Invader: In Conversation (signed edition) è una prima edizione, libro in softback di 272 pagine in inglese su arte e fotografia, pubblicato da HENI nel 2024, in condizioni molto buone.
Descrizione del venditore
INVADER: In conversazione con Hans Ulrich Obrist offre un'analisi unica sull'enigmatico artista di strada francese, rinomato per i suoi iconici mosaici di piastrelle di ceramica ispirati all'arte dei videogiochi pixelati a 8 bit degli anni '70 e '80.
Il libro presenta un'intervista ampia e approfondita condotta da Hans Ulrich Obrist, che guida i lettori attraverso la recente mostra dell'artista a Parigi, Invader Space Station (17 febbraio – 5 maggio 2024), nella prima sezione, e attraverso il suo studio nella seconda, offrendo un'inedita panoramica sui processi tecnici e creativi di Invader, e sull'impatto globale del suo lavoro. La prima sezione del libro traccia il percorso della mostra – allestita negli ex uffici del quotidiano Libération – con sottocapitoli corrispondenti ai ‘livelli’ della mostra, riflettendo sulle dimensioni concettuali e spaziali del lavoro di Invader e sulla sua posizione come ‘hacker’ degli spazi pubblici. La seconda sezione si svolge nello studio dell’artista, dove la conversazione prosegue in modo più personale, offrendo uno sguardo intimo sul mondo creativo di Invader.
Riccamente illustrato, INVADER mappa i numerosi incontri artistici di Invader, dai graphic novel di Enki Bilal a leggendari artisti di strada come Leonard Hilton McGurr (alias Futura 2000) e Tsang Tsou-choi (il ‘Re di Kowloon’), così come le sue relazioni con coetanei tra cui l’artista britannico provocatorio Damien Hirst, l’artista e attivista americano Shepard Fairey e l’artista di graffiti di New York Revs.
INVADER: In conversazione con Hans Ulrich Obrist offre un'analisi unica sull'enigmatico artista di strada francese, rinomato per i suoi iconici mosaici di piastrelle di ceramica ispirati all'arte dei videogiochi pixelati a 8 bit degli anni '70 e '80.
Il libro presenta un'intervista ampia e approfondita condotta da Hans Ulrich Obrist, che guida i lettori attraverso la recente mostra dell'artista a Parigi, Invader Space Station (17 febbraio – 5 maggio 2024), nella prima sezione, e attraverso il suo studio nella seconda, offrendo un'inedita panoramica sui processi tecnici e creativi di Invader, e sull'impatto globale del suo lavoro. La prima sezione del libro traccia il percorso della mostra – allestita negli ex uffici del quotidiano Libération – con sottocapitoli corrispondenti ai ‘livelli’ della mostra, riflettendo sulle dimensioni concettuali e spaziali del lavoro di Invader e sulla sua posizione come ‘hacker’ degli spazi pubblici. La seconda sezione si svolge nello studio dell’artista, dove la conversazione prosegue in modo più personale, offrendo uno sguardo intimo sul mondo creativo di Invader.
Riccamente illustrato, INVADER mappa i numerosi incontri artistici di Invader, dai graphic novel di Enki Bilal a leggendari artisti di strada come Leonard Hilton McGurr (alias Futura 2000) e Tsang Tsou-choi (il ‘Re di Kowloon’), così come le sue relazioni con coetanei tra cui l’artista britannico provocatorio Damien Hirst, l’artista e attivista americano Shepard Fairey e l’artista di graffiti di New York Revs.
