Valerio Flacco - Argonauticon - 1503






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Argonauticon di Gaio Valerio Flacco, prima edizione giuntina del 1503 in latino, legatura in pergamena, 204 pagine, formato 153 × 100 mm, illustrazioni colorate a mano, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
IL POEMA DI GIASONE E GLI ARGONAUTI : TRA EROI, TRADIMENTI E TRAGICI DESTINI
Prima edizione Giuntina dell’Argonauticon di Gaio Valerio Flacco.
La storia degli Argonauti è uno dei grandi miti fondativi dell’immaginario greco e racconta la prima impresa collettiva dell’eroismo ellenico.
Snodo decisivo nella storia della tipografia rinascimentale e nella trasmissione dei classici latini, questa edizione, stampata in caratteri corsivi, si colloca nel cuore della competizione – editoriale, giuridica e simbolica – tra l’officina giuntina e l’egemonia aldina, in un momento in cui il corsivo era ancora oggetto di privilegi esclusivi e di contesa aperta.
Curata da Benedetto Riccardini su testo stabilito da Bartolomeo Fonzio, l’edizione combina ambizione filologica, strategia editoriale e appropriazione tipografica consapevole, trasformando il corsivo da semplice scelta grafica in veicolo di autorevolezza culturale. Il volume si distingue inoltre per elementi materiali di grande fascino: capilettera dipinti a mano in rosso e blu, con almeno un’iniziale miniata e illuminata in oro, che attestano una ricezione attenta e colta del testo e rafforzano il carattere di libro “da umanista”, in bilico tra produzione seriale e tradizione manoscritta. Nel suo insieme, l’edizione offre un caso esemplare di come il libro a stampa dei primi anni del Cinquecento potesse farsi spazio di negoziazione tra innovazione tecnica, prestigio intellettuale e memoria del codice.
MARKET VALUE
Sul mercato antiquario questo Valerius Flaccus, Firenze 1503, prima edizione giuntina dell’Argonauticon in formato ottavo e in carattere corsivo, presenta una valutazione realistica compresa tra 1.000 e 2.000 euro, tenendo conto dell’elevata importanza storico-tipografica dell’edizione e dello stato di conservazione dell’esemplare. La rilevanza come terzo ottavo corsivo di Bernardo Giunta e come testimonianza diretta della competizione con l’officina aldina sostiene l’interesse collezionistico, mentre le condizioni della legatura, con tarli, mancanze e allentamenti, ne limitano il valore rispetto a copie meglio conservate. In questa forchetta, la collocazione più probabile è nella fascia medio-bassa, pur restando un volume ricercato da collezionisti specializzati in tipografia rinascimentale e classici latini del primo Cinquecento.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura ricavata da un antico manoscritto in pergamena, riutilizzato come materiale di copertina, con evidenti tracce della scrittura originaria, secondo una pratica frequente nel primo Cinquecento e particolarmente apprezzata oggi per il suo valore storico e testimoniale. Capilettera dipinti a mano in rosso e blu, con un’iniziale miniata e illuminata in oro, elemento di pregio. Postille manoscritte coeve in inchiostro bruno ai margini del testo. Carte con alcune macchie e bruniture; nel complesso esemplare di forte interesse storico-materiale. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 198 nn.; (4).
FULL TITLE AND AUTHOR
Argonauticon.
Firenze, opera & impensa Philippi bibliopolæ, 1503.
Gaii Valerii Flacci.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’Argonauticon di Valerio Flacco, poema epico di età flavia dedicato alla spedizione degli Argonauti e al mito di Giasone, conobbe una riscoperta umanistica relativamente tardiva rispetto ad altri classici latini. Questa edizione del 1503 costituisce la prima edizione giuntina dell’opera e una delle prime apparizioni a stampa del testo in formato portatile, pensato per una circolazione colta ma non esclusivamente accademica. Il testo segue l’edizione stabilita da Bartolomeo Fonzio ed è accompagnato dalla dedica di Benedetto Riccardini a Bernardo Michelozzo, figlio del celebre architetto e canonico del Duomo di Firenze, segno di un preciso radicamento nel milieu umanistico fiorentino. L’uso del corsivo, mutuato dall’invenzione aldina, non è neutro: esso conferisce al testo un’aura di modernità e di autorità, anticipando Aldo Manuzio su un autore che non era ancora entrato stabilmente nel suo catalogo. In questo senso, l’edizione rappresenta una forma raffinata di concorrenza editoriale, più sottile delle riproduzioni letterali già attuate da Giunta per Catullo e Orazio.
La storia degli Argonauti è uno dei grandi miti fondativi dell’immaginario greco e racconta la prima impresa collettiva dell’eroismo ellenico.
Racconta l’impresa di Giasone, inviato a conquistare il Vello d’Oro a bordo della nave Argo insieme ai più grandi eroi della Grecia. Il viaggio è una successione di prove, incontri meravigliosi e pericoli mortali, fino all’arrivo in Colchide. Qui l’aiuto di Medea rende possibile l’impresa, ma apre la strada a tradimenti e tragedie. Il mito unisce avventura eroica e destino tragico, segnando il passaggio dall’epica alla consapevolezza del prezzo del potere.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Gaio Valerio Flacco fu un poeta latino del I secolo d.C., attivo in età flavia. La sua opera principale, l’Argonauticon, rimasta incompiuta, rielabora in forma epica il mito greco degli Argonauti, fondendo modelli virgiliani con suggestioni ellenistiche. Riscoperto dagli umanisti, Flacco conobbe una fortuna editoriale significativa soprattutto a partire dal primo Cinquecento, quando il poema venne integrato nel canone scolastico e letterario rinascimentale.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Questa edizione è il terzo libro stampato da Bernardo Giunta in formato ottavo e in caratteri corsivi, dopo le edizioni di Catullo e Orazio del 1502. L’adozione del corsivo avviene in un momento di forte tensione giuridica: Aldo Manuzio aveva introdotto il carattere nel 1501, ottenendo un privilegio decennale dal Senato veneziano, esteso nell’ottobre e novembre 1502 a tutta l’Italia, e rafforzato da un analogo privilegio papale concesso da Alessandro VI il 17 dicembre 1502, corredato da sanzioni spirituali. Le prime edizioni giuntine in corsivo erano copie riga per riga di edizioni aldine; il Valerio Flacco del 1503 segna invece una strategia editoriale più sofisticata, che utilizza il corsivo come segno di prestigio e modernità senza dipendere direttamente da un modello aldino specifico. Il carattere corsivo giuntino rimase in uso fino al 1513, quando l’officina fece incidere un nuovo tipo.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Balsamo, Luigi – Tinto, Alberto, Origini del corsivo nella tipografia italiana del Cinquecento, Milano, Il Polifilo, 1967, pp. 103–110 (in particolare pp. 106–107 per le edizioni giuntine in corsivo e il Valerius Flaccus 1503).
Renouard, Antoine-Augustin, Annales de l’imprimerie des Alde, Paris, Renouard, 1834, pp. 28–35 (privilegi sul corsivo; aggiornamenti e osservazioni su contraffazioni e imitazioni fuori Venezia).
Lowry, Martin, The World of Aldus Manutius. Business and Scholarship in Renaissance Venice, Oxford, Blackwell, 1979, pp. 63–71 (sul privilegio del corsivo e le reazioni delle officine concorrenti).
Nuovo, Angela, The Book Trade in the Italian Renaissance, Leiden–Boston, Brill, 2013, pp. 145–152 (concorrenza interurbana, privilegi tipografici e circolazione del formato ottavo).
EDIT16 – Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo, scheda Valerius Flaccus, Argonauticon, Firenze, Philippus bibliopola, 1503 (verifica di collazione e attribuzione tipografica).
ICCU / OPAC SBN, IT\ICCU\TO0E\000123 (esemplari censiti in biblioteche italiane; descrizione materiale e note di esemplare).
ISTC (per la tradizione manoscritta e le prime stampe dell’opera): Valerius Flaccus, Argonautica, tradizione testuale post-antica e prime edizioni umanistiche.
Grafton, Anthony, Commerce with the Classics, Ann Arbor, University of Michigan Press, 1997, pp. 89–96 (dinamiche di appropriazione editoriale dei testi classici nel primo Cinquecento).
Gaskell, Philip, A New Introduction to Bibliography, Oxford, Clarendon Press, 1972, pp. 214–220 (formati, corsivo, distinzione tra progetto tipografico e ricezione materiale).
Kristeller, Paul Oskar, Iter Italicum, vol. I, London–Leiden, Warburg–Brill, 1963, s.v. Valerius Flaccus (per la fortuna umanistica e la circolazione del testo).
Il venditore si racconta
IL POEMA DI GIASONE E GLI ARGONAUTI : TRA EROI, TRADIMENTI E TRAGICI DESTINI
Prima edizione Giuntina dell’Argonauticon di Gaio Valerio Flacco.
La storia degli Argonauti è uno dei grandi miti fondativi dell’immaginario greco e racconta la prima impresa collettiva dell’eroismo ellenico.
Snodo decisivo nella storia della tipografia rinascimentale e nella trasmissione dei classici latini, questa edizione, stampata in caratteri corsivi, si colloca nel cuore della competizione – editoriale, giuridica e simbolica – tra l’officina giuntina e l’egemonia aldina, in un momento in cui il corsivo era ancora oggetto di privilegi esclusivi e di contesa aperta.
Curata da Benedetto Riccardini su testo stabilito da Bartolomeo Fonzio, l’edizione combina ambizione filologica, strategia editoriale e appropriazione tipografica consapevole, trasformando il corsivo da semplice scelta grafica in veicolo di autorevolezza culturale. Il volume si distingue inoltre per elementi materiali di grande fascino: capilettera dipinti a mano in rosso e blu, con almeno un’iniziale miniata e illuminata in oro, che attestano una ricezione attenta e colta del testo e rafforzano il carattere di libro “da umanista”, in bilico tra produzione seriale e tradizione manoscritta. Nel suo insieme, l’edizione offre un caso esemplare di come il libro a stampa dei primi anni del Cinquecento potesse farsi spazio di negoziazione tra innovazione tecnica, prestigio intellettuale e memoria del codice.
MARKET VALUE
Sul mercato antiquario questo Valerius Flaccus, Firenze 1503, prima edizione giuntina dell’Argonauticon in formato ottavo e in carattere corsivo, presenta una valutazione realistica compresa tra 1.000 e 2.000 euro, tenendo conto dell’elevata importanza storico-tipografica dell’edizione e dello stato di conservazione dell’esemplare. La rilevanza come terzo ottavo corsivo di Bernardo Giunta e come testimonianza diretta della competizione con l’officina aldina sostiene l’interesse collezionistico, mentre le condizioni della legatura, con tarli, mancanze e allentamenti, ne limitano il valore rispetto a copie meglio conservate. In questa forchetta, la collocazione più probabile è nella fascia medio-bassa, pur restando un volume ricercato da collezionisti specializzati in tipografia rinascimentale e classici latini del primo Cinquecento.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura ricavata da un antico manoscritto in pergamena, riutilizzato come materiale di copertina, con evidenti tracce della scrittura originaria, secondo una pratica frequente nel primo Cinquecento e particolarmente apprezzata oggi per il suo valore storico e testimoniale. Capilettera dipinti a mano in rosso e blu, con un’iniziale miniata e illuminata in oro, elemento di pregio. Postille manoscritte coeve in inchiostro bruno ai margini del testo. Carte con alcune macchie e bruniture; nel complesso esemplare di forte interesse storico-materiale. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 198 nn.; (4).
FULL TITLE AND AUTHOR
Argonauticon.
Firenze, opera & impensa Philippi bibliopolæ, 1503.
Gaii Valerii Flacci.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’Argonauticon di Valerio Flacco, poema epico di età flavia dedicato alla spedizione degli Argonauti e al mito di Giasone, conobbe una riscoperta umanistica relativamente tardiva rispetto ad altri classici latini. Questa edizione del 1503 costituisce la prima edizione giuntina dell’opera e una delle prime apparizioni a stampa del testo in formato portatile, pensato per una circolazione colta ma non esclusivamente accademica. Il testo segue l’edizione stabilita da Bartolomeo Fonzio ed è accompagnato dalla dedica di Benedetto Riccardini a Bernardo Michelozzo, figlio del celebre architetto e canonico del Duomo di Firenze, segno di un preciso radicamento nel milieu umanistico fiorentino. L’uso del corsivo, mutuato dall’invenzione aldina, non è neutro: esso conferisce al testo un’aura di modernità e di autorità, anticipando Aldo Manuzio su un autore che non era ancora entrato stabilmente nel suo catalogo. In questo senso, l’edizione rappresenta una forma raffinata di concorrenza editoriale, più sottile delle riproduzioni letterali già attuate da Giunta per Catullo e Orazio.
La storia degli Argonauti è uno dei grandi miti fondativi dell’immaginario greco e racconta la prima impresa collettiva dell’eroismo ellenico.
Racconta l’impresa di Giasone, inviato a conquistare il Vello d’Oro a bordo della nave Argo insieme ai più grandi eroi della Grecia. Il viaggio è una successione di prove, incontri meravigliosi e pericoli mortali, fino all’arrivo in Colchide. Qui l’aiuto di Medea rende possibile l’impresa, ma apre la strada a tradimenti e tragedie. Il mito unisce avventura eroica e destino tragico, segnando il passaggio dall’epica alla consapevolezza del prezzo del potere.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Gaio Valerio Flacco fu un poeta latino del I secolo d.C., attivo in età flavia. La sua opera principale, l’Argonauticon, rimasta incompiuta, rielabora in forma epica il mito greco degli Argonauti, fondendo modelli virgiliani con suggestioni ellenistiche. Riscoperto dagli umanisti, Flacco conobbe una fortuna editoriale significativa soprattutto a partire dal primo Cinquecento, quando il poema venne integrato nel canone scolastico e letterario rinascimentale.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Questa edizione è il terzo libro stampato da Bernardo Giunta in formato ottavo e in caratteri corsivi, dopo le edizioni di Catullo e Orazio del 1502. L’adozione del corsivo avviene in un momento di forte tensione giuridica: Aldo Manuzio aveva introdotto il carattere nel 1501, ottenendo un privilegio decennale dal Senato veneziano, esteso nell’ottobre e novembre 1502 a tutta l’Italia, e rafforzato da un analogo privilegio papale concesso da Alessandro VI il 17 dicembre 1502, corredato da sanzioni spirituali. Le prime edizioni giuntine in corsivo erano copie riga per riga di edizioni aldine; il Valerio Flacco del 1503 segna invece una strategia editoriale più sofisticata, che utilizza il corsivo come segno di prestigio e modernità senza dipendere direttamente da un modello aldino specifico. Il carattere corsivo giuntino rimase in uso fino al 1513, quando l’officina fece incidere un nuovo tipo.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Balsamo, Luigi – Tinto, Alberto, Origini del corsivo nella tipografia italiana del Cinquecento, Milano, Il Polifilo, 1967, pp. 103–110 (in particolare pp. 106–107 per le edizioni giuntine in corsivo e il Valerius Flaccus 1503).
Renouard, Antoine-Augustin, Annales de l’imprimerie des Alde, Paris, Renouard, 1834, pp. 28–35 (privilegi sul corsivo; aggiornamenti e osservazioni su contraffazioni e imitazioni fuori Venezia).
Lowry, Martin, The World of Aldus Manutius. Business and Scholarship in Renaissance Venice, Oxford, Blackwell, 1979, pp. 63–71 (sul privilegio del corsivo e le reazioni delle officine concorrenti).
Nuovo, Angela, The Book Trade in the Italian Renaissance, Leiden–Boston, Brill, 2013, pp. 145–152 (concorrenza interurbana, privilegi tipografici e circolazione del formato ottavo).
EDIT16 – Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo, scheda Valerius Flaccus, Argonauticon, Firenze, Philippus bibliopola, 1503 (verifica di collazione e attribuzione tipografica).
ICCU / OPAC SBN, IT\ICCU\TO0E\000123 (esemplari censiti in biblioteche italiane; descrizione materiale e note di esemplare).
ISTC (per la tradizione manoscritta e le prime stampe dell’opera): Valerius Flaccus, Argonautica, tradizione testuale post-antica e prime edizioni umanistiche.
Grafton, Anthony, Commerce with the Classics, Ann Arbor, University of Michigan Press, 1997, pp. 89–96 (dinamiche di appropriazione editoriale dei testi classici nel primo Cinquecento).
Gaskell, Philip, A New Introduction to Bibliography, Oxford, Clarendon Press, 1972, pp. 214–220 (formati, corsivo, distinzione tra progetto tipografico e ricezione materiale).
Kristeller, Paul Oskar, Iter Italicum, vol. I, London–Leiden, Warburg–Brill, 1963, s.v. Valerius Flaccus (per la fortuna umanistica e la circolazione del testo).
