Abbas Ioachim - Magnus Propheta - 1516






Specialista in libri antichi, con focus sulle dispute teologiche dal 1999.
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Abbas Ioachim Magnus Propheta, Venezia 1516, Editio princeps illustrata con 76 xilografie, testo in latino, 156 pagine, legatura mezza pelle, dimensioni 201 × 155 mm.
Descrizione del venditore
L’APOCALISSE FIGURATA DI GIOACHINO : ANGELI E DEMONI NELLA RARA EDITIO PRINCEPS
Volume illustrato con 76 xilografie di origine veneziana, molte delle quali raffigurano scontri tra angeli e demoni, papi e antipapi, assemblee ecclesiastiche e scene di conflitto escatologico.
Bellissima rappresentazione del Drago con sette teste disposte a spirale, accompagnato da testi latini che lo descrivono in relazione ai libri di Giobbe e dell'Apocalisse.
Il testo descrive il drago come "grande e rosso", associandolo all'Anticristo e alla crudeltà. Le squame sono paragonate a "scudi che si premono l'un l'altro". Il drago è descritto come tortuoso a causa della sua astuzia multiforme.
“Di spirito profetico dotato”. Gioacchino da Fiore è descritto così da Dante Alighieri che lo colloca in Paradiso, tra gli spiriti sapienti della Divina Commedia.
L’Abbas Ioachim Magnus Propheta, stampato a Venezia nel 1516, è l’EDITIO PRINCEPS di uno dei più celebri e inquietanti corpi profetici della tradizione gioachimita e costituisce un momento cruciale nella trasformazione della profezia medievale in oggetto librario a stampa. Post-incunabolo di eccezionale forza simbolica, il volume fonde testo, esegesi apocalittica e immagine in un sistema coerente, concepito come strumento di rivelazione e di interpretazione della storia sacra. Attribuita in frontespizio a Gioacchino da Fiore, figura cardine dell’escatologia medievale, l’opera è in realtà una costruzione stratificata e composita, che raccoglie testi tardo-medievali fondati sulla sua autorità profetica. La pubblicazione in forma di EDITIO PRINCEPS a Venezia nel 1516 testimonia la persistente attualità delle profezie gioachimite alla vigilia della Riforma, nel pieno di un clima di tensione religiosa, attesa millenaristica e crisi dell’istituzione ecclesiastica.
MARKET VALUE
Sul mercato antiquario internazionale questa rara EDITIO PRINCEPS veneziana del 1516, illustrata e di forte impatto iconografico, è generalmente collocata in una fascia di valore compresa tra 5.000 e 8.000 euro. Le oscillazioni dipendono dalla completezza delle carte, dalla presenza integrale delle xilografie, dalla qualità dell’impressione e dallo stato della legatura. Il carattere di prima edizione a stampa del corpus profetico, unito alla ricchezza figurativa e alla rilevanza storica del testo, sostiene una domanda costante presso collezionisti di libri apocalittici, profetici ed esoterico-religiosi del primo Cinquecento.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in mezza pergamena con piatti in cartone antico, riadattata e un po' rigida. Frontespizio con vignetta xilografica raffigurante Gioacchino da Fiore sottolineature e coloriture antiche; presenza di ex libris e nota di possesso antica. Volume illustrato con 76 xilografie di origine veneziana, molte delle quali raffigurano scontri tra angeli e demoni, papi e antipapi, assemblee ecclesiastiche e scene di conflitto escatologico; alcune recano l’iniziale “M” dell’incisore. P. XLI riprodotta su carta coeva. Postille e sottolineature manoscritte in inchiostro nero. Alcune bruniture, copia un po' stanca ma di grandissimo fascino. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. 156.
FULL TITLE AND AUTHORS
Abbas Ioachim magnus propheta.
Venezia, per Bernardinum Benalium, 1516.
Gioacchino da Fiore; Rusticiano; Telesforo di Cusentia; Ubertino da Casali; Jean de Paris.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il drago a sette teste e la sua coda sintetizzano le visioni dell’apocalisse di Gioacchino da Fiore. “È la prima immagine nella quale l’abate inserisce segni del male“ spiega Giuseppe Riccardo Succurro, presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti. “Gioacchino studia l’Apocalisse delle Sacre Scritture – chiarisce Succurro – e disegna i persecutori della Chiesa e dell’umanità nella sua Expositio super Apocalypsim.
L’opera costituisce una vera e propria apocalisse figurata e sistematica, nella quale la tradizione gioachimita viene fissata per la prima volta in forma organica a stampa. L’EDITIO PRINCEPS del 1516 traduce in linguaggio tipografico un corpus profetico nato in ambito manoscritto, fondato sulla visione della storia come successione di età e stati della Chiesa. Le xilografie veneziane non svolgono una funzione meramente illustrativa, ma operano come dispositivi esegetici: visualizzano la lotta escatologica, la crisi dell’autorità ecclesiastica, lo scontro tra bene e male e l’attesa di una rigenerazione spirituale. Il volume include il Tractatus de Antichristo di Jean de Paris, le profezie della Sibilla Eritrea, la Rota e l’Oraculum Turcicum, ampliando la dimensione apocalittica verso una lettura politica e geopolitica del presente. La prima edizione a stampa di questo insieme testuale segna il passaggio definitivo della profezia gioachimita dalla cultura monastica e manoscritta alla sfera pubblica del libro rinascimentale.
“Il drago a sette teste compare nella Bibbia, – ricorda Tagliapietra – siede di fronte la Madonna partoriente per divorarne il figlio che stava per nascere. Rappresenta lo scontro tra il bene e il male, la vita e la morte, emblema di tutti i conflitti della storia. Le tavole del Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore disegnano alcuni aspetti dell’apocalisse raccontata nelle Sacre Scritture. Le teste sono riferite a personaggi storici particolarmente significativi: Erode perché ha tentato di uccidere Gesù nella strage degli innocenti; Nerone per avere perseguitato i cristiani così come Costanzo; Maometto perché fonda la religione musulmana; Mesemoto in quanto avversario della Chiesa; Saladino era contemporaneo di Gioacchino e nel 1184 stava avanzando militarmente nella conquista di Gerusalemme. Il settimo re, definito anticristo, non è noto. Gioacchino muore nel 1202 e pensava che nel 1260 sarebbe iniziata la terza età. Le profezie nel Medioevo venivano usate come propaganda, Federico II di Svevia è così additato dai suoi nemici come l’anticristo.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Gioacchino da Fiore nacque a Celico, in Calabria, intorno al 1130–1135 e morì nel 1202. Abate e teologo, fondò l’abbazia florense e sviluppò una visione profetica della storia basata sull’interpretazione simbolica dell’Apocalisse. Tra il 1182 e il 1184 incontrò papa Lucio III, che gli concesse la licentia scribendi, incoraggiandolo a redigere le sue opere maggiori, tra cui la Concordia tra il Vecchio e il Nuovo Testamento e l’Esposizione dell’Apocalisse. Le sue dottrine, pur sottoposte a sospetti e censure, esercitarono un’influenza profonda sul pensiero medievale e rinascimentale; Dante Alighieri lo colloca in Paradiso (Paradiso XII, 139–141), consacrandolo come figura di profeta ispirato.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Questa EDITIO PRINCEPS del 1516 fu formalmente stampata a Venezia da Bernardino Benali, accusato da Dennis E. Rhodes di averla "rubata" all’officina di Lazzaro de’ Soardi, che nello stesso anno pubblicò un’edizione sostanzialmente identica. Questa sovrapposizione testimonia pratiche editoriali veneziane caratterizzate da collaborazioni, circolazione di matrici e talvolta appropriazioni tipografiche. La diffusione dell’opera fu significativa negli ambienti religiosi, profetici e riformatori, dove testo e immagini venivano utilizzati come strumenti di meditazione, interpretazione del presente e lettura simbolica della crisi della Chiesa.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Rhodes, Dennis E., Annali tipografici di Lazzaro De’ Soardi, p. 76, n. 111.
Adams, H.M., Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe 1501–1600, T-208.
Essling, Victor Masséna, Les livres à figures vénitiens, n. 1896.
ICCU / EDIT16, n. 32569.
Sander, Max, Le livre à figures italien, n. 3607 (cfr. anche n. 3606).
Isaac, Frank, Répertoire bibliographique des livres illustrés, n. 12586.
Caillet, Albert, Manuel bibliographique des sciences psychiques ou occultes, n. 5540.
Reeves, Marjorie, The Influence of Prophecy in the Later Middle Ages.
Il venditore si racconta
L’APOCALISSE FIGURATA DI GIOACHINO : ANGELI E DEMONI NELLA RARA EDITIO PRINCEPS
Volume illustrato con 76 xilografie di origine veneziana, molte delle quali raffigurano scontri tra angeli e demoni, papi e antipapi, assemblee ecclesiastiche e scene di conflitto escatologico.
Bellissima rappresentazione del Drago con sette teste disposte a spirale, accompagnato da testi latini che lo descrivono in relazione ai libri di Giobbe e dell'Apocalisse.
Il testo descrive il drago come "grande e rosso", associandolo all'Anticristo e alla crudeltà. Le squame sono paragonate a "scudi che si premono l'un l'altro". Il drago è descritto come tortuoso a causa della sua astuzia multiforme.
“Di spirito profetico dotato”. Gioacchino da Fiore è descritto così da Dante Alighieri che lo colloca in Paradiso, tra gli spiriti sapienti della Divina Commedia.
L’Abbas Ioachim Magnus Propheta, stampato a Venezia nel 1516, è l’EDITIO PRINCEPS di uno dei più celebri e inquietanti corpi profetici della tradizione gioachimita e costituisce un momento cruciale nella trasformazione della profezia medievale in oggetto librario a stampa. Post-incunabolo di eccezionale forza simbolica, il volume fonde testo, esegesi apocalittica e immagine in un sistema coerente, concepito come strumento di rivelazione e di interpretazione della storia sacra. Attribuita in frontespizio a Gioacchino da Fiore, figura cardine dell’escatologia medievale, l’opera è in realtà una costruzione stratificata e composita, che raccoglie testi tardo-medievali fondati sulla sua autorità profetica. La pubblicazione in forma di EDITIO PRINCEPS a Venezia nel 1516 testimonia la persistente attualità delle profezie gioachimite alla vigilia della Riforma, nel pieno di un clima di tensione religiosa, attesa millenaristica e crisi dell’istituzione ecclesiastica.
MARKET VALUE
Sul mercato antiquario internazionale questa rara EDITIO PRINCEPS veneziana del 1516, illustrata e di forte impatto iconografico, è generalmente collocata in una fascia di valore compresa tra 5.000 e 8.000 euro. Le oscillazioni dipendono dalla completezza delle carte, dalla presenza integrale delle xilografie, dalla qualità dell’impressione e dallo stato della legatura. Il carattere di prima edizione a stampa del corpus profetico, unito alla ricchezza figurativa e alla rilevanza storica del testo, sostiene una domanda costante presso collezionisti di libri apocalittici, profetici ed esoterico-religiosi del primo Cinquecento.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in mezza pergamena con piatti in cartone antico, riadattata e un po' rigida. Frontespizio con vignetta xilografica raffigurante Gioacchino da Fiore sottolineature e coloriture antiche; presenza di ex libris e nota di possesso antica. Volume illustrato con 76 xilografie di origine veneziana, molte delle quali raffigurano scontri tra angeli e demoni, papi e antipapi, assemblee ecclesiastiche e scene di conflitto escatologico; alcune recano l’iniziale “M” dell’incisore. P. XLI riprodotta su carta coeva. Postille e sottolineature manoscritte in inchiostro nero. Alcune bruniture, copia un po' stanca ma di grandissimo fascino. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. 156.
FULL TITLE AND AUTHORS
Abbas Ioachim magnus propheta.
Venezia, per Bernardinum Benalium, 1516.
Gioacchino da Fiore; Rusticiano; Telesforo di Cusentia; Ubertino da Casali; Jean de Paris.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il drago a sette teste e la sua coda sintetizzano le visioni dell’apocalisse di Gioacchino da Fiore. “È la prima immagine nella quale l’abate inserisce segni del male“ spiega Giuseppe Riccardo Succurro, presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti. “Gioacchino studia l’Apocalisse delle Sacre Scritture – chiarisce Succurro – e disegna i persecutori della Chiesa e dell’umanità nella sua Expositio super Apocalypsim.
L’opera costituisce una vera e propria apocalisse figurata e sistematica, nella quale la tradizione gioachimita viene fissata per la prima volta in forma organica a stampa. L’EDITIO PRINCEPS del 1516 traduce in linguaggio tipografico un corpus profetico nato in ambito manoscritto, fondato sulla visione della storia come successione di età e stati della Chiesa. Le xilografie veneziane non svolgono una funzione meramente illustrativa, ma operano come dispositivi esegetici: visualizzano la lotta escatologica, la crisi dell’autorità ecclesiastica, lo scontro tra bene e male e l’attesa di una rigenerazione spirituale. Il volume include il Tractatus de Antichristo di Jean de Paris, le profezie della Sibilla Eritrea, la Rota e l’Oraculum Turcicum, ampliando la dimensione apocalittica verso una lettura politica e geopolitica del presente. La prima edizione a stampa di questo insieme testuale segna il passaggio definitivo della profezia gioachimita dalla cultura monastica e manoscritta alla sfera pubblica del libro rinascimentale.
“Il drago a sette teste compare nella Bibbia, – ricorda Tagliapietra – siede di fronte la Madonna partoriente per divorarne il figlio che stava per nascere. Rappresenta lo scontro tra il bene e il male, la vita e la morte, emblema di tutti i conflitti della storia. Le tavole del Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore disegnano alcuni aspetti dell’apocalisse raccontata nelle Sacre Scritture. Le teste sono riferite a personaggi storici particolarmente significativi: Erode perché ha tentato di uccidere Gesù nella strage degli innocenti; Nerone per avere perseguitato i cristiani così come Costanzo; Maometto perché fonda la religione musulmana; Mesemoto in quanto avversario della Chiesa; Saladino era contemporaneo di Gioacchino e nel 1184 stava avanzando militarmente nella conquista di Gerusalemme. Il settimo re, definito anticristo, non è noto. Gioacchino muore nel 1202 e pensava che nel 1260 sarebbe iniziata la terza età. Le profezie nel Medioevo venivano usate come propaganda, Federico II di Svevia è così additato dai suoi nemici come l’anticristo.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Gioacchino da Fiore nacque a Celico, in Calabria, intorno al 1130–1135 e morì nel 1202. Abate e teologo, fondò l’abbazia florense e sviluppò una visione profetica della storia basata sull’interpretazione simbolica dell’Apocalisse. Tra il 1182 e il 1184 incontrò papa Lucio III, che gli concesse la licentia scribendi, incoraggiandolo a redigere le sue opere maggiori, tra cui la Concordia tra il Vecchio e il Nuovo Testamento e l’Esposizione dell’Apocalisse. Le sue dottrine, pur sottoposte a sospetti e censure, esercitarono un’influenza profonda sul pensiero medievale e rinascimentale; Dante Alighieri lo colloca in Paradiso (Paradiso XII, 139–141), consacrandolo come figura di profeta ispirato.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Questa EDITIO PRINCEPS del 1516 fu formalmente stampata a Venezia da Bernardino Benali, accusato da Dennis E. Rhodes di averla "rubata" all’officina di Lazzaro de’ Soardi, che nello stesso anno pubblicò un’edizione sostanzialmente identica. Questa sovrapposizione testimonia pratiche editoriali veneziane caratterizzate da collaborazioni, circolazione di matrici e talvolta appropriazioni tipografiche. La diffusione dell’opera fu significativa negli ambienti religiosi, profetici e riformatori, dove testo e immagini venivano utilizzati come strumenti di meditazione, interpretazione del presente e lettura simbolica della crisi della Chiesa.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Rhodes, Dennis E., Annali tipografici di Lazzaro De’ Soardi, p. 76, n. 111.
Adams, H.M., Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe 1501–1600, T-208.
Essling, Victor Masséna, Les livres à figures vénitiens, n. 1896.
ICCU / EDIT16, n. 32569.
Sander, Max, Le livre à figures italien, n. 3607 (cfr. anche n. 3606).
Isaac, Frank, Répertoire bibliographique des livres illustrés, n. 12586.
Caillet, Albert, Manuel bibliographique des sciences psychiques ou occultes, n. 5540.
Reeves, Marjorie, The Influence of Prophecy in the Later Middle Ages.
