Ian Fleming - The man with the golden gun - 1965





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L'Uomo con la pistola d'oro di Ian Fleming (pubblicato nel 1965, dopo la morte di Fleming) è l'ultimo romanzo della serie di James Bond e si distingue dai libri precedenti per tono, struttura e focus tematico. Il romanzo è spesso noto per la sua sensazione di "non rifinito" perché Fleming morì prima di poter apportare le consuete pesanti revisioni. Nonostante ciò, rimane una tappa fondamentale che conclude l'arco letterario originale di 007.
Il romanzo si apre con una premessa scioccante: James Bond, precedentemente ritenuto morto dopo una missione in Giappone, torna a Londra apparentemente ristabilito ma segretamente condizionato mentalmente dal KGB. Sotto questo condizionamento, Bond tenta di uccidere M, il suo superiore. Questo evento introduce uno dei temi centrali del romanzo, la fragilità dell'identità e della lealtà, suggerendo che anche l'agente più disciplinato possa essere spezzato psicologicamente e diventare un'arma.
Dopo la cattura di Bond e la sua deprogrammazione, la narrazione si sposta verso una specie di missione di prova. M assegna Bond a Giamaica per indagare ed eliminare Francisco Scaramanga, un assassino leggendario noto come «L’uomo con la pistola d’oro». Scaramanga diventa una versione oscura nello specchio di Bond: entrambi sono killer professionisti, ma mentre Bond opera all’interno di un quadro morale di servizio statale, Scaramanga uccide puramente per denaro. Fleming usa questa parallela per mettere in discussione se la violenza di Bond sia davvero giustificata o semplicemente autorizzata.
La cornice giamaicana permette a Fleming di esplorare le tensioni postcoloniali e la corruzione. L'isola è ritratta come un luogo in cui la politica della Guerra Fredda, il crimine organizzato e il capitalismo gangster americano si intrecciano. I legami di Scaramanga sia con la KGB sia con gli interessi della mafia americana evidenziano le alleanze ciniche che fioriscono nei margini oscuri del potere globale. Il libro esamina il prezzo di una vita di violenza sancita dallo Stato, culminando in una conclusione in cui Bond, offerto un cavalierato per i suoi servizi, sceglie di restare "un semplice James Bond" e tornare all'anonimato tranquillo del suo lavoro.
Significativamente, il romanzo funge da ponte tra l'impero britannico in declino e la crescente influenza del potere americano, esemplificata dal ritorno dell'alleato della CIA di Bond, Felix Leiter. Offre inoltre una definitiva fine all'“era Blofeld”, allontanando Bond da SPECTRE e riportandolo nel dominio della geopolitica della Guerra Fredda. Mentre inizialmente alcuni critici ritenevano la scrittura meno raffinata rispetto al picco di Fleming, il romanzo è ora valorizzato per la sua essenziale linearità e per la rappresentazione di Bond più vulnerabile, umanizzato, che deve superare i propri limiti mentali e fisici per sopravvivere.
Ian Fleming
L'uomo dalla pistola d'oro
Jonathan Cape, Londra 1965
[2], [8]-221, [4] pagine ; 20 cm
La condizione del libro è molto buona, con usura da scaffale minima, nessun segno di ingiallimento. La rilegatura è solida. Coperta in tessuto nero, 221 pagine. La sovraccoperta è in condizioni da discrete a buone, con qualche ingiallimento interno in alto, una abrasione lungo la piega. Prezzo non tagliato.
Prima edizione nel Regno Unito. "Prima pubblicazione nel 1965" indicata sulla pagina del copyright.
PS: Spedirò il libro accuratamente imballato in pluriball, tramite An Post, il servizio postale irlandese («Posta registrata, tracciamento, firma e prova di consegna, assicurazione inclusa per proteggere i vostri oggetti di valore»). Fornirò il numero di tracciamento non appena spedito.
L'Uomo con la pistola d'oro di Ian Fleming (pubblicato nel 1965, dopo la morte di Fleming) è l'ultimo romanzo della serie di James Bond e si distingue dai libri precedenti per tono, struttura e focus tematico. Il romanzo è spesso noto per la sua sensazione di "non rifinito" perché Fleming morì prima di poter apportare le consuete pesanti revisioni. Nonostante ciò, rimane una tappa fondamentale che conclude l'arco letterario originale di 007.
Il romanzo si apre con una premessa scioccante: James Bond, precedentemente ritenuto morto dopo una missione in Giappone, torna a Londra apparentemente ristabilito ma segretamente condizionato mentalmente dal KGB. Sotto questo condizionamento, Bond tenta di uccidere M, il suo superiore. Questo evento introduce uno dei temi centrali del romanzo, la fragilità dell'identità e della lealtà, suggerendo che anche l'agente più disciplinato possa essere spezzato psicologicamente e diventare un'arma.
Dopo la cattura di Bond e la sua deprogrammazione, la narrazione si sposta verso una specie di missione di prova. M assegna Bond a Giamaica per indagare ed eliminare Francisco Scaramanga, un assassino leggendario noto come «L’uomo con la pistola d’oro». Scaramanga diventa una versione oscura nello specchio di Bond: entrambi sono killer professionisti, ma mentre Bond opera all’interno di un quadro morale di servizio statale, Scaramanga uccide puramente per denaro. Fleming usa questa parallela per mettere in discussione se la violenza di Bond sia davvero giustificata o semplicemente autorizzata.
La cornice giamaicana permette a Fleming di esplorare le tensioni postcoloniali e la corruzione. L'isola è ritratta come un luogo in cui la politica della Guerra Fredda, il crimine organizzato e il capitalismo gangster americano si intrecciano. I legami di Scaramanga sia con la KGB sia con gli interessi della mafia americana evidenziano le alleanze ciniche che fioriscono nei margini oscuri del potere globale. Il libro esamina il prezzo di una vita di violenza sancita dallo Stato, culminando in una conclusione in cui Bond, offerto un cavalierato per i suoi servizi, sceglie di restare "un semplice James Bond" e tornare all'anonimato tranquillo del suo lavoro.
Significativamente, il romanzo funge da ponte tra l'impero britannico in declino e la crescente influenza del potere americano, esemplificata dal ritorno dell'alleato della CIA di Bond, Felix Leiter. Offre inoltre una definitiva fine all'“era Blofeld”, allontanando Bond da SPECTRE e riportandolo nel dominio della geopolitica della Guerra Fredda. Mentre inizialmente alcuni critici ritenevano la scrittura meno raffinata rispetto al picco di Fleming, il romanzo è ora valorizzato per la sua essenziale linearità e per la rappresentazione di Bond più vulnerabile, umanizzato, che deve superare i propri limiti mentali e fisici per sopravvivere.
Ian Fleming
L'uomo dalla pistola d'oro
Jonathan Cape, Londra 1965
[2], [8]-221, [4] pagine ; 20 cm
La condizione del libro è molto buona, con usura da scaffale minima, nessun segno di ingiallimento. La rilegatura è solida. Coperta in tessuto nero, 221 pagine. La sovraccoperta è in condizioni da discrete a buone, con qualche ingiallimento interno in alto, una abrasione lungo la piega. Prezzo non tagliato.
Prima edizione nel Regno Unito. "Prima pubblicazione nel 1965" indicata sulla pagina del copyright.
PS: Spedirò il libro accuratamente imballato in pluriball, tramite An Post, il servizio postale irlandese («Posta registrata, tracciamento, firma e prova di consegna, assicurazione inclusa per proteggere i vostri oggetti di valore»). Fornirò il numero di tracciamento non appena spedito.

