Pomponio Mela - [Post Incunable] De Situ Orbis - 1519
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Descrizione del venditore
LA GEOGRAFIA ANTICA : L'ORBIS TERRARUM CHE ILLUSTRA IL MONDO CONOSCIUTO DAI ROMANI
Numerosi capilettera dipinti a mano in rosso e blu. Questo compendio geografico, stampato a Firenze nel 1519 dagli eredi di Filippo Giunta, restituisce la geografia antica come uno dei grandi strumenti intellettuali con cui il mondo classico ha pensato, ordinato e dominato lo spazio. Non semplice descrizione di luoghi, ma costruzione razionale dell’orbis terrarum, la raccolta riunisce cosmografia, topografia urbana, itinerari imperiali e poesia periegetica, offrendo una visione coerente del mondo conosciuto secondo il sapere latino. Dai confini estremi dell’ecumene descritti da Pomponio Mela e Solino, alle strade dell’impero tracciate dall’Itinerarium Antonini, fino alla mappa ideale di Roma elaborata da Pietro Vettori, la geografia emerge come disciplina fondante della civiltà romana, strumento di governo, memoria e identità. Il poema di Dionisio Periegete, tradotto da Prisciano, suggella il carattere universale di questo sapere, capace di fondere scienza e forma poetica. L’impianto editoriale, ispirato al modello aldino, e la provenienza collezionistica illustre dell’esemplare testimoniano la fortuna rinascimentale di una geografia antica percepita non come residuo del passato, ma come chiave per comprendere il mondo moderno nascente.
MARKET VALUE
Esemplari di questa raccolta fiorentina, quando presenti sul mercato antiquario, si collocano in una fascia di valutazione tra i 1.800 e i 3.500 euro, a seconda della completezza, della legatura e della presenza di annotazioni antiche. La copia in oggetto, dotata di legatura in pergamena e provenienza colta (Borgström), è un esemplare bibliograficamente attraente per collezionisti di geografia classica, topografia antica e tipografia rinascimentale.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Numerosi capilettera dipinti a mano in rosso e blu. Legatura in piena pergamena rigida, titolo dorato su tassello al dorso, unghiatura visibile. Marca tipografica xilografica al recto dell’ultima carta. Testo in carattere romano su due colonne, con titoli in maiuscoletto. Alcune annotazioni marginali antiche in inchiostro bruno. Fioriture lievi e uniformi, margini ampi e ben conservati. Esemplare genuino e solido, con tracce di lettura erudita. I libri antichi possono avere minimi difetti e imperfezioni, dovute al tempo, non sempre documentate nella presentazione. Carte [1]–223, [1] bianca.
FULL TITLE AND AUTHOR
De situ orbis. Caius Julius Solinus, Polyhistor. Antonius Augustus (attribuito), Itinerarium provinciarum. Petrus Victor (Pietro Vettori), De regionibus urbis Romae. Dionysius Periegetes, Poema de orbis situ, Prisciano interprete.
Florentiae: haeredes Philippi Iuntae, 1519.
Pomponius Mela
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Questa raccolta offre una mappa completa del sapere geografico e antiquario del mondo latino, costruita come un corpus autorevole per studiosi e lettori del primo Rinascimento. Pomponio Mela descrive l’orbis terrarum da una prospettiva romana, offrendo una cosmografia succinta e influente. Solino, sulla scorta di Plinio, fonde geografia e etnografia, rendendo il Polyhistor un testo centrale nella formazione tardo-antica. L’Itinerarium Antonini elenca strade, distanze e luoghi dell’impero, probabilmente compilato sotto Diocleziano, e fu basilare per la ricostruzione dell’assetto amministrativo romano. Il trattato De regionibus urbis Romae di Pietro Vettori, frutto dell’erudizione fiorentina, proietta l’antica topografia della capitale imperiale in una nuova luce filologico-umanistica. Il Periegesis di Dionisio Periegete, trasformato in latino dal grammatico Prisciano, chiude il volume fondendo la geografia con il dettato poetico, e segna un passaggio significativo nella trasmissione scolastica del sapere antico. Il volume, con impianto editoriale derivato dalla lezione aldina, fu probabilmente pensato come testo di studio e consultazione, adatto a biblioteche nobiliari, universitarie e curiali.
AUTHOR BIOGRAPHY
Pomponius Mela (I sec. d.C.) fu il primo geografo latino a comporre un trattato organico sull’intero orbe conosciuto, modellato sullo schema dei tre continenti. Solino (III sec.) fu un compilatore enciclopedico di ispirazione pliniana, celebre per il suo Polyhistor. L’Itinerarium provinciarum è un elenco viario di età imperiale, probabilmente frutto di una commissione ufficiale imperiale nel III secolo. Pietro Vettori (1499–1585) fu uno dei più grandi umanisti ed editori fiorentini, professore di greco e latino, curatore di testi aristotelici e filologo innovativo. Dionysius Periegetes (II sec. d.C.) scrisse in esametri una geografia del mondo conosciuto; Prisciano (V sec. d.C.), grammatico africano, lo tradusse in latino, rendendo il testo accessibile nei curricula scolastici medievali e umanistici.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La raccolta rielabora l’edizione aldina del 1518, curata da Francesco d’Asola, arricchendola con marginalia e interventi umanistici aggiornati. Stampata dai Giunti nel 1519 a Firenze, in un momento di espansione della tipografia familiare anche fuori Venezia, rappresenta uno dei primi esempi di libro geografico multidisciplinare pensato per studiosi e corti italiane. La scelta di unire cosmografia, itineraria e poesia testimonia la volontà di fondere scienza antica, pratica amministrativa e letteratura umanistica in un unico oggetto editoriale, precorrendo l’enciclopedismo cartografico della seconda metà del Cinquecento.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Brunet IV, 801 – Graesse V, 401 – EDIT16 CNCE32224 – VD16 S 6971 – ISTC im00364000 – Clavuot, Cartografia e umanesimo, Torino 2005 – Dionisotti, Umanesimo latino in Italia, Torino 1967 – Balsamo, La stampa in Italia nel Cinquecento, Roma 2004 – Richardson, Manuscript and Print in the Renaissance, 1999.
Il venditore si racconta
LA GEOGRAFIA ANTICA : L'ORBIS TERRARUM CHE ILLUSTRA IL MONDO CONOSCIUTO DAI ROMANI
Numerosi capilettera dipinti a mano in rosso e blu. Questo compendio geografico, stampato a Firenze nel 1519 dagli eredi di Filippo Giunta, restituisce la geografia antica come uno dei grandi strumenti intellettuali con cui il mondo classico ha pensato, ordinato e dominato lo spazio. Non semplice descrizione di luoghi, ma costruzione razionale dell’orbis terrarum, la raccolta riunisce cosmografia, topografia urbana, itinerari imperiali e poesia periegetica, offrendo una visione coerente del mondo conosciuto secondo il sapere latino. Dai confini estremi dell’ecumene descritti da Pomponio Mela e Solino, alle strade dell’impero tracciate dall’Itinerarium Antonini, fino alla mappa ideale di Roma elaborata da Pietro Vettori, la geografia emerge come disciplina fondante della civiltà romana, strumento di governo, memoria e identità. Il poema di Dionisio Periegete, tradotto da Prisciano, suggella il carattere universale di questo sapere, capace di fondere scienza e forma poetica. L’impianto editoriale, ispirato al modello aldino, e la provenienza collezionistica illustre dell’esemplare testimoniano la fortuna rinascimentale di una geografia antica percepita non come residuo del passato, ma come chiave per comprendere il mondo moderno nascente.
MARKET VALUE
Esemplari di questa raccolta fiorentina, quando presenti sul mercato antiquario, si collocano in una fascia di valutazione tra i 1.800 e i 3.500 euro, a seconda della completezza, della legatura e della presenza di annotazioni antiche. La copia in oggetto, dotata di legatura in pergamena e provenienza colta (Borgström), è un esemplare bibliograficamente attraente per collezionisti di geografia classica, topografia antica e tipografia rinascimentale.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Numerosi capilettera dipinti a mano in rosso e blu. Legatura in piena pergamena rigida, titolo dorato su tassello al dorso, unghiatura visibile. Marca tipografica xilografica al recto dell’ultima carta. Testo in carattere romano su due colonne, con titoli in maiuscoletto. Alcune annotazioni marginali antiche in inchiostro bruno. Fioriture lievi e uniformi, margini ampi e ben conservati. Esemplare genuino e solido, con tracce di lettura erudita. I libri antichi possono avere minimi difetti e imperfezioni, dovute al tempo, non sempre documentate nella presentazione. Carte [1]–223, [1] bianca.
FULL TITLE AND AUTHOR
De situ orbis. Caius Julius Solinus, Polyhistor. Antonius Augustus (attribuito), Itinerarium provinciarum. Petrus Victor (Pietro Vettori), De regionibus urbis Romae. Dionysius Periegetes, Poema de orbis situ, Prisciano interprete.
Florentiae: haeredes Philippi Iuntae, 1519.
Pomponius Mela
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Questa raccolta offre una mappa completa del sapere geografico e antiquario del mondo latino, costruita come un corpus autorevole per studiosi e lettori del primo Rinascimento. Pomponio Mela descrive l’orbis terrarum da una prospettiva romana, offrendo una cosmografia succinta e influente. Solino, sulla scorta di Plinio, fonde geografia e etnografia, rendendo il Polyhistor un testo centrale nella formazione tardo-antica. L’Itinerarium Antonini elenca strade, distanze e luoghi dell’impero, probabilmente compilato sotto Diocleziano, e fu basilare per la ricostruzione dell’assetto amministrativo romano. Il trattato De regionibus urbis Romae di Pietro Vettori, frutto dell’erudizione fiorentina, proietta l’antica topografia della capitale imperiale in una nuova luce filologico-umanistica. Il Periegesis di Dionisio Periegete, trasformato in latino dal grammatico Prisciano, chiude il volume fondendo la geografia con il dettato poetico, e segna un passaggio significativo nella trasmissione scolastica del sapere antico. Il volume, con impianto editoriale derivato dalla lezione aldina, fu probabilmente pensato come testo di studio e consultazione, adatto a biblioteche nobiliari, universitarie e curiali.
AUTHOR BIOGRAPHY
Pomponius Mela (I sec. d.C.) fu il primo geografo latino a comporre un trattato organico sull’intero orbe conosciuto, modellato sullo schema dei tre continenti. Solino (III sec.) fu un compilatore enciclopedico di ispirazione pliniana, celebre per il suo Polyhistor. L’Itinerarium provinciarum è un elenco viario di età imperiale, probabilmente frutto di una commissione ufficiale imperiale nel III secolo. Pietro Vettori (1499–1585) fu uno dei più grandi umanisti ed editori fiorentini, professore di greco e latino, curatore di testi aristotelici e filologo innovativo. Dionysius Periegetes (II sec. d.C.) scrisse in esametri una geografia del mondo conosciuto; Prisciano (V sec. d.C.), grammatico africano, lo tradusse in latino, rendendo il testo accessibile nei curricula scolastici medievali e umanistici.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La raccolta rielabora l’edizione aldina del 1518, curata da Francesco d’Asola, arricchendola con marginalia e interventi umanistici aggiornati. Stampata dai Giunti nel 1519 a Firenze, in un momento di espansione della tipografia familiare anche fuori Venezia, rappresenta uno dei primi esempi di libro geografico multidisciplinare pensato per studiosi e corti italiane. La scelta di unire cosmografia, itineraria e poesia testimonia la volontà di fondere scienza antica, pratica amministrativa e letteratura umanistica in un unico oggetto editoriale, precorrendo l’enciclopedismo cartografico della seconda metà del Cinquecento.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Brunet IV, 801 – Graesse V, 401 – EDIT16 CNCE32224 – VD16 S 6971 – ISTC im00364000 – Clavuot, Cartografia e umanesimo, Torino 2005 – Dionisotti, Umanesimo latino in Italia, Torino 1967 – Balsamo, La stampa in Italia nel Cinquecento, Roma 2004 – Richardson, Manuscript and Print in the Renaissance, 1999.
