Nush Menna - I Am Barcode

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Catherine Mikolajczak
Esperto
Selezionato da Catherine Mikolajczak

Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.

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Dipinto ad olio originale di Nush Menna intitolato I Am Barcode, 30 × 20 cm, 2025, stile contemporaneo, venduto con cornice, firmato a mano, in eccellenti condizioni, Italia, direttamente dall’artista.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore


Tutto realizzato con la tecnica dell'olio su cartoncino pregiato goffrato in lino
Piccolo dipinto dominato dai colori vividi.
Fa parte di una serie pittorica a tema intitolata XXI TRIBÙ
Cornice semplice in regalo

I am Barcode

Il volto è interamente fasciato.
Non per guarire.
Per contenere.

Una donna di mezza età viene trasformata in reliquia contemporanea: una mummia viva, imbalsamata mentre respira. Solo il naso e la bocca restano esposti, come ultime vie di accesso all’esistenza. Le labbra, marcate da un rossetto rosso sbavato, sono un atto di disobbedienza: erotico, imperfetto, umano. Il tempo è visibile, non nascosto. L’anello al naso è una ferita scelta, un segno di identità che rifiuta la neutralizzazione.

La garza diventa superficie politica.
Sulla fronte è impresso un codice a barre, accompagnato da numeri e dal nome dell’artista: il corpo smette di essere soggetto e diventa dato, merce, archivio. La firma non è più gesto autoriale, ma marchiatura.

In alto, uno smile schiacciato, quasi cancellato, impone una simulazione emotiva: la felicità come protocollo, come obbligo visivo, come violenza gentile.

Questo dipinto non rappresenta una persona, ma un sistema.
Parla di controllo, di età, di femminilità compressa, di identità ridotta a etichetta leggibile. È un ritratto che nega il volto per restituire una presenza più scomoda: quella di chi esiste anche quando viene bendato, numerato, sorridente per forza.

Non è un’opera da parete rassicurante.
È un corpo che guarda indietro.

Vernice protettiva finale,
Certificato di autenticità

* Per evitare di inquinare ulteriormente il mondo e contribuire ad una scelta ecologica, utilizzerò cartone riciclato. Il piccolo passo verso un mondo pulito parte da ogni individuo. Una scelta responsabile per tutti.

Puoi vedere il video che dettaglia il dipinto e le varie fasi della creazione sul mio profilo Instagram nush_artwork, o sul mio sito web, https://nushart. com


Il venditore si racconta

"Là dove vi è per voi il bello, vi è la vostra anima. "Socrate" La mia pratica pittorica si configura come un dispositivo di interrogazione dell’immagine e dei suoi codici percettivi. Non si tratta di un’operazione rappresentativa, ma di un processo di messa in crisi della superficie visiva e delle modalità attraverso cui il reale viene costruito, mediato e consumato. La ricerca si fonda su una visione epóptica, intesa come percezione simultanea e instabile, nella quale forme e cromie si organizzano secondo dinamiche entropiche. L’immagine non tende alla composizione armonica, ma alla coesistenza di elementi in tensione, generando uno spazio liminale tra visibilità e latenza, tra esperienza sensoriale e dimensione interiore. Il processo di lavoro è caratterizzato da una temporalità dilatata e da una costruzione per stratificazione. Il gesto pittorico assume una funzione analitica: ogni intervento è necessario e strutturale, ogni elemento visivo è portatore di una densità semantica. I simboli non rimandano a narrazioni esterne, ma operano come residui di memoria e frammenti di senso all’interno di un contesto culturale segnato dalla perdita di riferimenti simbolici condivisi. La superficie pittorica è concepita come un campo fisico e vulnerabile, assimilabile a una pelle. Il segno non ha funzione ornamentale, ma incisiva: registra una relazione diretta e corporea con il supporto, rendendo visibile il processo e le sue stratificazioni. La pittura diventa così un luogo di accumulazione, cancellazione e riscrittura. Il lavoro si sviluppa a partire da una frattura tra realtà esterna ed esperienza soggettiva. Questa dissonanza non viene risolta, ma mantenuta come condizione strutturale dell’immagine. Il quadro diventa uno spazio di tensione ontologica tra apparenza ed essere, senza aspirazione a una sintesi pacificante. Nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una sovrapproduzione di immagini e da una progressiva perdita di profondità simbolica, la figura umana assume una dimensione anonima e decentrata. I volti rappresentati non funzionano come ritratti individuali, ma come figure archetipiche e impersonali, espressione di una condizione collettiva di saturazione visiva, isolamento e frammentazione identitaria. In questo scenario, la pittura si configura come una presa di posizione critica. Non come affermazione dell’ego autoriale, ma come atto di resistenza nei confronti dell’addomesticamento dello sguardo e della riduzione dell’immagine a oggetto di consumo. L’opera non mira all’intrattenimento, ma alla produzione di attrito percettivo e cognitivo. La ricerca si fonda su un’idea di bellezza non consolatoria, intesa come esposizione delle fratture e delle interdipendenze che attraversano il reale. La pittura diventa uno spazio di interrogazione, in cui l’immagine cessa di funzionare come superficie rassicurante e assume il ruolo di dispositivo critico. "ZEITGEISTTEPERAMENTLOS [SPIRITO - DEL - TEMPO - SENZA - SPIRITO] Riflesso di un attento "studium" travestito da distratto "punctum" - raccolta di ritratti senza identità - costellazione claustrofobica di tribù urbane - moltitudini solitarie - selfie ugualmente di sé massificati per te distratto - istantanee di un passato presente - colori forti per spiriti fragili - profonda superficialità - spirito - del - tempo - senza - spirito. "


Tutto realizzato con la tecnica dell'olio su cartoncino pregiato goffrato in lino
Piccolo dipinto dominato dai colori vividi.
Fa parte di una serie pittorica a tema intitolata XXI TRIBÙ
Cornice semplice in regalo

I am Barcode

Il volto è interamente fasciato.
Non per guarire.
Per contenere.

Una donna di mezza età viene trasformata in reliquia contemporanea: una mummia viva, imbalsamata mentre respira. Solo il naso e la bocca restano esposti, come ultime vie di accesso all’esistenza. Le labbra, marcate da un rossetto rosso sbavato, sono un atto di disobbedienza: erotico, imperfetto, umano. Il tempo è visibile, non nascosto. L’anello al naso è una ferita scelta, un segno di identità che rifiuta la neutralizzazione.

La garza diventa superficie politica.
Sulla fronte è impresso un codice a barre, accompagnato da numeri e dal nome dell’artista: il corpo smette di essere soggetto e diventa dato, merce, archivio. La firma non è più gesto autoriale, ma marchiatura.

In alto, uno smile schiacciato, quasi cancellato, impone una simulazione emotiva: la felicità come protocollo, come obbligo visivo, come violenza gentile.

Questo dipinto non rappresenta una persona, ma un sistema.
Parla di controllo, di età, di femminilità compressa, di identità ridotta a etichetta leggibile. È un ritratto che nega il volto per restituire una presenza più scomoda: quella di chi esiste anche quando viene bendato, numerato, sorridente per forza.

Non è un’opera da parete rassicurante.
È un corpo che guarda indietro.

Vernice protettiva finale,
Certificato di autenticità

* Per evitare di inquinare ulteriormente il mondo e contribuire ad una scelta ecologica, utilizzerò cartone riciclato. Il piccolo passo verso un mondo pulito parte da ogni individuo. Una scelta responsabile per tutti.

Puoi vedere il video che dettaglia il dipinto e le varie fasi della creazione sul mio profilo Instagram nush_artwork, o sul mio sito web, https://nushart. com


Il venditore si racconta

"Là dove vi è per voi il bello, vi è la vostra anima. "Socrate" La mia pratica pittorica si configura come un dispositivo di interrogazione dell’immagine e dei suoi codici percettivi. Non si tratta di un’operazione rappresentativa, ma di un processo di messa in crisi della superficie visiva e delle modalità attraverso cui il reale viene costruito, mediato e consumato. La ricerca si fonda su una visione epóptica, intesa come percezione simultanea e instabile, nella quale forme e cromie si organizzano secondo dinamiche entropiche. L’immagine non tende alla composizione armonica, ma alla coesistenza di elementi in tensione, generando uno spazio liminale tra visibilità e latenza, tra esperienza sensoriale e dimensione interiore. Il processo di lavoro è caratterizzato da una temporalità dilatata e da una costruzione per stratificazione. Il gesto pittorico assume una funzione analitica: ogni intervento è necessario e strutturale, ogni elemento visivo è portatore di una densità semantica. I simboli non rimandano a narrazioni esterne, ma operano come residui di memoria e frammenti di senso all’interno di un contesto culturale segnato dalla perdita di riferimenti simbolici condivisi. La superficie pittorica è concepita come un campo fisico e vulnerabile, assimilabile a una pelle. Il segno non ha funzione ornamentale, ma incisiva: registra una relazione diretta e corporea con il supporto, rendendo visibile il processo e le sue stratificazioni. La pittura diventa così un luogo di accumulazione, cancellazione e riscrittura. Il lavoro si sviluppa a partire da una frattura tra realtà esterna ed esperienza soggettiva. Questa dissonanza non viene risolta, ma mantenuta come condizione strutturale dell’immagine. Il quadro diventa uno spazio di tensione ontologica tra apparenza ed essere, senza aspirazione a una sintesi pacificante. Nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una sovrapproduzione di immagini e da una progressiva perdita di profondità simbolica, la figura umana assume una dimensione anonima e decentrata. I volti rappresentati non funzionano come ritratti individuali, ma come figure archetipiche e impersonali, espressione di una condizione collettiva di saturazione visiva, isolamento e frammentazione identitaria. In questo scenario, la pittura si configura come una presa di posizione critica. Non come affermazione dell’ego autoriale, ma come atto di resistenza nei confronti dell’addomesticamento dello sguardo e della riduzione dell’immagine a oggetto di consumo. L’opera non mira all’intrattenimento, ma alla produzione di attrito percettivo e cognitivo. La ricerca si fonda su un’idea di bellezza non consolatoria, intesa come esposizione delle fratture e delle interdipendenze che attraversano il reale. La pittura diventa uno spazio di interrogazione, in cui l’immagine cessa di funzionare come superficie rassicurante e assume il ruolo di dispositivo critico. "ZEITGEISTTEPERAMENTLOS [SPIRITO - DEL - TEMPO - SENZA - SPIRITO] Riflesso di un attento "studium" travestito da distratto "punctum" - raccolta di ritratti senza identità - costellazione claustrofobica di tribù urbane - moltitudini solitarie - selfie ugualmente di sé massificati per te distratto - istantanee di un passato presente - colori forti per spiriti fragili - profonda superficialità - spirito - del - tempo - senza - spirito. "

Dettagli

Artista
Nush Menna
Venduto con cornice
Venduto da
Direttamente dall’artista
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
I Am Barcode
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Italia
Anno
2025
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
30 cm
Larghezza
20 cm
Stile
Contemporaneo
Periodo
2020+
Venduto da
ItaliaVerificato
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Oggetti venduti
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