Mario Francesconi (1934) - Animale





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Litografia di Mario Francesconi, Animale, 1973, su carta a 5 colori, tiratura limitata 83/120 con certificato di garanzia, firma a mano in basso a destra e numerata in basso a sinistra, senza cornice, formato 50 × 70 cm, origine Italia, stato: adeguato.
Descrizione del venditore
Litografia su carta a 5 colori – opera in basso a destra firmata a mano e in basso a sinistra numerata – 50 x 70 cm – Anno 1973 – tiratura limitata – esemplare 83/120 con certificato di garanzia – senza cornice – stato eccellente – collezione privata – acquisto e provenienza in Italia – spedizione tramite UPS, SDA, DHL, BRT e TNT
Biografie
È nato nel 1934 a Viareggio, dove vive ancora oggi. Partendo dalla sua prima mostra personale nel 1959, ha sviluppato un percorso artistico che attraversa diverse fasi e spesso deriva da una passione per materiali poveri e riciclati. La sua attività artistica si muove spesso tra pittura, scultura, collage e installazione, sfiorando anche i campi adiacenti della poesia e della letteratura, grazie anche alle amicizie e ai rapporti professionali con alcuni dei più importanti intellettuali italiani della seconda metà del ventesimo secolo, da Emilio Villa a Cesare Garboli, da Leonardo Sciascia a Mario Luzi, da Cesare Zavattini a Pier Paolo Pasolini, da Alfonso Gatto a Sandro Penna a Venturino Venturi. Dopo le prime esperienze figurative, si trasferì a Roma all'inizio degli anni Sessanta, dove frequentò le gallerie La Salita, La Tartaruga e San Luca e presentò mostre introdotte da Emilio Villa.
Dal 1965 è tornato in Toscana. Si muove regolarmente nell’ambiente letterario del Premio Viareggio, una fonte di stimolanti conoscenze da Neruda a Longhi, da Pasolini a Buzzati, da Carlo Bo a Mino Maccari. A Firenze ha stretto amicizia con Romano Bilenchi, Mario Luzi e altri letterati. Nel 1966 ha lavorato con Mino Maccari alla progettazione delle scenografie per Naso di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič per il Maggio Musicale Fiorentino, la cui direzione fu affidata a Eduardo De Filippo. Nel 1971 Romano Bilenchi ha dedicato a lui la storia “Padre e figlio”, pubblicata in “L’Approdo” e poi nel libro “Amici” di Einaudi. Gli anni Settanta sono segnati da frequenti viaggi a Parigi, Londra, Berlino, Francoforte, Amsterdam, durante i quali entra in contatto con artisti come Wilfred Lam, Hans Hartung e Henry Moore. Nel frattempo si trasferì a Firenze e allestì il suo studio in Via Maggio. Lo Studio fiorentino, che fino ad oggi rappresenta un importante luogo per l’attività dell’artista, impressionò Mario Luzi con “la grande abbondanza, l’eccesso di colore che trabocca dai cumuli di tele accumulate”. In questo periodo dedicò al suo cane una significativa serie di opere Tobia, di cui Manlio Cancogni scrisse una delle storie pubblicate da Pananti. Nel 1998 lavorò a un ciclo di immagini composto da tre trittici, dedicati ai temi del Mistero, della Vita e della Morte, allestiti nell’anticappella del refettorio dell’Abbazia di Vallombrosa. Dopo una lunga conoscenza con le poesie e le opere teatrali di Samuel Beckett, dal 2000 creerà centinaia di opere a lui dedicate, tra cui molti libri d’artista interamente firmati, dipinti, collage e vari materiali. Nel 2004 l’Gabinetto Vieusseux di Firenze organizza una conferenza sull’opera di Francesconi nel Palazzo Strozzi a Firenze, con una presentazione tra gli altri del Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Firenze, Carlo Sisi; l’e controvolume verrà pubblicato nella rivista “Antologia Vieusseux”. In occasione del 90esimo compleanno di Mario Luzi Francesconi dedicò al suo amico poeta una lunga serie di ritratti “a memoria”, disegni, dipinti e collage, di cui alcuni furono poi donati al Gabinetto Vieusseux – Archivio Contemporaneo A. Bonsanti di Firenze. Nel 2008, insieme a Maicol Borghetti, girò il film Osmosi.
Litografia su carta a 5 colori – opera in basso a destra firmata a mano e in basso a sinistra numerata – 50 x 70 cm – Anno 1973 – tiratura limitata – esemplare 83/120 con certificato di garanzia – senza cornice – stato eccellente – collezione privata – acquisto e provenienza in Italia – spedizione tramite UPS, SDA, DHL, BRT e TNT
Biografie
È nato nel 1934 a Viareggio, dove vive ancora oggi. Partendo dalla sua prima mostra personale nel 1959, ha sviluppato un percorso artistico che attraversa diverse fasi e spesso deriva da una passione per materiali poveri e riciclati. La sua attività artistica si muove spesso tra pittura, scultura, collage e installazione, sfiorando anche i campi adiacenti della poesia e della letteratura, grazie anche alle amicizie e ai rapporti professionali con alcuni dei più importanti intellettuali italiani della seconda metà del ventesimo secolo, da Emilio Villa a Cesare Garboli, da Leonardo Sciascia a Mario Luzi, da Cesare Zavattini a Pier Paolo Pasolini, da Alfonso Gatto a Sandro Penna a Venturino Venturi. Dopo le prime esperienze figurative, si trasferì a Roma all'inizio degli anni Sessanta, dove frequentò le gallerie La Salita, La Tartaruga e San Luca e presentò mostre introdotte da Emilio Villa.
Dal 1965 è tornato in Toscana. Si muove regolarmente nell’ambiente letterario del Premio Viareggio, una fonte di stimolanti conoscenze da Neruda a Longhi, da Pasolini a Buzzati, da Carlo Bo a Mino Maccari. A Firenze ha stretto amicizia con Romano Bilenchi, Mario Luzi e altri letterati. Nel 1966 ha lavorato con Mino Maccari alla progettazione delle scenografie per Naso di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič per il Maggio Musicale Fiorentino, la cui direzione fu affidata a Eduardo De Filippo. Nel 1971 Romano Bilenchi ha dedicato a lui la storia “Padre e figlio”, pubblicata in “L’Approdo” e poi nel libro “Amici” di Einaudi. Gli anni Settanta sono segnati da frequenti viaggi a Parigi, Londra, Berlino, Francoforte, Amsterdam, durante i quali entra in contatto con artisti come Wilfred Lam, Hans Hartung e Henry Moore. Nel frattempo si trasferì a Firenze e allestì il suo studio in Via Maggio. Lo Studio fiorentino, che fino ad oggi rappresenta un importante luogo per l’attività dell’artista, impressionò Mario Luzi con “la grande abbondanza, l’eccesso di colore che trabocca dai cumuli di tele accumulate”. In questo periodo dedicò al suo cane una significativa serie di opere Tobia, di cui Manlio Cancogni scrisse una delle storie pubblicate da Pananti. Nel 1998 lavorò a un ciclo di immagini composto da tre trittici, dedicati ai temi del Mistero, della Vita e della Morte, allestiti nell’anticappella del refettorio dell’Abbazia di Vallombrosa. Dopo una lunga conoscenza con le poesie e le opere teatrali di Samuel Beckett, dal 2000 creerà centinaia di opere a lui dedicate, tra cui molti libri d’artista interamente firmati, dipinti, collage e vari materiali. Nel 2004 l’Gabinetto Vieusseux di Firenze organizza una conferenza sull’opera di Francesconi nel Palazzo Strozzi a Firenze, con una presentazione tra gli altri del Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Firenze, Carlo Sisi; l’e controvolume verrà pubblicato nella rivista “Antologia Vieusseux”. In occasione del 90esimo compleanno di Mario Luzi Francesconi dedicò al suo amico poeta una lunga serie di ritratti “a memoria”, disegni, dipinti e collage, di cui alcuni furono poi donati al Gabinetto Vieusseux – Archivio Contemporaneo A. Bonsanti di Firenze. Nel 2008, insieme a Maicol Borghetti, girò il film Osmosi.

