Canvas Fit - Alberto Ricardo - Corazón Eléctrico en la Ciudad de Neón: Corvette,





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Marchio: Canvas Fit - Alberto Ricardo; Tipo: Stampa d’arte su tela tramite Giclée; Modello: Corazón Eléctrico en la Ciudad de Neón: Corvette, 2023, Spagna, edizione limitata 2/5, 65 × 70 cm, firmata a mano, prodotta e venduta direttamente dall’artista.
Descrizione del venditore
Opera d'arte creata su tela professionale utilizzando la tecnica di stampa giclée su tela. Arte digitale realizzata con media contemporanei e intelligenza artificiale.
Opera d'arte dell'artista Canvas Fit-Alberto Ricardo realizzata con tecnica di stampa Giclée su tela professionale di alta qualità, 100% cotone, massima resistenza alla manipolazione e agli agenti esterni, della marca Eco Canvas Roma Glossy, satinata.
Garantiamo un prodotto durevole e di qualità visiva.
Dimensioni del dipinto 65 x 70 cm con profondità 5 cm.
Edizione limitata 2/5
Sul retro del pezzo potrà trovare i dati sull'opera.
La spedizione avverrà tramite la compagnia United Parcel Service (UPS), per la Spagna e l'Europa, e tramite la compagnia Fedex per il resto del mondo.
L'opera sarà arrotolata e protetta da diversi strati di imballaggio, come il pluriball, e collocata in un tubo resistente.
Una volta pagata l'opera, sono necessari tre giorni per il processo di imballaggio e consegna alla compagnia di spedizione.
Il pezzo arriverà al termine di dieci giorni, secondo il paese di destinazione.
In mezzo a una città che brilla come una galassia liquida, tra riflessi di neon e palazzi di vetro che sembrano sciogliersi sull’asfalto bagnato, nasce una figura che non appartiene del tutto al presente. È una Corvette classica, forse degli ultimi anni Cinquanta o dei primi Anni Sessanta, che scintilla come una cometa ribelle nella notte urbana. La carrozzeria, nera come l’inchiostro ma bagnata da tonalità viola, blu e rosse, raccoglie ogni luce come se fosse uno specchio dell’anima della città.
Questa auto non avanza, galleggia. Ogni curva del suo design evoca un'epoca in cui l'auto non era solo trasporto, ma promessa. Una promessa di avventura, di libertà, di giovinezza senza freni. Le linee muscolose del Corvette non parlano solo di velocità, ma di desiderio: il desiderio di rompere le regole, di percorrere la notte come se il tempo si fosse fermato proprio quando il rock and roll era ancora giovane e la benzina odorava di sogni.
L'angolazione dell'immagine, la posizione dominante della macchina e il suo volto luminoso — con quei quattro fari accesi come occhi accesi di passione — ci pongono di fronte a un protagonista assoluto. Non c'è nessuno al volante, ma si può immaginare chi lo guiderebbe: qualcuno che non teme la vertigine, che conosce il linguaggio della strada, che capisce che guidare di notte è anche una forma di meditazione, con il rombo del motore come mantra.
La cosa affascinante di questa scena è la sua atmosfera pittorica. Lo stile, una miscela di olio digitale e estetica cinematografica, trasforma la Corvette in un personaggio in più di un dipinto in movimento. Tutto è in vibrazione: la luce, il colore, il riflesso. È una città viva, ma la sua vita dipende da lui, da questo bolide classico che sembra assorbire l'energia di ogni lampione, di ogni finestra accesa, di ogni goccia di pioggia.
In un mondo saturo di auto intelligenti, elettriche, silenziose e prevedibili, questa Corvette grida una verità scomoda ma bella: l'anima ha anche bisogno di ruggire. E il suo rugito non è di rabbia, ma di gioia. Di una gioia meccanica ed emotiva che solo le auto nate nell'era dell'eccesso hanno saputo offrire. Lui non obbedisce al GPS, né calcola percorsi. Lui sceglie.
Per questo motivo, questa Corvette non è solo un veicolo. È un gesto. Un cenno al passato. Una dichiarazione estetica. È arte su ruote, cultura pop indurita in metallo e cromato. Alla sua presenza, l'asfalto diventa palcoscenico, e la notte, un campo di possibilità.
Perché finché esistono auto come questo, ci saranno sempre persone che cercano nel ruggito di un V8 la certezza che, almeno per qualche strada, la libertà abbia ancora una forma. E quella forma è bella, veloce ed eterna.
Opera d'arte creata su tela professionale utilizzando la tecnica di stampa giclée su tela. Arte digitale realizzata con media contemporanei e intelligenza artificiale.
Opera d'arte dell'artista Canvas Fit-Alberto Ricardo realizzata con tecnica di stampa Giclée su tela professionale di alta qualità, 100% cotone, massima resistenza alla manipolazione e agli agenti esterni, della marca Eco Canvas Roma Glossy, satinata.
Garantiamo un prodotto durevole e di qualità visiva.
Dimensioni del dipinto 65 x 70 cm con profondità 5 cm.
Edizione limitata 2/5
Sul retro del pezzo potrà trovare i dati sull'opera.
La spedizione avverrà tramite la compagnia United Parcel Service (UPS), per la Spagna e l'Europa, e tramite la compagnia Fedex per il resto del mondo.
L'opera sarà arrotolata e protetta da diversi strati di imballaggio, come il pluriball, e collocata in un tubo resistente.
Una volta pagata l'opera, sono necessari tre giorni per il processo di imballaggio e consegna alla compagnia di spedizione.
Il pezzo arriverà al termine di dieci giorni, secondo il paese di destinazione.
In mezzo a una città che brilla come una galassia liquida, tra riflessi di neon e palazzi di vetro che sembrano sciogliersi sull’asfalto bagnato, nasce una figura che non appartiene del tutto al presente. È una Corvette classica, forse degli ultimi anni Cinquanta o dei primi Anni Sessanta, che scintilla come una cometa ribelle nella notte urbana. La carrozzeria, nera come l’inchiostro ma bagnata da tonalità viola, blu e rosse, raccoglie ogni luce come se fosse uno specchio dell’anima della città.
Questa auto non avanza, galleggia. Ogni curva del suo design evoca un'epoca in cui l'auto non era solo trasporto, ma promessa. Una promessa di avventura, di libertà, di giovinezza senza freni. Le linee muscolose del Corvette non parlano solo di velocità, ma di desiderio: il desiderio di rompere le regole, di percorrere la notte come se il tempo si fosse fermato proprio quando il rock and roll era ancora giovane e la benzina odorava di sogni.
L'angolazione dell'immagine, la posizione dominante della macchina e il suo volto luminoso — con quei quattro fari accesi come occhi accesi di passione — ci pongono di fronte a un protagonista assoluto. Non c'è nessuno al volante, ma si può immaginare chi lo guiderebbe: qualcuno che non teme la vertigine, che conosce il linguaggio della strada, che capisce che guidare di notte è anche una forma di meditazione, con il rombo del motore come mantra.
La cosa affascinante di questa scena è la sua atmosfera pittorica. Lo stile, una miscela di olio digitale e estetica cinematografica, trasforma la Corvette in un personaggio in più di un dipinto in movimento. Tutto è in vibrazione: la luce, il colore, il riflesso. È una città viva, ma la sua vita dipende da lui, da questo bolide classico che sembra assorbire l'energia di ogni lampione, di ogni finestra accesa, di ogni goccia di pioggia.
In un mondo saturo di auto intelligenti, elettriche, silenziose e prevedibili, questa Corvette grida una verità scomoda ma bella: l'anima ha anche bisogno di ruggire. E il suo rugito non è di rabbia, ma di gioia. Di una gioia meccanica ed emotiva che solo le auto nate nell'era dell'eccesso hanno saputo offrire. Lui non obbedisce al GPS, né calcola percorsi. Lui sceglie.
Per questo motivo, questa Corvette non è solo un veicolo. È un gesto. Un cenno al passato. Una dichiarazione estetica. È arte su ruote, cultura pop indurita in metallo e cromato. Alla sua presenza, l'asfalto diventa palcoscenico, e la notte, un campo di possibilità.
Perché finché esistono auto come questo, ci saranno sempre persone che cercano nel ruggito di un V8 la certezza che, almeno per qualche strada, la libertà abbia ancora una forma. E quella forma è bella, veloce ed eterna.

