Valentino Ghiglia (1903-1960) - Pesce e limoni






Laurea magistrale in pittura rinascimentale, tirocinio Sotheby’s e 15 anni di esperienza.
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Dipinto olio Pesce e limoni di Valentino Ghiglia (1939), Italia, natura morta realista degli anni 1930, 52 × 31 cm, incorniciato con vetro, originale, in eccellenti condizioni.
Descrizione del venditore
L' opera ha cornice con vetro. Le dimensioni totali sono 44 x 65 x 3.
L' opera è già stata battuta in asta.
Spedizione effettuata con imballaggio rinforzato
Primogenito del pittore Oscar Ghiglia nacque a Maiano di Fiesole, presso Firenze, il 19 luglio 1903.
Pur risentendo della caratteristica cifra stilistica del padre, che impostava con sobrietà di disegno composizioni cariche di colore denso e acceso, Valentino Ghiglia amava confrontarsi con il paesaggio, studiava la natura, si alzava sovente alle prime luci dell'alba, vagando per le colline sopra Firenze, e tornando con abbozzi di paesaggio o con nature morte .
Nel 1929 espose insieme con il padre e con il fratello Paulo alla galleria Pesaro di Milano, quindi partecipò alle quadriennali di Roma, Trieste e Firenze.
A questo periodo di successi e incoraggiamenti, che arrivano agli anni Quaranta, corrisponde una ricerca pittorica per certi versi ancora legata all'impronta del padre, simile nella stesura pittorica, densa e come scheggiata, a lamelle di colore, tuttavia si intuisce che l'approccio all'immagine è più moderno vicino al realismo contemporaneo, nel periodo che vede affermarsi a Firenze il gruppo del Nuovo Umanesimo.
Nel dopoguerra Ghiglia confermò il proprio interesse per la veduta: dipinse paesaggi di Rosano, del Casentino, dell'isola del Giglio e dell'Elba, ma anche di Parigi, dove l'artista allestì due personali alla galleria Weil, in avenue Matignon, nell'ottobre del 1955 e nel gennaio del 1956.
Morì a Firenze il 25 agosto 1960.
L' opera ha cornice con vetro. Le dimensioni totali sono 44 x 65 x 3.
L' opera è già stata battuta in asta.
Spedizione effettuata con imballaggio rinforzato
Primogenito del pittore Oscar Ghiglia nacque a Maiano di Fiesole, presso Firenze, il 19 luglio 1903.
Pur risentendo della caratteristica cifra stilistica del padre, che impostava con sobrietà di disegno composizioni cariche di colore denso e acceso, Valentino Ghiglia amava confrontarsi con il paesaggio, studiava la natura, si alzava sovente alle prime luci dell'alba, vagando per le colline sopra Firenze, e tornando con abbozzi di paesaggio o con nature morte .
Nel 1929 espose insieme con il padre e con il fratello Paulo alla galleria Pesaro di Milano, quindi partecipò alle quadriennali di Roma, Trieste e Firenze.
A questo periodo di successi e incoraggiamenti, che arrivano agli anni Quaranta, corrisponde una ricerca pittorica per certi versi ancora legata all'impronta del padre, simile nella stesura pittorica, densa e come scheggiata, a lamelle di colore, tuttavia si intuisce che l'approccio all'immagine è più moderno vicino al realismo contemporaneo, nel periodo che vede affermarsi a Firenze il gruppo del Nuovo Umanesimo.
Nel dopoguerra Ghiglia confermò il proprio interesse per la veduta: dipinse paesaggi di Rosano, del Casentino, dell'isola del Giglio e dell'Elba, ma anche di Parigi, dove l'artista allestì due personali alla galleria Weil, in avenue Matignon, nell'ottobre del 1955 e nel gennaio del 1956.
Morì a Firenze il 25 agosto 1960.
