PAPE PIE VII - Dispense de consanguinité - 1823





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PAPA PIO VII - BREVE DI DISPENSA DALLA CONSANGUINEITÀ
Breve pontificale manoscritto in latino su pergamena di formato in-folio (46 × 28 cm) che concede una dispensa di consanguineità, indirizzato dal papa Pio VII alla diocesi di Périgueux, a Roma, il 30 gennaio 1823.
Firmato "A. Willaume" : Officialis deputatus "Pro Magistro Brevium". Controfirma di un verificatore della Segreteria delle Brevi. In basso a destra: "A Sub Dat." (a Subdatario) che indica l\'registrazione e la convalida da parte dell\'ufficio del Subdatario della Curia Romana, il 20 marzo 1823. Sul retro: "Guillaume", il segretario del vicariato di Périgueux. Sigillo di cera posto su carta, che permette l\' autenticazione del Breve.
Breve di Pio VII indirizzato al clero, relativo alla supplica di François Cordere e Anne Teillac, della diocesi di Périgueux. La coppia, proveniente da famiglie povere, richiede una dispensa matrimoniale a causa di un impedimento canonico di secondo grado di consanguinità e di affinità. Il papa, dopo aver ricordato il divieto di qualsiasi matrimonio forzato, autorizza l'istruttoria della pratica e
la possibilità di celebrare validamente il matrimonio, salvo la stretta osservanza delle forme del Concilio di Trento.
Testimonianza della cancelleria pontificia sotto Pio VII, questo documento unisce interesse giuridico e canonico (formule tipo sugli impedimenti al matrimonio e sulla dispensa) e storico (documento emanato da un papa alla fine del pontificato, contemporaneo della Restaurazione in Francia).
Contesto storico
Barnaba Chiaramonti, eletto papa nel 1800 con il nome di Pio VII, fu uno dei sovrani pontefici più significativi del XIX secolo: firmatario del Concordato del 1801 con Napoleone, prigioniero dell'Imperatore dal 1809 al 1814, poi restauratore del potere temporale degli Stati pontifici. Nel 1823, indebolito dalle prove, concludeva un lungo pontificato di 23 anni. Il breve illustra la pratica delle dispense matrimoniali concesse da Roma, indispensabili per aggirare gli impedimenti canonici di consanguineità o affinità, frequenti nelle comunità rurali. La clausola relativa al "rapt" riflette la vigilanza della Chiesa contro i matrimoni ottenuti con violenza.
Invio curato
PAPA PIO VII - BREVE DI DISPENSA DALLA CONSANGUINEITÀ
Breve pontificale manoscritto in latino su pergamena di formato in-folio (46 × 28 cm) che concede una dispensa di consanguineità, indirizzato dal papa Pio VII alla diocesi di Périgueux, a Roma, il 30 gennaio 1823.
Firmato "A. Willaume" : Officialis deputatus "Pro Magistro Brevium". Controfirma di un verificatore della Segreteria delle Brevi. In basso a destra: "A Sub Dat." (a Subdatario) che indica l\'registrazione e la convalida da parte dell\'ufficio del Subdatario della Curia Romana, il 20 marzo 1823. Sul retro: "Guillaume", il segretario del vicariato di Périgueux. Sigillo di cera posto su carta, che permette l\' autenticazione del Breve.
Breve di Pio VII indirizzato al clero, relativo alla supplica di François Cordere e Anne Teillac, della diocesi di Périgueux. La coppia, proveniente da famiglie povere, richiede una dispensa matrimoniale a causa di un impedimento canonico di secondo grado di consanguinità e di affinità. Il papa, dopo aver ricordato il divieto di qualsiasi matrimonio forzato, autorizza l'istruttoria della pratica e
la possibilità di celebrare validamente il matrimonio, salvo la stretta osservanza delle forme del Concilio di Trento.
Testimonianza della cancelleria pontificia sotto Pio VII, questo documento unisce interesse giuridico e canonico (formule tipo sugli impedimenti al matrimonio e sulla dispensa) e storico (documento emanato da un papa alla fine del pontificato, contemporaneo della Restaurazione in Francia).
Contesto storico
Barnaba Chiaramonti, eletto papa nel 1800 con il nome di Pio VII, fu uno dei sovrani pontefici più significativi del XIX secolo: firmatario del Concordato del 1801 con Napoleone, prigioniero dell'Imperatore dal 1809 al 1814, poi restauratore del potere temporale degli Stati pontifici. Nel 1823, indebolito dalle prove, concludeva un lungo pontificato di 23 anni. Il breve illustra la pratica delle dispense matrimoniali concesse da Roma, indispensabili per aggirare gli impedimenti canonici di consanguineità o affinità, frequenti nelle comunità rurali. La clausola relativa al "rapt" riflette la vigilanza della Chiesa contro i matrimoni ottenuti con violenza.
Invio curato

