Leo Rauth (1884-1913) - Venise de nuit






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Dipinto olio originale di Leo Rauth (1884–1913), Venise di notte, paesaggio urbano Bauhaus (1900–1910), firma a mano, 63,5 × 66 cm, peso 3 kg, origine Germania, venduto con cornice, edizione Original.
Descrizione del venditore
Pittore e grafico tedesco formato successivamente a Lipsia, Karlsruhe, Berlino e Monaco, nella classe di Franz von Stuck, Leo Rauth appartiene alla generazione che, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, rinnova la pittura figurativa ponendo maggiore attenzione alla luce artificiale, al decorativo e alla modernità urbana. Dopo soggiorni di studio a Parigi e a Venezia, si impone rapidamente sulla scena artistica di Lipsia a partire dal 1909, prima della sua prematura scomparsa nel 1913.
La veduta notturna di Venezia si inscrive in un contesto in cui la città lagunare costituisce un motivo principale della pittura europea, percepita sia come luogo di memoria, sia come teatro ed esperienza pittorica. All'inizio del XX secolo, Venezia di notte concentra le ricerche sugli effetti luminosi, sui riflessi acquatici e sulla trasformazione dello spazio urbano grazie all’illuminazione moderna, temi condivisi da numerosi artisti provenienti dal simbolismo tardivo e dai movimenti decorativi.
Questa opera riveste un rilievo particolare nella produzione di Rauth in quanto trasla, al di fuori del mondo del carnevale e dello spettacolo, le sue preoccupazioni essenziali sulla messa in scena della luce e dell’atmosfera. Il soggetto veneziano le permette di coniugare la tradizione iconografica e la sensibilità moderna, in accordo con le aspettative di un’epoca affascinata dalle città storiche reinterpretate attraverso la lente della modernità. Essa testimonia così l’iscrizione di Rauth nei dibattiti artistici contemporanei intorno al notturno, alla percezione e alla città come motivo pittorico autonomo.
Membro della Leipziger Secession e del Deutscher Künstlerbund, Rauth sviluppa un'opera rara, oggi poco rappresentata sul mercato, della quale questo dipinto costituisce una tappa significativa nella comprensione del suo posizionamento artistico all'interno della pittura tedesca degli anni 1900–1910.
Pittore e grafico tedesco formato successivamente a Lipsia, Karlsruhe, Berlino e Monaco, nella classe di Franz von Stuck, Leo Rauth appartiene alla generazione che, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, rinnova la pittura figurativa ponendo maggiore attenzione alla luce artificiale, al decorativo e alla modernità urbana. Dopo soggiorni di studio a Parigi e a Venezia, si impone rapidamente sulla scena artistica di Lipsia a partire dal 1909, prima della sua prematura scomparsa nel 1913.
La veduta notturna di Venezia si inscrive in un contesto in cui la città lagunare costituisce un motivo principale della pittura europea, percepita sia come luogo di memoria, sia come teatro ed esperienza pittorica. All'inizio del XX secolo, Venezia di notte concentra le ricerche sugli effetti luminosi, sui riflessi acquatici e sulla trasformazione dello spazio urbano grazie all’illuminazione moderna, temi condivisi da numerosi artisti provenienti dal simbolismo tardivo e dai movimenti decorativi.
Questa opera riveste un rilievo particolare nella produzione di Rauth in quanto trasla, al di fuori del mondo del carnevale e dello spettacolo, le sue preoccupazioni essenziali sulla messa in scena della luce e dell’atmosfera. Il soggetto veneziano le permette di coniugare la tradizione iconografica e la sensibilità moderna, in accordo con le aspettative di un’epoca affascinata dalle città storiche reinterpretate attraverso la lente della modernità. Essa testimonia così l’iscrizione di Rauth nei dibattiti artistici contemporanei intorno al notturno, alla percezione e alla città come motivo pittorico autonomo.
Membro della Leipziger Secession e del Deutscher Künstlerbund, Rauth sviluppa un'opera rara, oggi poco rappresentata sul mercato, della quale questo dipinto costituisce una tappa significativa nella comprensione del suo posizionamento artistico all'interno della pittura tedesca degli anni 1900–1910.
