Dino Migliorini (1907-2005) - Paesaggio con casa

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Paesaggio con casa di Dino Migliorini (anni '60), olio su masonite dall’Italia, originale firmato a mano, venduto con cornice, dimensioni dipinto 25 × 26 cm, in eccellenti condizioni.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Dino Migliorini (1907-2005)

Paesaggio con casa

Olio su masonite

Datazione: anni '60

Firmato in basso a sinistra: D migliorini

Al retro, sulla masonite, il numerale 2239 a inchiostro

Con cornice e vetro

Dimensioni dipinto: 25x26 cm

Dimensioni cornice: 48x48 cm

In ottime condizioni: pronto per essere posto in collezione (si vedano le immagini)

ATTENZIONE:
Non si effettuano spedizioni verso gli Stati Uniti perché in Italia, a causa dell'introduzione dei dazi, non vi e' alcun corriere che consente di inviare merci per un privato


Dino Migliorini (1907 - 2005)

17 febbraio 1907 – Dino Migliorini nasce a San Donato in Collina, nel comune di Rignano sull’Arno (FI).

1924 – Si trasferisce a Firenze e diviene allievo di Garibaldo Cepparelli.

1927/1940 – Studia disegno accademico e pittura. Nel contempo svolge diverse attività lavorative fra cui quelle di: usciere per il “Nuovo Giornale”, decoratore di ceramica alla Richard-Ginori e restauratore alle Belle Arti. Frequenta i pittori Bacci, Soffici e Rosai.

1931 – Presenta la prima mostra alla galleria “Lyceum” a Firenze.

1938 – Realizza l’affresco “Il buon Samaritano” per la sagrestia della chiesa di

S. Maria a Ricorboli in Firenze.

1941 – Dipinge “Il Battesimo del Cristo” per la Chiesa di San Donato in Collina (FI).

1946 – La Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti acquista due sue opere.

1959/1962 – Si trasferisce a Roma.

1960 – Esegue il ritratto della principessa Maria Pia di Savoia.

1961 – Ritrae Papa Giovanni XXIII.

1974 – Espone alla “Galerie Aziza” di Londra, Inghilterra.

1974 e 1983 – L’Osservatore Romano gli dedica due recensioni.

2003 – “Ratiopharm Italia” realizza un calendario monografico dedicato alla sua pittura.

2004 – Riceve la Medaglia d’argento della Regione Toscana: “in riconoscimento della sua opera secolare per Firenze e la Toscana”, in occasione della presentazione della sua ultima mostra al Consiglio Regionale della Toscana.

18 febbraio 2005 – Dino Migliorini muore a Contea, nel comune di Rufina (FI).

2.2 – BIOGRAFIA a cura di Giovanni Graziano
Migliorini nasce “settimino” il 17 febbraio 1907 in un’umile famiglia di coloni, nel podere “La Badiuzza”, nei pressi di San Donato in Collina, frazione del Comune di Rignano sull’Arno. Frequenta fino alla terza classe la scuola elementare della vicina Troghi e, mostrando una precoce abilità per il disegno, è avviato giovanissimo agli studi artistici, grazie all’interessamento della contessa Giulia Corinaldi Padua della “Villa Torre a Cona”. Dario Buschini, un pittore post-macchiaiolo reduce dalla I guerra mondiale, è il suo primo maestro fra il 1921 e il 1922. Nel 1923 la famiglia Migliorini si trasferisce nella frazione di Troghi e, successivamente, nel 1926 a Grassina nel comune di Bagno a Ripoli (FI).

Dal 1924 Migliorini è a Firenze. Agli inizi abita nel palazzo della contessa Corinaldi che finanzia anche i suoi studi serali di disegno accademico con il professor Garibaldo Cepparelli (1860 – 1931) per circa sette anni. Nel contempo Migliorini comincia a lavorare come garzone presso un pizzicagnolo e poi per circa due anni è assunto come portiere i notte al “Nuovo Giornale”, dove ha la possibilità di mostrare le sue doti di disegnatore ritraendo le personalità che visitano la redazione (fra cui Italo Balbo) ed illustrando gli articoli di Guido Fanfani.


1928 – Ritratto di bimba
Nel 1928 Il “Nuovo Giornale” gli dedica una recensione con la pubblicazione del “ritratto di bimba” (Annalisa, nipote del professor Murri di Bologna); l’articolo è di Otello Masini.

In seguito, prova a fare il decoratore alla Richard-Ginori, dove conosce Giò Ponti che, visti alcuni suoi ritratti, lo sprona a non perder tempo con la decorazione ed a dedicarsi alla pittura. Successivamente, e per circa un anno e mezzo, trova lavoro come restauratore alle Belle Arti.

Nel 1931 la Galleria Lyceum di Firenze presenta al pubblico la prima mostra delle opere di Migliorini, proposte per l’occasione insieme a quelle dello scultore ceramista Ugo Ciapini (1866 – 1931 ?).

Negli anni Trenta, Migliorini vive già della sua pittura, o meglio, come lui stesso asserisce “sopravvive”, dipingendo “per il vitto e l’alloggio”.


1934 – La Verna (AR) Bacci, Bargellini e Migliorini
Nel 1934 conosce Baccio Maria Bacci che diviene per lui un maestro di vita, oltre che di pittura. Per quattro anni, d’estate, Migliorini accompagna Bacci al Santuario di La Verna (AR), dove il maestro di Fiesole è impegnato nella realizzazione di un ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco, impegnandosi nella preparazione dei colori, nella foratura dei cartoni e nello spolvero della sinopia.

Nel 1936 espone per la prima personale in una galleria di Via Cavour in Firenze. La mostra è recensita dal quotidiano “La Nazione” che segnala “un buon successo di pubblico”.

Nel 1937 conosce Ardengo Soffici, suo compaesano, da sempre un suo punto di riferimento artistico. Sul finire degli anni ’30 Migliorini comincia a frequentare anche Ottone Rosai e le “Giubbe Rosse”, abituale ritrovo di artisti ed intellettuali fiorentini.



Nel 1938 realizza l’affresco “Il buon samaritano”, nella sacrestia della chiesa di Ricorboli in Firenze; la fotografia dell’opera è pubblicata su “L’Avvenire d’Italia”. Nello stesso anno a Rignano il Cav. Rodolfo Bruschi organizza una mostra d’arte “per incoraggiare un cittadino nato ed allevato nel nostro Comune: Dino Migliorini il quale da modesto agricoltore si avvia a raggiungere la meta, con l’incoraggiamento di abili Maestri, il Prof. Ardengo Soffici anch’Esso nato a Rignano e l’Esimio Prof. Baccio Maria Bacci Presidente del Sindacato Ingegneri e Architetti di Firenze”.

Nel 1939 il critico Raffaello Franchi (1899-1949) recensisce sulla rivista d’arte “Emporium” la sua seconda mostra personale allestita alla Galleria d’arte Firenze, segnalando che Migliorini “dimostra di possedere larga e sensibile l’apertura dello sguardo sugli aspetti della natura, e facoltà selettive di plastico, buone e non affatto sforzate”. Anche La Nazione recensisce tale mostra con un articolo di Aniceto del Massa che indica la pittura del Migliorini “per il fresco e franco linguaggio”… “degna di attenzione”.

Nel 1941 il parroco della chiesa di San Donato in Collina gli commissiona un quadro per il fonte battesimale: Il Battesimo del Cristo. Per tale dipinto Migliorini si ispira all’omonima Ottone opera di Piero della Francesca

Dopo qualche anno, probabilmente nel 1946, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti acquista due opere, un paesaggio ed un ritratto di bambina (Cecilia Marsili Libelli).

Nel 1946 è ospitato, per un breve periodo, da Ottone Rosai.

Nel 1947 Ardengo Soffici, nel presentare la mostra di Migliorini e Warden alla “Galleria Firenze”, rileva “un ‘energia di esecuzione e una fresca arditezza di colori senza dubbio notevole”, definendolo “sincero cercatore di verità pittorica”.

Nel 1954 Migliorini partecipa all’esposizione d’arte internazionale “La pittura di piccolo formato” a Bergamo e si propone a Milano con una mostra personale che riporta il giudizio favorevole del critico Leonardo Borgese; la mostra è presentata da Michele Campana, che rileva “la solidità della costruzione” e la “coloritura violenta”.

Per alcuni anni (1959 – 1962) soggiorna spesso a Roma, che lo colpisce con la sua “monumentalità storica”, più volte rievocata ed interpretata nelle sue opere. A Roma viene a contatto con gli artisti che frequentano il “Caffè Rosati” a Piazza del Popolo (Maccari, Monachesi, Fantuzzi) e visita De Chirico nel suo studio di Piazza di Spagna.

Nel 1960 esegue il ritratto della principessa Maria Pia di Savoia (diversi organi di stampa, fra cui “Il Corriere della Sera” pubblicano la fotografia della consegna del dipinto).

Nel 1961 ha l’opportunità di ritrarre Papa Giovanni XXIII e realizza diverse opere, fra cui “la fine della guerra” e “Spazio cosmico” (mosaico), per “la Casa del popolo” un circolo culturale dell’Antella, località nei pressi di Firenze.

Nel 1962, esegue un’opera di grandi dimensioni ” Maremma” per la sala consiliare del comune di Cinigiano (GR).

A Roma nel 1962, alla galleria “Il Camino”, è presentato come un “sensibile interprete dell’epoca in cui vive”, che “trasmette nei suoi dipinti il tormento e la scontentezza della sua generazione, caratterizzata da travaglio di ricerche per nuove espressioni”.

Espone ancora a Roma nel 1966, alla galleria “Il Babuino”; la mostra è recensita dalla RAI nel programma “La ronda delle arti”, che segnala un “gusto per la rudezza, che si fa apprezzare soprattutto nelle nature morte e nelle composizioni di stampo cubista”.

A Bologna nel 1967, “Il Resto del Carlino” evidenzia “un caldo e acceso pittoricismo”.

Nel 1968 espone a Cortina d’Ampezzo, al circolo artistico dell’Ente Cortinese di Cultura e ad Ancona, dove la mostra è recensita da “L’Unità” che rileva “un mondo geometrizzante dove tutto esprime la malinconia di un artista singolare”.

Nel 1970 il Comune di Rignano gli dedica una mostra antologica “per dimostrare ampiamente a quali schietti valori artistici sia arrivato questo figlio della sua terra”.

Nel 1974 partecipa alla “The Italian Season”, allestita alla “Galerie Aziza” di Londra, presentato come “a pupil of the very countryside”. Nello stesso anno Biagioni Gazzoli su “L’Osservatore Romano” lo indica come un “punto di paragone e confronto, non solo ad una pittura regionale, ma a quella di un ambito mediterraneo“.

Nel 1975, espone a Lugano alla galleria “La Madonnetta”. Gli anni che seguono sono caratterizzati da un’intensa attività espositiva, numerose le mostre organizzate in giro per l’Italia, di rilievo quelle allestite a Firenze alla “Galleria Pananti” nel 1982 e a Roma, in Piazza Monte Citorio, alla “Galleria Paesi Nuovi” nel 1985.

Nel 1983, ancora su “L’Osservatore Romano”, Maria Bernardini definisce i suoi paesaggi come “visioni di un paese dell’anima”.

Nel 1990, un suo dipinto: “Il ciclista e la fabbrica” è riprodotto sulla locandina del 45° Gran Premio di Ciclismo – Industria e Commercio di Prato.

Nel 1998, il Comune di Rignano sull’Arno promuove la mostra antologica “La copia, il dettato e la composizione”. Una selezione delle opere esposte è riproposta, nel 1999, a Firenze alla “Galleria via Larga” della Provincia di Firenze.

Nel 2000, la Basilica della SS.Annunziata in Firenze, accoglie una mostra di opere con soggetti sacri che riscuotono il lusinghiero apprezzamento di Corrado Marsan: “…degne di un ipotetico grande museo dell’arte sacra del Novecento Italiano”.

Nel 2002, Il Comune di Loro Ciuffenna (AR) ospita una mostra dedicata all’attività di ricerca dell’artista; la mostra è visitata anche dal Presidente della Giunta Regionale della Toscana.

Nel 2003, la “Ratiopharm Italia” dedica alla pittura di Dino Migliorini un calendario monografico, con una tiratura di 35.000 copie.

Il 3 giugno 2004, il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana On. Riccardo Nencini consegna a Dino Migliorini la medaglia d’argento della Regione Toscana “in riconoscimento della sua opera secolare per Firenze e la Toscana” in occasione dell’inaugurazione della mostra antologica: “Dallo studio del vero alla realtà sognata” promossa dal Consiglio Regionale della Toscana.

Il 26 luglio 2004 Migliorini chiude lo studio d’arte in via Condotta n. 12 a Firenze e smette di dipingere.

Dino Migliorini muore il 18 febbraio 2005 a Contea nel comune di Rufina (FI). Il quotidiano “Il Giornale” nell’articolo che ne annuncia la scomparsa, lo ricorda quale “ritrattista sensibile e grande paesaggista”.

Il Comune di Firenze con l’assessore alle tradizioni popolari fiorentine Eugenio Giani nel comunicato stampa diramato ricorda che “con la scomparsa di Migliorini, uno dei grandi allievi di Ardengo Soffici, viene a mancare un importante interprete della tradizione fiorentina del Novecento”.

Mostre retrospettive:

Nel mese di maggio del 2006 le “composizioni sacre” di Dino Migliorini sono esposte nel Museo Diocesano di Arte Sacra della Curia Arcivescovile di Firenze. Don Sergio Pacciani, Direttore dell’Ufficio Arte Sacra così dice di Migliorini: “Un’artista che ha toccato temi che sono parte del vissuto comune e sono già un ‘codice’ di lettura dell’arte pittorica del Novecento”. Le composizioni sacre dell’artista sono collocate nella sala della “sacrestia” che accoglie le opere di importanti autori del passato quali: Giotto, Masolino, Paolo Uccello.

Dal 7 ottobre al 10 dicembre 2006 le composizioni sacre di Migliorini sono in mostra nella Sala dei marmi del Complesso Museale di S. Chiara a Napoli. La curatrice della mostra, Roberta Polidoro, lo indica come “punto di riferimento per una pittura che, da regionale, assume un respiro più ampio, fino a raggiungere una dimensione mediterranea”.

Nel settembre del 2010 la Provincia di Firenze ospita nel Palazzo Medici Riccardi la mostra “Aura – Valdarno: l’armonia del colore”. Il Presidente della Provincia, Andrea Barducci, sottolinea che l’esposizione ha lo scopo di “celebrare il talento dell’artista rignanese”.

Dal 5 febbraio al 6 marzo 2011 la Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo presenta la mostra antologica: “Bellezza Sogno Realtà”. Il sindaco Giuseppe Fanfani evidenzia che: “colore, luce, genuina religiosità primaria, amore per la propria terra…..Tutto questo è Dino Migliorini.”

Nel mese di maggio 2014 la Casa d’Arte e Cultura “Zum Gugger” di Bad Wörishofen in Germania propone la mostra: Dino Migliorini”.

Dino Migliorini (1907-2005)

Paesaggio con casa

Olio su masonite

Datazione: anni '60

Firmato in basso a sinistra: D migliorini

Al retro, sulla masonite, il numerale 2239 a inchiostro

Con cornice e vetro

Dimensioni dipinto: 25x26 cm

Dimensioni cornice: 48x48 cm

In ottime condizioni: pronto per essere posto in collezione (si vedano le immagini)

ATTENZIONE:
Non si effettuano spedizioni verso gli Stati Uniti perché in Italia, a causa dell'introduzione dei dazi, non vi e' alcun corriere che consente di inviare merci per un privato


Dino Migliorini (1907 - 2005)

17 febbraio 1907 – Dino Migliorini nasce a San Donato in Collina, nel comune di Rignano sull’Arno (FI).

1924 – Si trasferisce a Firenze e diviene allievo di Garibaldo Cepparelli.

1927/1940 – Studia disegno accademico e pittura. Nel contempo svolge diverse attività lavorative fra cui quelle di: usciere per il “Nuovo Giornale”, decoratore di ceramica alla Richard-Ginori e restauratore alle Belle Arti. Frequenta i pittori Bacci, Soffici e Rosai.

1931 – Presenta la prima mostra alla galleria “Lyceum” a Firenze.

1938 – Realizza l’affresco “Il buon Samaritano” per la sagrestia della chiesa di

S. Maria a Ricorboli in Firenze.

1941 – Dipinge “Il Battesimo del Cristo” per la Chiesa di San Donato in Collina (FI).

1946 – La Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti acquista due sue opere.

1959/1962 – Si trasferisce a Roma.

1960 – Esegue il ritratto della principessa Maria Pia di Savoia.

1961 – Ritrae Papa Giovanni XXIII.

1974 – Espone alla “Galerie Aziza” di Londra, Inghilterra.

1974 e 1983 – L’Osservatore Romano gli dedica due recensioni.

2003 – “Ratiopharm Italia” realizza un calendario monografico dedicato alla sua pittura.

2004 – Riceve la Medaglia d’argento della Regione Toscana: “in riconoscimento della sua opera secolare per Firenze e la Toscana”, in occasione della presentazione della sua ultima mostra al Consiglio Regionale della Toscana.

18 febbraio 2005 – Dino Migliorini muore a Contea, nel comune di Rufina (FI).

2.2 – BIOGRAFIA a cura di Giovanni Graziano
Migliorini nasce “settimino” il 17 febbraio 1907 in un’umile famiglia di coloni, nel podere “La Badiuzza”, nei pressi di San Donato in Collina, frazione del Comune di Rignano sull’Arno. Frequenta fino alla terza classe la scuola elementare della vicina Troghi e, mostrando una precoce abilità per il disegno, è avviato giovanissimo agli studi artistici, grazie all’interessamento della contessa Giulia Corinaldi Padua della “Villa Torre a Cona”. Dario Buschini, un pittore post-macchiaiolo reduce dalla I guerra mondiale, è il suo primo maestro fra il 1921 e il 1922. Nel 1923 la famiglia Migliorini si trasferisce nella frazione di Troghi e, successivamente, nel 1926 a Grassina nel comune di Bagno a Ripoli (FI).

Dal 1924 Migliorini è a Firenze. Agli inizi abita nel palazzo della contessa Corinaldi che finanzia anche i suoi studi serali di disegno accademico con il professor Garibaldo Cepparelli (1860 – 1931) per circa sette anni. Nel contempo Migliorini comincia a lavorare come garzone presso un pizzicagnolo e poi per circa due anni è assunto come portiere i notte al “Nuovo Giornale”, dove ha la possibilità di mostrare le sue doti di disegnatore ritraendo le personalità che visitano la redazione (fra cui Italo Balbo) ed illustrando gli articoli di Guido Fanfani.


1928 – Ritratto di bimba
Nel 1928 Il “Nuovo Giornale” gli dedica una recensione con la pubblicazione del “ritratto di bimba” (Annalisa, nipote del professor Murri di Bologna); l’articolo è di Otello Masini.

In seguito, prova a fare il decoratore alla Richard-Ginori, dove conosce Giò Ponti che, visti alcuni suoi ritratti, lo sprona a non perder tempo con la decorazione ed a dedicarsi alla pittura. Successivamente, e per circa un anno e mezzo, trova lavoro come restauratore alle Belle Arti.

Nel 1931 la Galleria Lyceum di Firenze presenta al pubblico la prima mostra delle opere di Migliorini, proposte per l’occasione insieme a quelle dello scultore ceramista Ugo Ciapini (1866 – 1931 ?).

Negli anni Trenta, Migliorini vive già della sua pittura, o meglio, come lui stesso asserisce “sopravvive”, dipingendo “per il vitto e l’alloggio”.


1934 – La Verna (AR) Bacci, Bargellini e Migliorini
Nel 1934 conosce Baccio Maria Bacci che diviene per lui un maestro di vita, oltre che di pittura. Per quattro anni, d’estate, Migliorini accompagna Bacci al Santuario di La Verna (AR), dove il maestro di Fiesole è impegnato nella realizzazione di un ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco, impegnandosi nella preparazione dei colori, nella foratura dei cartoni e nello spolvero della sinopia.

Nel 1936 espone per la prima personale in una galleria di Via Cavour in Firenze. La mostra è recensita dal quotidiano “La Nazione” che segnala “un buon successo di pubblico”.

Nel 1937 conosce Ardengo Soffici, suo compaesano, da sempre un suo punto di riferimento artistico. Sul finire degli anni ’30 Migliorini comincia a frequentare anche Ottone Rosai e le “Giubbe Rosse”, abituale ritrovo di artisti ed intellettuali fiorentini.



Nel 1938 realizza l’affresco “Il buon samaritano”, nella sacrestia della chiesa di Ricorboli in Firenze; la fotografia dell’opera è pubblicata su “L’Avvenire d’Italia”. Nello stesso anno a Rignano il Cav. Rodolfo Bruschi organizza una mostra d’arte “per incoraggiare un cittadino nato ed allevato nel nostro Comune: Dino Migliorini il quale da modesto agricoltore si avvia a raggiungere la meta, con l’incoraggiamento di abili Maestri, il Prof. Ardengo Soffici anch’Esso nato a Rignano e l’Esimio Prof. Baccio Maria Bacci Presidente del Sindacato Ingegneri e Architetti di Firenze”.

Nel 1939 il critico Raffaello Franchi (1899-1949) recensisce sulla rivista d’arte “Emporium” la sua seconda mostra personale allestita alla Galleria d’arte Firenze, segnalando che Migliorini “dimostra di possedere larga e sensibile l’apertura dello sguardo sugli aspetti della natura, e facoltà selettive di plastico, buone e non affatto sforzate”. Anche La Nazione recensisce tale mostra con un articolo di Aniceto del Massa che indica la pittura del Migliorini “per il fresco e franco linguaggio”… “degna di attenzione”.

Nel 1941 il parroco della chiesa di San Donato in Collina gli commissiona un quadro per il fonte battesimale: Il Battesimo del Cristo. Per tale dipinto Migliorini si ispira all’omonima Ottone opera di Piero della Francesca

Dopo qualche anno, probabilmente nel 1946, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti acquista due opere, un paesaggio ed un ritratto di bambina (Cecilia Marsili Libelli).

Nel 1946 è ospitato, per un breve periodo, da Ottone Rosai.

Nel 1947 Ardengo Soffici, nel presentare la mostra di Migliorini e Warden alla “Galleria Firenze”, rileva “un ‘energia di esecuzione e una fresca arditezza di colori senza dubbio notevole”, definendolo “sincero cercatore di verità pittorica”.

Nel 1954 Migliorini partecipa all’esposizione d’arte internazionale “La pittura di piccolo formato” a Bergamo e si propone a Milano con una mostra personale che riporta il giudizio favorevole del critico Leonardo Borgese; la mostra è presentata da Michele Campana, che rileva “la solidità della costruzione” e la “coloritura violenta”.

Per alcuni anni (1959 – 1962) soggiorna spesso a Roma, che lo colpisce con la sua “monumentalità storica”, più volte rievocata ed interpretata nelle sue opere. A Roma viene a contatto con gli artisti che frequentano il “Caffè Rosati” a Piazza del Popolo (Maccari, Monachesi, Fantuzzi) e visita De Chirico nel suo studio di Piazza di Spagna.

Nel 1960 esegue il ritratto della principessa Maria Pia di Savoia (diversi organi di stampa, fra cui “Il Corriere della Sera” pubblicano la fotografia della consegna del dipinto).

Nel 1961 ha l’opportunità di ritrarre Papa Giovanni XXIII e realizza diverse opere, fra cui “la fine della guerra” e “Spazio cosmico” (mosaico), per “la Casa del popolo” un circolo culturale dell’Antella, località nei pressi di Firenze.

Nel 1962, esegue un’opera di grandi dimensioni ” Maremma” per la sala consiliare del comune di Cinigiano (GR).

A Roma nel 1962, alla galleria “Il Camino”, è presentato come un “sensibile interprete dell’epoca in cui vive”, che “trasmette nei suoi dipinti il tormento e la scontentezza della sua generazione, caratterizzata da travaglio di ricerche per nuove espressioni”.

Espone ancora a Roma nel 1966, alla galleria “Il Babuino”; la mostra è recensita dalla RAI nel programma “La ronda delle arti”, che segnala un “gusto per la rudezza, che si fa apprezzare soprattutto nelle nature morte e nelle composizioni di stampo cubista”.

A Bologna nel 1967, “Il Resto del Carlino” evidenzia “un caldo e acceso pittoricismo”.

Nel 1968 espone a Cortina d’Ampezzo, al circolo artistico dell’Ente Cortinese di Cultura e ad Ancona, dove la mostra è recensita da “L’Unità” che rileva “un mondo geometrizzante dove tutto esprime la malinconia di un artista singolare”.

Nel 1970 il Comune di Rignano gli dedica una mostra antologica “per dimostrare ampiamente a quali schietti valori artistici sia arrivato questo figlio della sua terra”.

Nel 1974 partecipa alla “The Italian Season”, allestita alla “Galerie Aziza” di Londra, presentato come “a pupil of the very countryside”. Nello stesso anno Biagioni Gazzoli su “L’Osservatore Romano” lo indica come un “punto di paragone e confronto, non solo ad una pittura regionale, ma a quella di un ambito mediterraneo“.

Nel 1975, espone a Lugano alla galleria “La Madonnetta”. Gli anni che seguono sono caratterizzati da un’intensa attività espositiva, numerose le mostre organizzate in giro per l’Italia, di rilievo quelle allestite a Firenze alla “Galleria Pananti” nel 1982 e a Roma, in Piazza Monte Citorio, alla “Galleria Paesi Nuovi” nel 1985.

Nel 1983, ancora su “L’Osservatore Romano”, Maria Bernardini definisce i suoi paesaggi come “visioni di un paese dell’anima”.

Nel 1990, un suo dipinto: “Il ciclista e la fabbrica” è riprodotto sulla locandina del 45° Gran Premio di Ciclismo – Industria e Commercio di Prato.

Nel 1998, il Comune di Rignano sull’Arno promuove la mostra antologica “La copia, il dettato e la composizione”. Una selezione delle opere esposte è riproposta, nel 1999, a Firenze alla “Galleria via Larga” della Provincia di Firenze.

Nel 2000, la Basilica della SS.Annunziata in Firenze, accoglie una mostra di opere con soggetti sacri che riscuotono il lusinghiero apprezzamento di Corrado Marsan: “…degne di un ipotetico grande museo dell’arte sacra del Novecento Italiano”.

Nel 2002, Il Comune di Loro Ciuffenna (AR) ospita una mostra dedicata all’attività di ricerca dell’artista; la mostra è visitata anche dal Presidente della Giunta Regionale della Toscana.

Nel 2003, la “Ratiopharm Italia” dedica alla pittura di Dino Migliorini un calendario monografico, con una tiratura di 35.000 copie.

Il 3 giugno 2004, il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana On. Riccardo Nencini consegna a Dino Migliorini la medaglia d’argento della Regione Toscana “in riconoscimento della sua opera secolare per Firenze e la Toscana” in occasione dell’inaugurazione della mostra antologica: “Dallo studio del vero alla realtà sognata” promossa dal Consiglio Regionale della Toscana.

Il 26 luglio 2004 Migliorini chiude lo studio d’arte in via Condotta n. 12 a Firenze e smette di dipingere.

Dino Migliorini muore il 18 febbraio 2005 a Contea nel comune di Rufina (FI). Il quotidiano “Il Giornale” nell’articolo che ne annuncia la scomparsa, lo ricorda quale “ritrattista sensibile e grande paesaggista”.

Il Comune di Firenze con l’assessore alle tradizioni popolari fiorentine Eugenio Giani nel comunicato stampa diramato ricorda che “con la scomparsa di Migliorini, uno dei grandi allievi di Ardengo Soffici, viene a mancare un importante interprete della tradizione fiorentina del Novecento”.

Mostre retrospettive:

Nel mese di maggio del 2006 le “composizioni sacre” di Dino Migliorini sono esposte nel Museo Diocesano di Arte Sacra della Curia Arcivescovile di Firenze. Don Sergio Pacciani, Direttore dell’Ufficio Arte Sacra così dice di Migliorini: “Un’artista che ha toccato temi che sono parte del vissuto comune e sono già un ‘codice’ di lettura dell’arte pittorica del Novecento”. Le composizioni sacre dell’artista sono collocate nella sala della “sacrestia” che accoglie le opere di importanti autori del passato quali: Giotto, Masolino, Paolo Uccello.

Dal 7 ottobre al 10 dicembre 2006 le composizioni sacre di Migliorini sono in mostra nella Sala dei marmi del Complesso Museale di S. Chiara a Napoli. La curatrice della mostra, Roberta Polidoro, lo indica come “punto di riferimento per una pittura che, da regionale, assume un respiro più ampio, fino a raggiungere una dimensione mediterranea”.

Nel settembre del 2010 la Provincia di Firenze ospita nel Palazzo Medici Riccardi la mostra “Aura – Valdarno: l’armonia del colore”. Il Presidente della Provincia, Andrea Barducci, sottolinea che l’esposizione ha lo scopo di “celebrare il talento dell’artista rignanese”.

Dal 5 febbraio al 6 marzo 2011 la Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo presenta la mostra antologica: “Bellezza Sogno Realtà”. Il sindaco Giuseppe Fanfani evidenzia che: “colore, luce, genuina religiosità primaria, amore per la propria terra…..Tutto questo è Dino Migliorini.”

Nel mese di maggio 2014 la Casa d’Arte e Cultura “Zum Gugger” di Bad Wörishofen in Germania propone la mostra: Dino Migliorini”.

Dettagli

Artista
Dino Migliorini (1907-2005)
Venduto con cornice
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Paesaggio con casa
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Italia
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
25 cm
Larghezza
26 cm
Raffigurazione/Tematica
Paesaggio
Stile
Realismo
Periodo
1960-1970
ItaliaVerificato
381
Oggetti venduti
94,29%
Privato

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