Rolando Nicodemi (1922-2014) - Bottiglia con tazza e pane





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Olìa su tela natura morta di Rolando Nicodemi (1922–2014), intitolata Bottiglia con tazza e pane, del 1993, Originale, firmata, con cornice; 70 × 50 cm.
Descrizione del venditore
Sulla scia delle rappresentazioni di questo genere, il pittore Nicodemi realizza una natura morta in cui oggetti inanimati che solitamente appartengono al mondo naturale; cesti di frutta, fiori, anche oggetti che possono essere collegati all’ambiente quotidiano, nella loro staticità. Il genere torna in auge nel XVII secolo, non solo aveva lo scopo di esaltare la pittura ma anche nascondere determinati concetti filosofici. Questo tipo di attitudine a riflettere sulla concezione pittorica e filosofica dei dipinti ci porta fino all’arte Metafisica del Novecento, dove numerosi artisti si interrogheranno sull’esistenza umana proprio attraverso l’arte. Artisti come Carlo Carrà, Giorgio Morandi e soprattutto Filippo de Pisis sembrano essere stati i maestri del pittore Nicodemi che ha saputo, in tempi più recenti, tradurre la lezione plastica che si accompagna ad un ritorno all’ordine e al colore.
Rolando Nicodemi tratta la materia pittorica con grande rigore e essenzialità, senza tralasciare il dato estetico. La composizione è bene calibrata, dove tutti gli oggetti trovano la loro dimensione. La pittura molto delicata lascia spazio anche a dei toni d’ombra che ne esaltano la profondità. A questo si legano dei toni delicati che accentuano la morbidezza dei soggetti rappresentati. La solidità formale, inoltre, consolida gli oggetti presenti sul tavolo, rendendo anche una prospettiva del tavolo in maniera esaustiva e non banale.
L’artista Rolando Nicodemi nasce a Ferrara nel 1922 e muore nella sua città nel 2014. La caratterizzazione della pittura di Rolando Nicodemi ha sicuramente radici nell’arte plastica del Novecento dove si fanno avanti correnti come la metafisica che riscoprirà l’essenza concettuale della natura morta.
Il dipinto è olio su tela di dimensioni 50x70, con la cornice misura 70x90 circa.
Il libro sull'artista non è compreso.
Sulla scia delle rappresentazioni di questo genere, il pittore Nicodemi realizza una natura morta in cui oggetti inanimati che solitamente appartengono al mondo naturale; cesti di frutta, fiori, anche oggetti che possono essere collegati all’ambiente quotidiano, nella loro staticità. Il genere torna in auge nel XVII secolo, non solo aveva lo scopo di esaltare la pittura ma anche nascondere determinati concetti filosofici. Questo tipo di attitudine a riflettere sulla concezione pittorica e filosofica dei dipinti ci porta fino all’arte Metafisica del Novecento, dove numerosi artisti si interrogheranno sull’esistenza umana proprio attraverso l’arte. Artisti come Carlo Carrà, Giorgio Morandi e soprattutto Filippo de Pisis sembrano essere stati i maestri del pittore Nicodemi che ha saputo, in tempi più recenti, tradurre la lezione plastica che si accompagna ad un ritorno all’ordine e al colore.
Rolando Nicodemi tratta la materia pittorica con grande rigore e essenzialità, senza tralasciare il dato estetico. La composizione è bene calibrata, dove tutti gli oggetti trovano la loro dimensione. La pittura molto delicata lascia spazio anche a dei toni d’ombra che ne esaltano la profondità. A questo si legano dei toni delicati che accentuano la morbidezza dei soggetti rappresentati. La solidità formale, inoltre, consolida gli oggetti presenti sul tavolo, rendendo anche una prospettiva del tavolo in maniera esaustiva e non banale.
L’artista Rolando Nicodemi nasce a Ferrara nel 1922 e muore nella sua città nel 2014. La caratterizzazione della pittura di Rolando Nicodemi ha sicuramente radici nell’arte plastica del Novecento dove si fanno avanti correnti come la metafisica che riscoprirà l’essenza concettuale della natura morta.
Il dipinto è olio su tela di dimensioni 50x70, con la cornice misura 70x90 circa.
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