Scuola francese (XX) - Fille de Sorrent






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Fille de Sorrent è un dipinto a olio su tavola del XIX secolo, di stile romantico, realizzato in Francia, misura 46 × 38 cm, manoscritta in rosso nell’angolo in basso a destra ed attribuita alla Scuola Francese (XX).
Descrizione del venditore
Marie Alexandre Lenoir 1761-1839
Un bel ritratto di una ballerina
Titolo Figlia di Sorrento
olio su tavola di legno
Firmato in basso a destra in rosso Lenoir
Condizione come nelle foto
Origine: casa d'aste svizzera 1960
La cornice non fa parte dell'offerta.
Buona fortuna
Marie Alexandre Lenoir (nato il 27 dicembre 1761 a Parigi; † 11 giugno 1839 nello stesso luogo) fu un archeologo francese. Da autodidatta appassionato, divenne un conoscitore dell'arte medievale francese e si impegnò durante la Rivoluzione francese per preservare monumenti famosi come quelli di Saint-Denis e Sainte-Geneviève dalla distruzione. Il suo ruolo di storico dell'arte e archeologo nonché conservatore e fondatore del Musée des Monuments Français non è indiscutibile.
Alexandre Lenoir aveva studiato pittura presso Gabriel François Doyen. Questo fu chiamato nel 1789 nella Commissione delle Arti, che, sotto l’impressione della distruzione di monumenti storici causata dal vandalismo e dall’abbandono durante l’inizio della Rivoluzione francese, avrebbe tentato di conservare opere d’arte significative. Come depositi per le opere d’arte salvate furono designati l’Hôtel des Nesle e l’ex convento dei Petits Augustins, di cui Lenoir fu nominato alla guida nel 1791 su iniziativa di Doyen e del sindaco di Parigi. Dopo che nel 1793 il Louvre fu inaugurato come nuovo Musée Central des Arts, che presentava solo arte classica e contemporanea, Lenoir ne fu tra i più accesi critici e iniziò a battersi per l’istituzione di un proprio museo dedicato all’arte medievale.
Durante la rivoluzione sempre più radicale si impegnò ancora per la salvaguardia di testimonianze storiche, come alcune tombe dei re di Francia provenienti da Saint-Denis, ma anche opere d’arte provenienti da tutta la Francia, anche se ciò lo metteva in pericolo.
Nel 1796 gli fu infine possibile aprire al Petits Augustins il Musée des Antiquités et Monuments Français (abbreviazione: Musée des Monuments français). Era il primo museo pubblico che, nella sua esposizione, seguiva un ordine strettamente cronologico e esibiva soltanto opere d’arte del Medioevo e del Rinascimento in Francia. Particolarmente innovativa era la disposizione degli oggetti in «sale delle epoche» appositamente concepite e avrebbe influenzato molte concezioni museali del XIX secolo.
Poiché gli standard scientifici e la comprensione dell’arte medievale, dopo il 1800, iniziarono a mutare anche nel grande pubblico, le metodologie conservazionistiche di Lenoir, in parte crudeli, incontrarono sempre più critiche, come in Considérations morales di Quatremère de Quincy. Dopo la caduta di Napoleone e la restituzione delle opere d’arte rapite dal Louvre, Luigi XVIII ordinò che anche molte delle opere presenti nel museo di Lenoir venissero restituite ai loro luoghi d’origine. Questo spinse Lenoir a redigere un saggio difensivo, in cui descrive le circostanze del vandalismo durante la Rivoluzione e in parte ne fu orrore, con un grande influsso sulla successiva percezione dei crimini culturali durante l’epoca rivoluzionaria.
Sua moglie Adélaïde, nata Binart, (1771–1832) espose al Salon con il nome di Lenoir.
Marie Alexandre Lenoir 1761-1839
Un bel ritratto di una ballerina
Titolo Figlia di Sorrento
olio su tavola di legno
Firmato in basso a destra in rosso Lenoir
Condizione come nelle foto
Origine: casa d'aste svizzera 1960
La cornice non fa parte dell'offerta.
Buona fortuna
Marie Alexandre Lenoir (nato il 27 dicembre 1761 a Parigi; † 11 giugno 1839 nello stesso luogo) fu un archeologo francese. Da autodidatta appassionato, divenne un conoscitore dell'arte medievale francese e si impegnò durante la Rivoluzione francese per preservare monumenti famosi come quelli di Saint-Denis e Sainte-Geneviève dalla distruzione. Il suo ruolo di storico dell'arte e archeologo nonché conservatore e fondatore del Musée des Monuments Français non è indiscutibile.
Alexandre Lenoir aveva studiato pittura presso Gabriel François Doyen. Questo fu chiamato nel 1789 nella Commissione delle Arti, che, sotto l’impressione della distruzione di monumenti storici causata dal vandalismo e dall’abbandono durante l’inizio della Rivoluzione francese, avrebbe tentato di conservare opere d’arte significative. Come depositi per le opere d’arte salvate furono designati l’Hôtel des Nesle e l’ex convento dei Petits Augustins, di cui Lenoir fu nominato alla guida nel 1791 su iniziativa di Doyen e del sindaco di Parigi. Dopo che nel 1793 il Louvre fu inaugurato come nuovo Musée Central des Arts, che presentava solo arte classica e contemporanea, Lenoir ne fu tra i più accesi critici e iniziò a battersi per l’istituzione di un proprio museo dedicato all’arte medievale.
Durante la rivoluzione sempre più radicale si impegnò ancora per la salvaguardia di testimonianze storiche, come alcune tombe dei re di Francia provenienti da Saint-Denis, ma anche opere d’arte provenienti da tutta la Francia, anche se ciò lo metteva in pericolo.
Nel 1796 gli fu infine possibile aprire al Petits Augustins il Musée des Antiquités et Monuments Français (abbreviazione: Musée des Monuments français). Era il primo museo pubblico che, nella sua esposizione, seguiva un ordine strettamente cronologico e esibiva soltanto opere d’arte del Medioevo e del Rinascimento in Francia. Particolarmente innovativa era la disposizione degli oggetti in «sale delle epoche» appositamente concepite e avrebbe influenzato molte concezioni museali del XIX secolo.
Poiché gli standard scientifici e la comprensione dell’arte medievale, dopo il 1800, iniziarono a mutare anche nel grande pubblico, le metodologie conservazionistiche di Lenoir, in parte crudeli, incontrarono sempre più critiche, come in Considérations morales di Quatremère de Quincy. Dopo la caduta di Napoleone e la restituzione delle opere d’arte rapite dal Louvre, Luigi XVIII ordinò che anche molte delle opere presenti nel museo di Lenoir venissero restituite ai loro luoghi d’origine. Questo spinse Lenoir a redigere un saggio difensivo, in cui descrive le circostanze del vandalismo durante la Rivoluzione e in parte ne fu orrore, con un grande influsso sulla successiva percezione dei crimini culturali durante l’epoca rivoluzionaria.
Sua moglie Adélaïde, nata Binart, (1771–1832) espose al Salon con il nome di Lenoir.
