Alberto Della Vecchia (XX) - Composizione Surrealista

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Caterina Maffeis
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Laurea magistrale in pittura rinascimentale, tirocinio Sotheby’s e 15 anni di esperienza.

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Composizione Surrealista, olio su tela di Alberto Della Vecchia (Italia), realizzata nel 1968, 70 x 70 cm, periodo 1960–1970, originale.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

AUTORE

Alberto Della Vecchia (XX) grafico e pittore italiano. Figura centrale nella produzione artistica del pittore e designer austriaco Friedensreich Hundertwasser, operando come stretto amico e coordinatore per la realizzazione di numerose opere grafiche d’avanguardia. La sua attività si è svolta prevalentemente presso lo Studio Quattro di Campalto, a Venezia, dove ha diretto la produzione di lavori complessi e innovativi, tra cui spiccano le celebri serie serigrafiche King Kong e Good Morning City – Bleeding Town. In questo contesto, Della Vecchia ha saputo coniugare capacità organizzative e sensibilità tecnica, permettendo la traduzione delle visioni cromatiche e materiche di Hundertwasser in manufatti caratterizzati da goffrature metalliche e colori fluorescenti.

La profonda stima professionale che lo univa all'artista austriaco è stata ufficialmente sancita nel 1985, quando Hundertwasser disegnò uno stampo specifico (opera numero 874) dedicato proprio ad Alberto Della Vecchia per contrassegnare le opere da lui coordinate. Documentato nel Catalogo Ragionato di Andrea Christa Fürst, il contributo di Della Vecchia è stato fondamentale per lo sviluppo di "oggetti grafici" tridimensionali che hanno segnato le esposizioni internazionali degli anni Settanta in sedi prestigiose come l'Albertina di Vienna.

DESCRIZIONE

"Composizione Surrealista", olio su tela, 70*70cm, 1968, data e firma al verso.

Al centro della scena domina un busto di manichino femminile di un rosso vibrante, che funge da fulcro emotivo dell'intera composizione. Accanto ad esso, un'asta svetta verticalmente culminando in un occhio vigile incastonato in una stella, simbolo di una sorveglianza metafisica. La scena è animata da creature bluastre dalle forme aguzze e dentate, simili a mascelle predatrici o frammenti di macchinari organici, che sembrano "infiltrarsi" nello spazio circostante, avvolgendo gli oggetti statici. In primo piano, tra detriti di coni e corni, spicca una figura a campana decorata con un sole radiante che racchiude la sigla "NPZ", trasformando un riferimento industriale in una sorta di geroglifico.

La costruzione spaziale del dipinto è governata da una prospettiva rigorosa che guida l'occhio verso archi oscuri e fughe prospettiche, creando un senso di profondità quasi teatrale. La pennellata di Della Vecchia non è piatta, ma rivela una trama materica e vibrante, con una penellata che conferisce alle superfici un'aria vissuta, quasi affrescata. Il gioco cromatico è giocato su un sofisticato contrasto: i toni freddi e desaturati delle pareti grigio-azzurre e del pavimento fungono da contrappunto alla violenza visiva del rosso cadmio del manichino e al blu elettrico delle forme dentate. Questa scelta tonale accentua l'atmosfera di sospensione, dove la luce sembra emanare dagli oggetti stessi piuttosto che da una fonte esterna definita.

Inserendosi nel filone del Surrealismo maturo, l'opera rivela una complessa stratificazione di influenze storiche. Il debito più evidente è verso Conroy Maddox, di cui Della Vecchia riprende l'iconografia di The Infiltration (1940), mediando il linguaggio della "scuola di Birmingham" attraverso una sensibilità italiana più tarda. Da Maddox l'artista eredita l'uso dell'oggetto trovato e la minaccia latente rappresentata dalle forme meccanico-biologiche ("tooth and claw"). Al contempo, la ieraticità dell'occhio e la natura talismanica degli oggetti richiamano l'universo magico di Victor Brauner, dove ogni elemento è inteso come un simbolo esoterico di trasformazione. Infine, l'intera impalcatura concettuale poggia sull'eredità di Giorgio de Chirico: le ombre lunghe, il manichino come sostituto dell'umano e gli archi silenziosi trasportano il dinamismo surrealista nella quiete immobile della Pittura Metafisica.

CONDITION REPORT

Buona la condizione generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili.

Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.

AUTORE

Alberto Della Vecchia (XX) grafico e pittore italiano. Figura centrale nella produzione artistica del pittore e designer austriaco Friedensreich Hundertwasser, operando come stretto amico e coordinatore per la realizzazione di numerose opere grafiche d’avanguardia. La sua attività si è svolta prevalentemente presso lo Studio Quattro di Campalto, a Venezia, dove ha diretto la produzione di lavori complessi e innovativi, tra cui spiccano le celebri serie serigrafiche King Kong e Good Morning City – Bleeding Town. In questo contesto, Della Vecchia ha saputo coniugare capacità organizzative e sensibilità tecnica, permettendo la traduzione delle visioni cromatiche e materiche di Hundertwasser in manufatti caratterizzati da goffrature metalliche e colori fluorescenti.

La profonda stima professionale che lo univa all'artista austriaco è stata ufficialmente sancita nel 1985, quando Hundertwasser disegnò uno stampo specifico (opera numero 874) dedicato proprio ad Alberto Della Vecchia per contrassegnare le opere da lui coordinate. Documentato nel Catalogo Ragionato di Andrea Christa Fürst, il contributo di Della Vecchia è stato fondamentale per lo sviluppo di "oggetti grafici" tridimensionali che hanno segnato le esposizioni internazionali degli anni Settanta in sedi prestigiose come l'Albertina di Vienna.

DESCRIZIONE

"Composizione Surrealista", olio su tela, 70*70cm, 1968, data e firma al verso.

Al centro della scena domina un busto di manichino femminile di un rosso vibrante, che funge da fulcro emotivo dell'intera composizione. Accanto ad esso, un'asta svetta verticalmente culminando in un occhio vigile incastonato in una stella, simbolo di una sorveglianza metafisica. La scena è animata da creature bluastre dalle forme aguzze e dentate, simili a mascelle predatrici o frammenti di macchinari organici, che sembrano "infiltrarsi" nello spazio circostante, avvolgendo gli oggetti statici. In primo piano, tra detriti di coni e corni, spicca una figura a campana decorata con un sole radiante che racchiude la sigla "NPZ", trasformando un riferimento industriale in una sorta di geroglifico.

La costruzione spaziale del dipinto è governata da una prospettiva rigorosa che guida l'occhio verso archi oscuri e fughe prospettiche, creando un senso di profondità quasi teatrale. La pennellata di Della Vecchia non è piatta, ma rivela una trama materica e vibrante, con una penellata che conferisce alle superfici un'aria vissuta, quasi affrescata. Il gioco cromatico è giocato su un sofisticato contrasto: i toni freddi e desaturati delle pareti grigio-azzurre e del pavimento fungono da contrappunto alla violenza visiva del rosso cadmio del manichino e al blu elettrico delle forme dentate. Questa scelta tonale accentua l'atmosfera di sospensione, dove la luce sembra emanare dagli oggetti stessi piuttosto che da una fonte esterna definita.

Inserendosi nel filone del Surrealismo maturo, l'opera rivela una complessa stratificazione di influenze storiche. Il debito più evidente è verso Conroy Maddox, di cui Della Vecchia riprende l'iconografia di The Infiltration (1940), mediando il linguaggio della "scuola di Birmingham" attraverso una sensibilità italiana più tarda. Da Maddox l'artista eredita l'uso dell'oggetto trovato e la minaccia latente rappresentata dalle forme meccanico-biologiche ("tooth and claw"). Al contempo, la ieraticità dell'occhio e la natura talismanica degli oggetti richiamano l'universo magico di Victor Brauner, dove ogni elemento è inteso come un simbolo esoterico di trasformazione. Infine, l'intera impalcatura concettuale poggia sull'eredità di Giorgio de Chirico: le ombre lunghe, il manichino come sostituto dell'umano e gli archi silenziosi trasportano il dinamismo surrealista nella quiete immobile della Pittura Metafisica.

CONDITION REPORT

Buona la condizione generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili.

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Dettagli

Artista
Alberto Della Vecchia (XX)
Venduto con cornice
No
Venduto da
Galleria
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Composizione Surrealista
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Italia
Anno
1968
Condizione
Buone condizioni
Altezza
70 cm
Larghezza
70 cm
Stile
Surrealismo
Periodo
1960-1970
Venduto da
ItaliaVerificato
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