Mannequin 2






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Mannequin 2 è un'opera tessile contemporanea proveniente dalla Francia, raffigurante un busto di manichino coperto da tessuti multicolori con ricami, firmata sul fondo, dimensioni 84 x 47 x 27 cm, peso 4 kg, in eccellente stato.
Descrizione del venditore
Buste di manichino (senza piedi) ricoperta di tessuti, ricami, fili, lane, nastri e fasi.
Fetta unica, firmata in fondo all'oggetto, sul legno.
Scopre la pittura sotto gli auspici di Kandinsky (Centre Georges Pompidou, 1979).
Fugge dalla scuola e da un ambiente familiare becero. Si stabilisce nel Sud, vivendo di piccoli «lavori».
Di ritorno nella regione parigina, segue una formazione in fotografia, che la porta a integrarsi nell’agenzia di stampa immagini Opale, dove si trova il suo fondo di foto di scrittori.
Prosegue questo lavoro per un gran numero di case editrici (Fayard, ecc.), finché nel 2004 le viene proposto di occupare a tempo pieno, poi a tempo parziale, la posizione unica di fotografa degli autori delle edizioni Gallimard (dove ha fotografato anche opere di pittori per cataloghi – Cocteau, Dalí, Picasso, Pincemin, Pignon-Ernest, ecc.), che lascia nel 2016, abbandonando Parigi nello stesso periodo per stabilirsi sulla costa normanda (Seine-Maritime) e non dedicarsi più che alla pittura (e ai suoi derivati).
Questo lavoro di fotografo avrà interrotto in modo durevole la sua attività di creazione personale.
Aveva conosciuto nel 2001 Jacques Clerc (editore e artista) e Henri Maccheroni (pittore e fotografo) grazie ai quali ha esposto alla galleria Mentoux-Gignac, Parigi, IIIe, una prima volta, una seconda in seguito, prima della chiusura della galleria.
In seguito ha esposto in vari luoghi, Parigi, Nizza, Rouen alla galleria Duchoze, e ciò fino alla scoperta delle possibilità offerte dalle gallerie online (Artmajeur).
I suoi artisti moderni preferiti, numerosi: Dado, Saura, Staël, Tapiès, Bourgeois, Pollock, Grau-Garriga, Joan Mitchell, Annette Messager, Rebeyrolle, ecc.
Il suo lavoro di pittrice ha dato origine a un catalogo della galleria Duchoze, curato dalle «Rencontres: des lieux, des artistes, Agglomération de Rouen».
Il lavoro fotografico sui cimiteri parigini ha dato origine a diverse pubblicazioni ed studi; sulla grande stampa (Télérama, ecc.) come su riviste specializzate (Ligeia, numero speciale «La photographie en vecteur», analizzato dal filosofo Jean-Louis Déotte, ecc.).
Nel 2022 segue una formazione in ricamo classico a ago. Realizza allora delle «opere tessili» nonché telai con materiali riciclati e recuperati. Crea anche assemblaggi d’arte, mettendo in scena oggetti recuperati, di pietà di vegetali, ossa, ecc.
D’ora in avanti si dedica completamente al suo lavoro.
Buste di manichino (senza piedi) ricoperta di tessuti, ricami, fili, lane, nastri e fasi.
Fetta unica, firmata in fondo all'oggetto, sul legno.
Scopre la pittura sotto gli auspici di Kandinsky (Centre Georges Pompidou, 1979).
Fugge dalla scuola e da un ambiente familiare becero. Si stabilisce nel Sud, vivendo di piccoli «lavori».
Di ritorno nella regione parigina, segue una formazione in fotografia, che la porta a integrarsi nell’agenzia di stampa immagini Opale, dove si trova il suo fondo di foto di scrittori.
Prosegue questo lavoro per un gran numero di case editrici (Fayard, ecc.), finché nel 2004 le viene proposto di occupare a tempo pieno, poi a tempo parziale, la posizione unica di fotografa degli autori delle edizioni Gallimard (dove ha fotografato anche opere di pittori per cataloghi – Cocteau, Dalí, Picasso, Pincemin, Pignon-Ernest, ecc.), che lascia nel 2016, abbandonando Parigi nello stesso periodo per stabilirsi sulla costa normanda (Seine-Maritime) e non dedicarsi più che alla pittura (e ai suoi derivati).
Questo lavoro di fotografo avrà interrotto in modo durevole la sua attività di creazione personale.
Aveva conosciuto nel 2001 Jacques Clerc (editore e artista) e Henri Maccheroni (pittore e fotografo) grazie ai quali ha esposto alla galleria Mentoux-Gignac, Parigi, IIIe, una prima volta, una seconda in seguito, prima della chiusura della galleria.
In seguito ha esposto in vari luoghi, Parigi, Nizza, Rouen alla galleria Duchoze, e ciò fino alla scoperta delle possibilità offerte dalle gallerie online (Artmajeur).
I suoi artisti moderni preferiti, numerosi: Dado, Saura, Staël, Tapiès, Bourgeois, Pollock, Grau-Garriga, Joan Mitchell, Annette Messager, Rebeyrolle, ecc.
Il suo lavoro di pittrice ha dato origine a un catalogo della galleria Duchoze, curato dalle «Rencontres: des lieux, des artistes, Agglomération de Rouen».
Il lavoro fotografico sui cimiteri parigini ha dato origine a diverse pubblicazioni ed studi; sulla grande stampa (Télérama, ecc.) come su riviste specializzate (Ligeia, numero speciale «La photographie en vecteur», analizzato dal filosofo Jean-Louis Déotte, ecc.).
Nel 2022 segue una formazione in ricamo classico a ago. Realizza allora delle «opere tessili» nonché telai con materiali riciclati e recuperati. Crea anche assemblaggi d’arte, mettendo in scena oggetti recuperati, di pietà di vegetali, ossa, ecc.
D’ora in avanti si dedica completamente al suo lavoro.
