Maschera da ballo - Fang - Guinea Equatoriale






Con quasi un decennio di esperienza nel collegare scienza, curatela di musei e fabbro tradizionale, Julien ha sviluppato una competenza unica in armi storiche, armature e arte africana.
| 300 € |
|---|
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 125857 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Maschera Fang di Río Muni, Guinea Equatoriale, intagliata in legno e pelle, datata circa 1900–1910, provenienza: vecchia collezione spagnola, Collezione Argiles, Barcellona.
Descrizione del venditore
Il primo rapporto deriva da una ricerca etnografica condotta negli anni Quaranta in ciò che oggi è la Guinea Equatoriale. Forse sorprendente data l’etimologia della maschera, le due maschere documentate di questo rapporto (oggi conservate al Museo Etnologico di Barcellona) sembrano inequivocabilmente incarnare uomini con la barba. Lo stesso vale per una manciata di altre maschere famose legate al genere, tra cui una maschera famosa acquistata dal pittore Fauve francese Maurice de Vlaminck tra la fine del 1905 e l’inizio del 1906 (e poco dopo venduta ad André Derain, ora al Centre Pompidou di Parigi). Ngontang, in altre parole, sembra aver incarnato variamente non solo donne ma anche uomini bianchi.
Il primo rapporto deriva da ricerche etnografiche condotte negli anni Quaranta in quella che oggi è la Guinea Equatoriale. Forse sorprendente data l’etimologia della maschera, le due maschere documentate in questo rapporto (oggi conservate al Museo Etnologico di Barcellona) sembrano inequivocabilmente incarnare uomini con peli facciali. Lo stesso vale per una manciata di altre maschere note associate al genere, tra cui una maschera famosa acquistata dal pittore Fauve francese Maurice de Vlaminck tra la fine del 1905 e l’inizio del 1906 (e poco dopo venduta ad André Derain, ora al Centre Pompidou di Parigi). Ngontang, in altre parole, sembra aver incarnato in vari modi non solo entità spirituali femminili ma anche maschili bianchi.
Il secondo rapporto, basato su una ricerca etnografica condotta nella provincia settentrionale di Woleu-Ntem in Gabon, propone una fotografia del 1960 di una mascherata ngontang che mostra un ngontang a quattro facce con naso appuntito, criniera di rafia e gonna, che danza alla presenza di cinque danzatori e due musicisti. Il rapporto osserva che il ngontang compare nei matrimoni, nei funerali e in altre celebrazioni. Include anche una trascrizione dei testi delle canzoni che accompagnano la mascherata. Questi testi, sebbene alquanto oscuri, menzionano malattie e sofferenze nonché un personaggio noto come "the White". Include anche una trascrizione dei testi delle canzoni che accompagnano la mascherata. Questi testi, sebbene alquanto oscuri, menzionano malattie e sofferenze nonché un personaggio noto come "the White".
Provenienza
Vecchia collezione spagnola
Argiles Collection, Barcellona
Il venditore si racconta
Il primo rapporto deriva da una ricerca etnografica condotta negli anni Quaranta in ciò che oggi è la Guinea Equatoriale. Forse sorprendente data l’etimologia della maschera, le due maschere documentate di questo rapporto (oggi conservate al Museo Etnologico di Barcellona) sembrano inequivocabilmente incarnare uomini con la barba. Lo stesso vale per una manciata di altre maschere famose legate al genere, tra cui una maschera famosa acquistata dal pittore Fauve francese Maurice de Vlaminck tra la fine del 1905 e l’inizio del 1906 (e poco dopo venduta ad André Derain, ora al Centre Pompidou di Parigi). Ngontang, in altre parole, sembra aver incarnato variamente non solo donne ma anche uomini bianchi.
Il primo rapporto deriva da ricerche etnografiche condotte negli anni Quaranta in quella che oggi è la Guinea Equatoriale. Forse sorprendente data l’etimologia della maschera, le due maschere documentate in questo rapporto (oggi conservate al Museo Etnologico di Barcellona) sembrano inequivocabilmente incarnare uomini con peli facciali. Lo stesso vale per una manciata di altre maschere note associate al genere, tra cui una maschera famosa acquistata dal pittore Fauve francese Maurice de Vlaminck tra la fine del 1905 e l’inizio del 1906 (e poco dopo venduta ad André Derain, ora al Centre Pompidou di Parigi). Ngontang, in altre parole, sembra aver incarnato in vari modi non solo entità spirituali femminili ma anche maschili bianchi.
Il secondo rapporto, basato su una ricerca etnografica condotta nella provincia settentrionale di Woleu-Ntem in Gabon, propone una fotografia del 1960 di una mascherata ngontang che mostra un ngontang a quattro facce con naso appuntito, criniera di rafia e gonna, che danza alla presenza di cinque danzatori e due musicisti. Il rapporto osserva che il ngontang compare nei matrimoni, nei funerali e in altre celebrazioni. Include anche una trascrizione dei testi delle canzoni che accompagnano la mascherata. Questi testi, sebbene alquanto oscuri, menzionano malattie e sofferenze nonché un personaggio noto come "the White". Include anche una trascrizione dei testi delle canzoni che accompagnano la mascherata. Questi testi, sebbene alquanto oscuri, menzionano malattie e sofferenze nonché un personaggio noto come "the White".
Provenienza
Vecchia collezione spagnola
Argiles Collection, Barcellona
