Domenico De Bernardi (1892 – 1963) - Paesaggio





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Paesaggio, pastello su cartoncino di Domenico De Bernardi (1892–1963), 1930, Italia, firmato a mano; formato immagine 550 x 450 mm, con cornice 700 x 590 mm, eccellenti condizioni.
Descrizione del venditore
Domenico De Bernardi, Paesaggio, pastelli su cartoncino, 550x450 mm (700x590 con cornice), firmato Dom De Bernardi 30 (1930). Ottime condizioni.
Domenico De Bernardi (Besozzo, 1892 – 1963) dopo essersi iscritto alla facoltà di ingegneria all’Università di Pavia, abbandona gli studi per dedicarsi alla pittura. Decide, infatti, di frequentare lo studio del pittore di paesaggio Ludovico Cavalleri (1867-1942) da cui apprende l’impostazione naturalista lombarda.
Tra gli anni Venti e Trenta (datazione dell'opera in asta), il naturalismo e l’impressionismo delle prime opere vanno modificandosi. Si trasformano infatti in un linguaggio che risente moltissimo del clima di ritorno all’ordine. Per cui, linee razionali, forme equilibrate, statiche e geometriche pervadono i paesaggi di Domenico De Bernardi, che si aggiornano alla pittura contemporanea.
Perdono quel lirismo iniziale per cedere alle masse e ai volumi che richiamano la tradizione italiana del Trecento e del Quattrocento. Il colore, da intimo, sfumato e delicato qual era, si fa netto, definito, come il disegno.
A questo mutamento contribuisce anche un suo viaggio in Libia degli anni Trenta, che gli permette di schiarire la sua tavolozza e di introdurre vedute nuove, lontane dai suoi luoghi natali.
Negli anni Trenta partecipa a molte Sindacali fasciste in tutta Italia e al Premio Bergamo del 1939, in cui espone Varesotto e Strada lombarda. Nel dopoguerra, invece, il suo linguaggio ritorna in parte al lirismo dei primi tempi, abbandonando quel fiero incastro di volumi e di cromie nette e precise, attente alla spazialità razionale del ritorno all’ordine.
Domenico De Bernardi, Paesaggio, pastelli su cartoncino, 550x450 mm (700x590 con cornice), firmato Dom De Bernardi 30 (1930). Ottime condizioni.
Domenico De Bernardi (Besozzo, 1892 – 1963) dopo essersi iscritto alla facoltà di ingegneria all’Università di Pavia, abbandona gli studi per dedicarsi alla pittura. Decide, infatti, di frequentare lo studio del pittore di paesaggio Ludovico Cavalleri (1867-1942) da cui apprende l’impostazione naturalista lombarda.
Tra gli anni Venti e Trenta (datazione dell'opera in asta), il naturalismo e l’impressionismo delle prime opere vanno modificandosi. Si trasformano infatti in un linguaggio che risente moltissimo del clima di ritorno all’ordine. Per cui, linee razionali, forme equilibrate, statiche e geometriche pervadono i paesaggi di Domenico De Bernardi, che si aggiornano alla pittura contemporanea.
Perdono quel lirismo iniziale per cedere alle masse e ai volumi che richiamano la tradizione italiana del Trecento e del Quattrocento. Il colore, da intimo, sfumato e delicato qual era, si fa netto, definito, come il disegno.
A questo mutamento contribuisce anche un suo viaggio in Libia degli anni Trenta, che gli permette di schiarire la sua tavolozza e di introdurre vedute nuove, lontane dai suoi luoghi natali.
Negli anni Trenta partecipa a molte Sindacali fasciste in tutta Italia e al Premio Bergamo del 1939, in cui espone Varesotto e Strada lombarda. Nel dopoguerra, invece, il suo linguaggio ritorna in parte al lirismo dei primi tempi, abbandonando quel fiero incastro di volumi e di cromie nette e precise, attente alla spazialità razionale del ritorno all’ordine.

