Ludovico De Luigi (1933-2025) - Redentor Mos Explosion

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Caterina Maffeis
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Redentor Mos Explosion, olio su tela di Ludovico De Luigi (Italia), 2002, stile Contemporaneo, 50 × 40 cm, firmato.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

AUTORE

Ludovico De Luigi (1933-2025) pittore e scultore italiano. Nato a Venezia, è stato molto più di un semplice pittore di vedute, è stato il visionario che ha osato "profanare" la cartolina veneziana per salvarne l'anima. Figlio d’arte del celebre spazialista Mario De Luigi, Ludovico scelse inizialmente una strada opposta all'astrazione paterna, immergendosi nello studio maniacale di Canaletto per appropriarsi di una tecnica impeccabile. Tuttavia, quella perfezione formale serviva solo a rendere più credibili i suoi incubi lucidi: nelle sue tele, Venezia non è una città immobile, ma un organismo fragile invaso da sciami di insetti giganti, mostri fantastici o minacciato da catastrofi ecologiche e tecnologiche. Definito ironicamente lo "svedutista", De Luigi ha trasformato la pittura storica in un genere surrealista e apocalittico, dove la bellezza monumentale della laguna dialoga con il degrado industriale e le ansie del mondo contemporaneo.

L'energia creativa di De Luigi non si è però fermata ai confini della tela, esplodendo con forza monumentale nella scultura, disciplina che lo ha reso celebre in tutto il mondo grazie ai suoi iconici cavalli di bronzo. Ispirati alla quadriga della Basilica di San Marco, questi destrieri giganti hanno galoppato ben oltre la laguna, trovando casa nelle piazze di Marsiglia, Chicago, Denver e St. Louis, portando con sé un pezzo dell'identità veneziana reinterpretata in chiave allegorica. Sperimentatore instancabile e mai domo, è stato tra i primi artisti in Italia a intuire le potenzialità del "pennello elettronico", integrando la tecnologia digitale nella sua ricerca estetica. Che si trattasse di plasmare un cavallo di cioccolato per il Carnevale o di immaginare la Salute sopra una piattaforma petrolifera, De Luigi ha mantenuto fino all'ultimo uno spirito provocatorio e profondamente colto, confermandosi come una delle voci più originali e graffianti del panorama artistico internazionale.

DESCRIZIONE

"Redentor Mos Explosion", olio su tela, 50*40cm, 2002, firmato nella parte inferiore. Al verso titolo, data e firma.

L'architettura palladiana, simbolo di equilibrio e sacralità, viene qui estratta dal suo contesto lagunare rassicurante e sospesa sopra una complessa struttura metallica che richiama esplicitamente le paratoie del sistema MOSE. Questa base industriale sembra esplodere in una deflagrazione di forme meccaniche, tubature e macchie scure che lacerano lo spazio, trasformando la veduta classica in quella che De Luigi amava definire una "sveduta". Il soggetto non è dunque la celebrazione statica del monumento, ma il racconto di un organismo storico sotto assedio, dove l'ingegneria moderna e la minaccia ambientale si fondono in un evento visivo drammatico e visionario, specchio perfetto dell'ansia apocalittica che caratterizza la produzione matura dell'artista.

Sotto il profilo tecnico, il dipinto rivela una raffinata padronanza della materia, racchiusa in una cornice ovale che isola il soggetto come un antico cammeo. La superficie è caratterizzata da una trama granulosa e vibrante che conferisce un'aura quasi atemporale al fondo neutro, sul quale risaltano le tonalità calde delle terre e degli ocra impiegati per la chiesa. Il rigore del disegno, eredità dallo studio di Canaletto appreso in gioventù, si scontra violentemente con i neri profondi e i tocchi di rosso vivo della parte inferiore, dove pennellate rapide e "gestuali" simulano l'energia dell'esplosione tecnologica. Inserendosi pienamente nella produzione dei primi anni Duemila. Dipinto di dinamica composizione ed accattivante estetica.

CONDITION REPORT

Eccellente la condizione generale.

Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.


AUTORE

Ludovico De Luigi (1933-2025) pittore e scultore italiano. Nato a Venezia, è stato molto più di un semplice pittore di vedute, è stato il visionario che ha osato "profanare" la cartolina veneziana per salvarne l'anima. Figlio d’arte del celebre spazialista Mario De Luigi, Ludovico scelse inizialmente una strada opposta all'astrazione paterna, immergendosi nello studio maniacale di Canaletto per appropriarsi di una tecnica impeccabile. Tuttavia, quella perfezione formale serviva solo a rendere più credibili i suoi incubi lucidi: nelle sue tele, Venezia non è una città immobile, ma un organismo fragile invaso da sciami di insetti giganti, mostri fantastici o minacciato da catastrofi ecologiche e tecnologiche. Definito ironicamente lo "svedutista", De Luigi ha trasformato la pittura storica in un genere surrealista e apocalittico, dove la bellezza monumentale della laguna dialoga con il degrado industriale e le ansie del mondo contemporaneo.

L'energia creativa di De Luigi non si è però fermata ai confini della tela, esplodendo con forza monumentale nella scultura, disciplina che lo ha reso celebre in tutto il mondo grazie ai suoi iconici cavalli di bronzo. Ispirati alla quadriga della Basilica di San Marco, questi destrieri giganti hanno galoppato ben oltre la laguna, trovando casa nelle piazze di Marsiglia, Chicago, Denver e St. Louis, portando con sé un pezzo dell'identità veneziana reinterpretata in chiave allegorica. Sperimentatore instancabile e mai domo, è stato tra i primi artisti in Italia a intuire le potenzialità del "pennello elettronico", integrando la tecnologia digitale nella sua ricerca estetica. Che si trattasse di plasmare un cavallo di cioccolato per il Carnevale o di immaginare la Salute sopra una piattaforma petrolifera, De Luigi ha mantenuto fino all'ultimo uno spirito provocatorio e profondamente colto, confermandosi come una delle voci più originali e graffianti del panorama artistico internazionale.

DESCRIZIONE

"Redentor Mos Explosion", olio su tela, 50*40cm, 2002, firmato nella parte inferiore. Al verso titolo, data e firma.

L'architettura palladiana, simbolo di equilibrio e sacralità, viene qui estratta dal suo contesto lagunare rassicurante e sospesa sopra una complessa struttura metallica che richiama esplicitamente le paratoie del sistema MOSE. Questa base industriale sembra esplodere in una deflagrazione di forme meccaniche, tubature e macchie scure che lacerano lo spazio, trasformando la veduta classica in quella che De Luigi amava definire una "sveduta". Il soggetto non è dunque la celebrazione statica del monumento, ma il racconto di un organismo storico sotto assedio, dove l'ingegneria moderna e la minaccia ambientale si fondono in un evento visivo drammatico e visionario, specchio perfetto dell'ansia apocalittica che caratterizza la produzione matura dell'artista.

Sotto il profilo tecnico, il dipinto rivela una raffinata padronanza della materia, racchiusa in una cornice ovale che isola il soggetto come un antico cammeo. La superficie è caratterizzata da una trama granulosa e vibrante che conferisce un'aura quasi atemporale al fondo neutro, sul quale risaltano le tonalità calde delle terre e degli ocra impiegati per la chiesa. Il rigore del disegno, eredità dallo studio di Canaletto appreso in gioventù, si scontra violentemente con i neri profondi e i tocchi di rosso vivo della parte inferiore, dove pennellate rapide e "gestuali" simulano l'energia dell'esplosione tecnologica. Inserendosi pienamente nella produzione dei primi anni Duemila. Dipinto di dinamica composizione ed accattivante estetica.

CONDITION REPORT

Eccellente la condizione generale.

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Dettagli

Artista
Ludovico De Luigi (1933-2025)
Venduto con cornice
No
Venduto da
Galleria
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Redentor Mos Explosion
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato
Paese d’origine
Italia
Anno
2002
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
50 cm
Larghezza
40 cm
Stile
Contemporaneo
Periodo
2000-2010
Venduto da
ItaliaVerificato
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Oggetti venduti
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