Ivan Karpoff (1898-1970) - La Mietitura






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La Mietitura, olio su tela paesaggio di Ivan Karpoff (1898-1970), Italia, 1940–1950, 63 × 73 cm, con cornice, firmato, buone condizioni.
Descrizione del venditore
AUTORE
Ivan Karpoff (1898-1970) pittore russo naturalizzato italiano. Nato a Novo-Tcherkask, giunto a Milano nel 1925 dopo le ferite della guerra civile russa e l’esilio in Bulgaria, ha saputo fondere la malinconia slava con la luce del naturalismo lombardo. Formatosi all'Accademia di Brera sotto la guida di Ambrogio Alciati, Karpoff consolidò rapidamente la sua fama attraverso un'intensa attività espositiva che ebbe inizio negli anni Trenta. Tra i momenti più significativi si ricordano la partecipazione all'Esposizione dei Capolavori presso il Palazzo delle Esposizioni di Chiavari nel 1932 e la personale alla Galleria Manipolo di Vicenza nel 1936, eventi che attirarono l'attenzione della critica nazionale per la sua capacità di ritrarre con sincerità impressionista i Navigli milanesi, i paesaggi della Brianza e le nevicate alpine.
Il successo di Karpoff non rimase confinato entro i confini regionali, ma si estese attraverso una serie di importanti mostre personali presso la Galleria Geri di Milano tra il 1938 e il 1941, alla Galleria d’Arte Cigala di Torino e alla Galleria Firenze nel capoluogo toscano. La sua risonanza internazionale lo portò a esporre anche in grandi metropoli come Berlino, Zurigo, New York e Londra, consolidando l'immagine di un artista che, pur restando fedele a un verismo poetico e mai eccessivamente d'avanguardia, riusciva a comunicare un’emozione universale. Alla sua morte a Milano nel 1970, seguita da una retrospettiva omaggio alla Galleria Le Colonne nel 1971, Karpoff è rimasto nella memoria collettiva come il "pittore delle nebbie e della neve", un esule che ha trovato nel colore il ponte perfetto tra la sua terra perduta e la sua nuova patria italiana.
DESCRIZIONE
"Paesaggio, La Mietitura", olio su tela, 63*73cm con cornice, 40*50cm la sola tela, databile agli anni '40 del XX secolo, firmato in basso a destra. Al verso erichetta della galleria Bistro' di Brescia, storica galleria bresciana specializzata nella pittura italiana del XIX e XX secolo.
Il dipinto ritrae due figure in cammino lungo un sentiero sterrato che fende un campo appena mietuto, dove le biche di grano si stagliano come piccole sculture naturali sotto un cielo vasto e inquieto. La composizione è dominata da una prospettiva che guida lo sguardo verso l'orizzonte, mentre la linea di terra occupa solo la metà inferiore della tela, lasciando che le nubi diventino protagoniste assolute. L'opera emana quel lirismo tipico delle scene campestri di Karpoff, dove il paesaggio non è mai una semplice riproduzione della realtà, ma un palcoscenico emotivo in cui l'uomo appare come una presenza umile e silenziosa di fronte all'immensità della natura.
Dal punto di vista tecnico, il dipinto rivela la maturità della pennellata di Karpoff: un tratto materico, rapido e sicuro che definisce le forme attraverso accostamenti cromatici piuttosto che linee di contorno nette. La tavolozza gioca su una gamma raffinata di toni ocra, bruni e grigi perlacei, interrotti da brevi tocchi di colore più vivace sulle figure, che conferiscono dinamismo alla scena. In questo lavoro è evidente la sintesi perfetta tra la formazione russa del pittore e l'influenza del naturalismo lombardo; la luce, diffusa e quasi nebbiosa, richiama le atmosfere padane care all'artista, pur conservando quella sottile malinconia slava che permea tutta la sua produzione degli anni Quaranta. Dipinto di fresca composizione e gradevole impatto estetico.
CONDITION REPORT
Buona la condizione generale. Il dipinto si mostra integro in ogni sua parte, con cromia e pennellata vivide e ben leggibili. La cornice e' da intendersi in omaggio.
Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.
AUTORE
Ivan Karpoff (1898-1970) pittore russo naturalizzato italiano. Nato a Novo-Tcherkask, giunto a Milano nel 1925 dopo le ferite della guerra civile russa e l’esilio in Bulgaria, ha saputo fondere la malinconia slava con la luce del naturalismo lombardo. Formatosi all'Accademia di Brera sotto la guida di Ambrogio Alciati, Karpoff consolidò rapidamente la sua fama attraverso un'intensa attività espositiva che ebbe inizio negli anni Trenta. Tra i momenti più significativi si ricordano la partecipazione all'Esposizione dei Capolavori presso il Palazzo delle Esposizioni di Chiavari nel 1932 e la personale alla Galleria Manipolo di Vicenza nel 1936, eventi che attirarono l'attenzione della critica nazionale per la sua capacità di ritrarre con sincerità impressionista i Navigli milanesi, i paesaggi della Brianza e le nevicate alpine.
Il successo di Karpoff non rimase confinato entro i confini regionali, ma si estese attraverso una serie di importanti mostre personali presso la Galleria Geri di Milano tra il 1938 e il 1941, alla Galleria d’Arte Cigala di Torino e alla Galleria Firenze nel capoluogo toscano. La sua risonanza internazionale lo portò a esporre anche in grandi metropoli come Berlino, Zurigo, New York e Londra, consolidando l'immagine di un artista che, pur restando fedele a un verismo poetico e mai eccessivamente d'avanguardia, riusciva a comunicare un’emozione universale. Alla sua morte a Milano nel 1970, seguita da una retrospettiva omaggio alla Galleria Le Colonne nel 1971, Karpoff è rimasto nella memoria collettiva come il "pittore delle nebbie e della neve", un esule che ha trovato nel colore il ponte perfetto tra la sua terra perduta e la sua nuova patria italiana.
DESCRIZIONE
"Paesaggio, La Mietitura", olio su tela, 63*73cm con cornice, 40*50cm la sola tela, databile agli anni '40 del XX secolo, firmato in basso a destra. Al verso erichetta della galleria Bistro' di Brescia, storica galleria bresciana specializzata nella pittura italiana del XIX e XX secolo.
Il dipinto ritrae due figure in cammino lungo un sentiero sterrato che fende un campo appena mietuto, dove le biche di grano si stagliano come piccole sculture naturali sotto un cielo vasto e inquieto. La composizione è dominata da una prospettiva che guida lo sguardo verso l'orizzonte, mentre la linea di terra occupa solo la metà inferiore della tela, lasciando che le nubi diventino protagoniste assolute. L'opera emana quel lirismo tipico delle scene campestri di Karpoff, dove il paesaggio non è mai una semplice riproduzione della realtà, ma un palcoscenico emotivo in cui l'uomo appare come una presenza umile e silenziosa di fronte all'immensità della natura.
Dal punto di vista tecnico, il dipinto rivela la maturità della pennellata di Karpoff: un tratto materico, rapido e sicuro che definisce le forme attraverso accostamenti cromatici piuttosto che linee di contorno nette. La tavolozza gioca su una gamma raffinata di toni ocra, bruni e grigi perlacei, interrotti da brevi tocchi di colore più vivace sulle figure, che conferiscono dinamismo alla scena. In questo lavoro è evidente la sintesi perfetta tra la formazione russa del pittore e l'influenza del naturalismo lombardo; la luce, diffusa e quasi nebbiosa, richiama le atmosfere padane care all'artista, pur conservando quella sottile malinconia slava che permea tutta la sua produzione degli anni Quaranta. Dipinto di fresca composizione e gradevole impatto estetico.
CONDITION REPORT
Buona la condizione generale. Il dipinto si mostra integro in ogni sua parte, con cromia e pennellata vivide e ben leggibili. La cornice e' da intendersi in omaggio.
Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.
