La Sainte Bible - 1874






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La Sainte Bible, due volumi in folio, 1874, francese, edizione di Alfred Mame et Fils a Tours, illustrata da Gustave Doré, rilegatura rigida rossa con dorature, 1957 pagine, 44 x 34 cm, in stato ragionevole.
Descrizione del venditore
Esemplare in-folio della « Santa Bibbia » pubblicata da Alfred Mame a Tours nel 1874, una delle realizazioni più spettacolari dell’editoria cattolica francese dell’Ottocento, e uno dei vertici dell’arte biblica di Gustave Doré (1832‑1883).
Doré, incisore, pittore e prolifico illustratore, si è imposto alla sua epoca per le sue immagini per La Divina Commedia, Don Chisciotte o Rabelais, in un clima di romantico fin de siècle e di spettacolare religiosità che si presta perfettamente a una grande Bibbia di lusso. Accanto a lui, l’editore touranginano Alfred Mame (1811‑1893), vero industriale del libro cattolico, mette in atto a Tours un outillage moderno e un’organizzazione quasi manifatturiera, al servizio di un programma dichiarato di libri «conformi alla dottrina», di cui questa Bibbia è il fiore all’occhiello prestigioso. Doré attinge all’intero racconto sacro – Creazione, Diluvio, patriarchi, episodi dell’Esodo, storia dei re, profeti, vita di Cristo e Apocalisse – privilegiando i momenti spettacolari o patetici, il che conferisce immagini divenute icone, come «Dio separa la luce dalle tenebre» o «La fuga di Lot».
L’edizione del 1874 riprende la grande «Santa Bibbia, traduzione nuova secondo la Vulgata» dovuta ai canonici tourangini J.-J. Bourassé (1813‑1872) e P. Janvier, approvata dall’arcivescovo di Tours e presentata come un’alternativa sapiente e sicura alla traduzione di Lemaistre de Sacy. L’opera si presenta in due corposi volumi in-folio di 909 e 948 pagine, in cartone rosso dell’editore ornato di dorature sul dorso e sui piatti, ed è illustrata da circa 230 grandi tavole a piena pagina alle quali si aggiungono numerose vignette, cul-de-lampe e iniziali disegnate in particolare da H. Giacomelli (1829‑1906), che costituiscono un vero e proprio « museo immaginario » delle scene bibliche.
Stato generale medio a causa dell’usura delle rilegature, necessariamente indebolite dal loro peso e dalle loro dimensioni: le rilegature sono rigate e usurate con delle mancanze di tela qua e là, presentano tracce d’inchiostro, vignette incollate sui guardi, rare bruniture e altri difetti minori.
Il venditore si racconta
Esemplare in-folio della « Santa Bibbia » pubblicata da Alfred Mame a Tours nel 1874, una delle realizazioni più spettacolari dell’editoria cattolica francese dell’Ottocento, e uno dei vertici dell’arte biblica di Gustave Doré (1832‑1883).
Doré, incisore, pittore e prolifico illustratore, si è imposto alla sua epoca per le sue immagini per La Divina Commedia, Don Chisciotte o Rabelais, in un clima di romantico fin de siècle e di spettacolare religiosità che si presta perfettamente a una grande Bibbia di lusso. Accanto a lui, l’editore touranginano Alfred Mame (1811‑1893), vero industriale del libro cattolico, mette in atto a Tours un outillage moderno e un’organizzazione quasi manifatturiera, al servizio di un programma dichiarato di libri «conformi alla dottrina», di cui questa Bibbia è il fiore all’occhiello prestigioso. Doré attinge all’intero racconto sacro – Creazione, Diluvio, patriarchi, episodi dell’Esodo, storia dei re, profeti, vita di Cristo e Apocalisse – privilegiando i momenti spettacolari o patetici, il che conferisce immagini divenute icone, come «Dio separa la luce dalle tenebre» o «La fuga di Lot».
L’edizione del 1874 riprende la grande «Santa Bibbia, traduzione nuova secondo la Vulgata» dovuta ai canonici tourangini J.-J. Bourassé (1813‑1872) e P. Janvier, approvata dall’arcivescovo di Tours e presentata come un’alternativa sapiente e sicura alla traduzione di Lemaistre de Sacy. L’opera si presenta in due corposi volumi in-folio di 909 e 948 pagine, in cartone rosso dell’editore ornato di dorature sul dorso e sui piatti, ed è illustrata da circa 230 grandi tavole a piena pagina alle quali si aggiungono numerose vignette, cul-de-lampe e iniziali disegnate in particolare da H. Giacomelli (1829‑1906), che costituiscono un vero e proprio « museo immaginario » delle scene bibliche.
Stato generale medio a causa dell’usura delle rilegature, necessariamente indebolite dal loro peso e dalle loro dimensioni: le rilegature sono rigate e usurate con delle mancanze di tela qua e là, presentano tracce d’inchiostro, vignette incollate sui guardi, rare bruniture e altri difetti minori.
