Koolhaas, Rem / AMO - Post-Occupancy - 2006






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Post-Occupancy di Rem Koolhaas/AMO è una prima edizione del 2006 in copertina morbida, pubblicata da Editoriale Domus, Domus d'autore, con 204 pagine in inglese e italiano, formato 33 x 25 cm, in condizioni molto buone.
Descrizione del venditore
AMO/OMA, in qualità di guest editor, curano un numero di Domus, esaminando quattro edifici recenti non con i nostri occhi, ma attraverso il contesto mediatico e culturale più ampio nel quale questi progetti sono entrati, e attraverso le esperienze intime e critiche dei loro utenti.
Con questo numero cerchiamo di (ri)presentare quattro edifici recenti in modo fresco e complesso. Non insistiamo sulle qualità degli edifici, ma ne monitoriamo gli effetti sui rispettivi ospiti e utenti. Non ci sono «critici» — di solito, i migliori amici travestiti — nessuna intimidazione. Abbiamo riunito una miriade di voci anonime e raccolto istantanee. Abbiamo documentato come i nostri edifici si inseriscano in un mare primordiale di influenze e predecessori su cui la loro esistenza dipende e a cui cercano di contribuire. Abbiamo guardato attraverso gli occhi di turisti e artisti, affidando ad altri il compito di registrare. Fuori dal bagliore trionfalista o miserabilista dei media, volevamo vedere cosa accade in assenza dell’autore, per rappresentare le realtà a cui eravamo complici nel creare, a seguito dell’occupazione, come fatti, non come imprese.
AMO/OMA, in qualità di guest editor, curano un numero di Domus, esaminando quattro edifici recenti non con i nostri occhi, ma attraverso il contesto mediatico e culturale più ampio nel quale questi progetti sono entrati, e attraverso le esperienze intime e critiche dei loro utenti.
Con questo numero cerchiamo di (ri)presentare quattro edifici recenti in modo fresco e complesso. Non insistiamo sulle qualità degli edifici, ma ne monitoriamo gli effetti sui rispettivi ospiti e utenti. Non ci sono «critici» — di solito, i migliori amici travestiti — nessuna intimidazione. Abbiamo riunito una miriade di voci anonime e raccolto istantanee. Abbiamo documentato come i nostri edifici si inseriscano in un mare primordiale di influenze e predecessori su cui la loro esistenza dipende e a cui cercano di contribuire. Abbiamo guardato attraverso gli occhi di turisti e artisti, affidando ad altri il compito di registrare. Fuori dal bagliore trionfalista o miserabilista dei media, volevamo vedere cosa accade in assenza dell’autore, per rappresentare le realtà a cui eravamo complici nel creare, a seguito dell’occupazione, come fatti, non come imprese.
