Federico Andreotti (1847 – 1930) - La ragazza araba






Laurea magistrale in pittura rinascimentale, tirocinio Sotheby’s e 15 anni di esperienza.
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La ragazza araba di Federico Andreotti è olio su tela del XIX secolo, Italia, firmato a mano, con cornice dorata e dimensioni complessive 74 x 64 x 8 cm.
Descrizione del venditore
FEDERICO ANDREOTTI
(Firenze, 1847 – 1930)
La ragazza araba
Olio su tela, cm. 55 x 46
Firmato “F. ANDREOTTI” in basso a sinistra
Dimensione cornice cm. 74 x 64 x 8 ca.
NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. A tergo: Titolo e tracce di vari timbri da Galleria. Opera firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata (difetti):
Questa pregevole opera, intitolata La ragazza araba — come indicato a tergo della tela — appartiene al valente pittore fiorentino Federico Andreotti (Firenze, 1847 – 1930), artista italiano noto per la produzione di scene di genere e figure femminili, attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Il dipinto raffigura una giovane donna araba nuda, seduta sul bordo di un pozzo, immersa in un ambiente boschivo. Il motivo iconografico della donna nuda al pozzo è ricorrente nella storia dell’arte ed è spesso collegato alla leggenda de La Verità che esce dal pozzo. Secondo tale racconto allegorico, la Verità e la Menzogna si incontrarono un giorno; la Menzogna convinse la Verità a fare il bagno nel pozzo e, mentre questa era immersa nell’acqua, le sottrasse gli abiti, fuggendo e lasciandola nuda e vergognosa sul fondo. Il tema diviene così simbolo della verità spogliata di ogni finzione, ma anche esposta e vulnerabile.
Andreotti affronta questo soggetto con la consueta eleganza compositiva e con un uso del colore attentamente dosato, qualità che caratterizzano gran parte della sua produzione. Dopo un esordio dedicato alla pittura storica — ambito che non gli procurò il successo sperato — l’artista si orientò verso il ritratto e, soprattutto, verso le scene di genere di ambientazione neo-settecentesca, genere nel quale ottenne ampio consenso. Le sue opere si distinguono per il realismo descrittivo e il virtuosismo tecnico, offrendo scene di vita quotidiana costruite con una luce equilibrata e una composizione prospettica armoniosa.
La formazione artistica di Andreotti affonda le radici nello studio dei maestri del Seicento. Ebbe come primo maestro Tricca e, dal 1861, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Pollastrini; nello stesso anno presentò un saggio scolastico raffigurante una Figura allegorica dell’Italia. Nel 1864 gli venne commissionata una delle sue opere più ambiziose, Savonarola che caccia dalla sua cella due sicari dei Bentivoglio, accolta però con critiche che contribuirono a orientare definitivamente l’artista lontano dalla pittura storica.
Nella sua ricca produzione, dominata prevalentemente dai ritratti, compaiono anche alcuni paesaggi riconducibili ai modi del Realismo toscano. Federico Andreotti si afferma così come pittore di grande talento verista, autore di tele avvolte da un’atmosfera di fascino, vivacità e vitalità, nelle quali i soggetti appaiono concreti e tangibili grazie a una straordinaria padronanza tecnica e all’impiego di colori luminosi e sfavillanti.
In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. A tergo: Titolo e tracce di vari timbri da Galleria. Le misure dell’opera sono cm. 55 x 46. Il dipinto risulta impreziosita da una cornice dorata di grande effetto decorativo (dimensione cm. 74 x 64 x 8 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
PROVENIENZA: Coll. Privata
PUBBLICAZIONE:
Inedito;
I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2026.
L’opera verrà spedito – in quanto cornice fragile – con cassa di legno e polistirolo. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.
Il venditore si racconta
FEDERICO ANDREOTTI
(Firenze, 1847 – 1930)
La ragazza araba
Olio su tela, cm. 55 x 46
Firmato “F. ANDREOTTI” in basso a sinistra
Dimensione cornice cm. 74 x 64 x 8 ca.
NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. A tergo: Titolo e tracce di vari timbri da Galleria. Opera firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata (difetti):
Questa pregevole opera, intitolata La ragazza araba — come indicato a tergo della tela — appartiene al valente pittore fiorentino Federico Andreotti (Firenze, 1847 – 1930), artista italiano noto per la produzione di scene di genere e figure femminili, attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Il dipinto raffigura una giovane donna araba nuda, seduta sul bordo di un pozzo, immersa in un ambiente boschivo. Il motivo iconografico della donna nuda al pozzo è ricorrente nella storia dell’arte ed è spesso collegato alla leggenda de La Verità che esce dal pozzo. Secondo tale racconto allegorico, la Verità e la Menzogna si incontrarono un giorno; la Menzogna convinse la Verità a fare il bagno nel pozzo e, mentre questa era immersa nell’acqua, le sottrasse gli abiti, fuggendo e lasciandola nuda e vergognosa sul fondo. Il tema diviene così simbolo della verità spogliata di ogni finzione, ma anche esposta e vulnerabile.
Andreotti affronta questo soggetto con la consueta eleganza compositiva e con un uso del colore attentamente dosato, qualità che caratterizzano gran parte della sua produzione. Dopo un esordio dedicato alla pittura storica — ambito che non gli procurò il successo sperato — l’artista si orientò verso il ritratto e, soprattutto, verso le scene di genere di ambientazione neo-settecentesca, genere nel quale ottenne ampio consenso. Le sue opere si distinguono per il realismo descrittivo e il virtuosismo tecnico, offrendo scene di vita quotidiana costruite con una luce equilibrata e una composizione prospettica armoniosa.
La formazione artistica di Andreotti affonda le radici nello studio dei maestri del Seicento. Ebbe come primo maestro Tricca e, dal 1861, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Pollastrini; nello stesso anno presentò un saggio scolastico raffigurante una Figura allegorica dell’Italia. Nel 1864 gli venne commissionata una delle sue opere più ambiziose, Savonarola che caccia dalla sua cella due sicari dei Bentivoglio, accolta però con critiche che contribuirono a orientare definitivamente l’artista lontano dalla pittura storica.
Nella sua ricca produzione, dominata prevalentemente dai ritratti, compaiono anche alcuni paesaggi riconducibili ai modi del Realismo toscano. Federico Andreotti si afferma così come pittore di grande talento verista, autore di tele avvolte da un’atmosfera di fascino, vivacità e vitalità, nelle quali i soggetti appaiono concreti e tangibili grazie a una straordinaria padronanza tecnica e all’impiego di colori luminosi e sfavillanti.
In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. A tergo: Titolo e tracce di vari timbri da Galleria. Le misure dell’opera sono cm. 55 x 46. Il dipinto risulta impreziosita da una cornice dorata di grande effetto decorativo (dimensione cm. 74 x 64 x 8 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
PROVENIENZA: Coll. Privata
PUBBLICAZIONE:
Inedito;
I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2026.
L’opera verrà spedito – in quanto cornice fragile – con cassa di legno e polistirolo. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.
