Vittoriano Mattone - Circa 1900 - Castellano Vittoriano





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Circa 1900, matita Chatelaine vittoriana con corpo in vulcanite-ebonite e dotazioni dorate, indossabile come ciondolo, con tre mine estendibili (rosse, blu e scure).
Descrizione del venditore
Chatelaine vittoriano a più punte (tre colori) come ciondolo
Vulcanite/Ebionite con accessori dorati e cursori a cabochon, circa 1870–1910
Questo raro ed elegante strumento di scrittura è una matita vittoriana a più mine, una matita da chatelaine o pendente, portatile, con tre mine estraibili (Rosso/Azzurro/Scuro).
La penna unisce funzione e oggetto ornamento in modo tipico della tarda XIX secolo: lusso quotidiano indossato sul corpo e al tempo stesso una dichiarazione di stile, ordine e cultura.
Contesto storico dell'epoca vittoriana e strumenti indossabili
Nel periodo vittoriano (1837–1901) gli oggetti portatili di uso quotidiano facevano parte di una vita quotidiana raffinata: chiavi, sigilli, forbici, metro a nastro, taccuini – e proprio mini strumenti di scrittura. Era particolarmente diffusa l’attaccatura a chatelaines (una catenella o un pendaglio da cintura) o a una catena per orologio.
Questi oggetti non erano solo pratici; erano simboli di status: chi li indossava dimostrava di essere organizzato, istruito e in grado di prendere appunti in qualsiasi momento—sia in casa, nel commercio o durante i viaggi.
Chi ha usato qualcosa del genere?
Queste penne multiple venivano tipicamente utilizzate da:
• Commercianti, ragionieri, impiegati d'ufficio (segnalazioni/appunti direttamente in movimento)
• Tenute signorili e amministratrici delle tenute (liste, ordini e gestione della casa)
• Viaggiatori (biglietti, indirizzi, appunti del diario)
Signore e signori colti, come parte della dotazione personale ben fornita.
Proprio la varietà di colori è un chiaro indizio di un uso pratico: il rosso e il blu venivano spesso impiegati per contrassegnare, correggere, verificare o per diversi tipi di note.
Utilità e Meccanica
La penna è dotata di un meccanismo a scorrimento: tre cursori laterali fanno avanzare una mina ciascuno.
Colori delle mine (tipici):
• Rosso: per contrassegnare/tracciare (spesso «accounting pencil»/contabilità)
• Blu: colore di marcatura alternativo, note, marcature
• Scuro (nero/grigio): mina di scrittura classica (grafite/ardesia tipica)
La mina rossa è ancora scrivibile nel pezzo in questione, il che sottolinea bene l'autenticità e l'idoneità all'uso quotidiano.
Materiali e progettazione (orientati ai collezionisti)
Corpo: materiale nero, molto probabilmente vulcanite/ebonite (gomma dura) – alla fine del XIX secolo estremamente moderno, robusto e stilisticamente molto popolare.
• Componenti metallici: accessori dorati e tappi finali dorati e anello di sospensione; probabilmente oro (tipico 9–14 carati per tali piccoli oggetti), senza punzatura (nei formati piccoli e oggetti combinati è comune).
• Teste scorrevoli: cabochon decorativi in rosso / blu / scuro in montature.
Tipicamente dell’epoca, per questo venivano spesso utilizzati spinello, onice/jet, granato o anche vetro gioiello. Un’identificazione univoca non è seriamente possibile senza test di laboratorio; tuttavia l’effetto è proprio quello che amano i collezionisti vittoriani: una discreta codifica cromatica e una raffinata eleganza ornamentale.
Datazione / Epoca
La combinazione di:
• Vulcanit/Ebonit-Korpus
• Meccanismo scorrevole
• Formato pendente/chatelaine
• Mine multicolori
• cursori incastonati con cabochon
si inserisce in modo molto convincente nel tardo XIX secolo fino all'inizio del XX secolo, cioè circa 1870–1910, con una chiara atmosfera vittoriana/edoardiana iniziale.
stato
• Meccanica: funzionante (le mine vengono spinte in avanti)
• Mine: 3 presenti, Rot sta ancora scrivendo
• Superficie: patina invecchiata adeguata, lievi segni del tempo, nel complesso molto armoniosa e da collezione.
• Punzonature/Marchi: nessun segno visibile (non è insolito)
Perché questo pezzo è speciale
Le penne multiple di questo tipo sono i «Hidden Gems» tra gli accessori vittoriani:
Un oggetto che racconta subito storie – l’eleganza della vita quotidiana, l’idea che bellezza e funzione vadano di pari passo, e la fascinazione di possedere uno strumento che oltre cent’anni fa era già pensato come produttività portatile.
Chatelaine vittoriano a più punte (tre colori) come ciondolo
Vulcanite/Ebionite con accessori dorati e cursori a cabochon, circa 1870–1910
Questo raro ed elegante strumento di scrittura è una matita vittoriana a più mine, una matita da chatelaine o pendente, portatile, con tre mine estraibili (Rosso/Azzurro/Scuro).
La penna unisce funzione e oggetto ornamento in modo tipico della tarda XIX secolo: lusso quotidiano indossato sul corpo e al tempo stesso una dichiarazione di stile, ordine e cultura.
Contesto storico dell'epoca vittoriana e strumenti indossabili
Nel periodo vittoriano (1837–1901) gli oggetti portatili di uso quotidiano facevano parte di una vita quotidiana raffinata: chiavi, sigilli, forbici, metro a nastro, taccuini – e proprio mini strumenti di scrittura. Era particolarmente diffusa l’attaccatura a chatelaines (una catenella o un pendaglio da cintura) o a una catena per orologio.
Questi oggetti non erano solo pratici; erano simboli di status: chi li indossava dimostrava di essere organizzato, istruito e in grado di prendere appunti in qualsiasi momento—sia in casa, nel commercio o durante i viaggi.
Chi ha usato qualcosa del genere?
Queste penne multiple venivano tipicamente utilizzate da:
• Commercianti, ragionieri, impiegati d'ufficio (segnalazioni/appunti direttamente in movimento)
• Tenute signorili e amministratrici delle tenute (liste, ordini e gestione della casa)
• Viaggiatori (biglietti, indirizzi, appunti del diario)
Signore e signori colti, come parte della dotazione personale ben fornita.
Proprio la varietà di colori è un chiaro indizio di un uso pratico: il rosso e il blu venivano spesso impiegati per contrassegnare, correggere, verificare o per diversi tipi di note.
Utilità e Meccanica
La penna è dotata di un meccanismo a scorrimento: tre cursori laterali fanno avanzare una mina ciascuno.
Colori delle mine (tipici):
• Rosso: per contrassegnare/tracciare (spesso «accounting pencil»/contabilità)
• Blu: colore di marcatura alternativo, note, marcature
• Scuro (nero/grigio): mina di scrittura classica (grafite/ardesia tipica)
La mina rossa è ancora scrivibile nel pezzo in questione, il che sottolinea bene l'autenticità e l'idoneità all'uso quotidiano.
Materiali e progettazione (orientati ai collezionisti)
Corpo: materiale nero, molto probabilmente vulcanite/ebonite (gomma dura) – alla fine del XIX secolo estremamente moderno, robusto e stilisticamente molto popolare.
• Componenti metallici: accessori dorati e tappi finali dorati e anello di sospensione; probabilmente oro (tipico 9–14 carati per tali piccoli oggetti), senza punzatura (nei formati piccoli e oggetti combinati è comune).
• Teste scorrevoli: cabochon decorativi in rosso / blu / scuro in montature.
Tipicamente dell’epoca, per questo venivano spesso utilizzati spinello, onice/jet, granato o anche vetro gioiello. Un’identificazione univoca non è seriamente possibile senza test di laboratorio; tuttavia l’effetto è proprio quello che amano i collezionisti vittoriani: una discreta codifica cromatica e una raffinata eleganza ornamentale.
Datazione / Epoca
La combinazione di:
• Vulcanit/Ebonit-Korpus
• Meccanismo scorrevole
• Formato pendente/chatelaine
• Mine multicolori
• cursori incastonati con cabochon
si inserisce in modo molto convincente nel tardo XIX secolo fino all'inizio del XX secolo, cioè circa 1870–1910, con una chiara atmosfera vittoriana/edoardiana iniziale.
stato
• Meccanica: funzionante (le mine vengono spinte in avanti)
• Mine: 3 presenti, Rot sta ancora scrivendo
• Superficie: patina invecchiata adeguata, lievi segni del tempo, nel complesso molto armoniosa e da collezione.
• Punzonature/Marchi: nessun segno visibile (non è insolito)
Perché questo pezzo è speciale
Le penne multiple di questo tipo sono i «Hidden Gems» tra gli accessori vittoriani:
Un oggetto che racconta subito storie – l’eleganza della vita quotidiana, l’idea che bellezza e funzione vadano di pari passo, e la fascinazione di possedere uno strumento che oltre cent’anni fa era già pensato come produttività portatile.

