Livio - Le Deche - 1554






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Le Deche di Tito Livio, 1° edizione in questo formato, Venezia 1554, presso Giunti, pergamena, italiano, 500 pagine, 323 × 227 mm, 1 volume.
Descrizione del venditore
TITO LIVIO TRA GLI STRAPPI DEL TEMPO E LA MAESTÀ DELLA REPUBBLICA
Questa edizione veneziana delle Deche di Tito Livio, stampata dai Giunti nel 1554, appartiene alla grande stagione dell’umanesimo storico italiano, quando la memoria di Roma veniva rifondata nella lingua toscana per un pubblico colto ma non necessariamente latinista. Il volume, oggi segnato da perdite gravi e da un evidente trauma materiale, conserva tuttavia intatta la forza simbolica dell’opera: la costruzione morale e politica della Repubblica romana come paradigma per l’Europa moderna. Tra macchie, lacune e pergamena superstite, questo esemplare diventa quasi allegoria fisica della rovina e della durata di Roma stessa.
MARKET VALUE
Le copie complete e in buone condizioni dell’edizione Giunti 1554 in folio si collocano generalmente in un range compreso tra 1.500 e 3.000 euro, con punte superiori per esemplari ben legati, freschi e collazionati.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in pergamena floscia parzialmente distaccata, perdite strutturali al dorso e ai piatti; cucitura esposta. Presente antica nota manoscritta al frontespizio e tracce di provenienza novecentesca. Gravi perdite alle carte iniziali, incluso il frontespizio, con lacune estese e macchia invasiva che interessa il testo fino all’inizio della Prima Deca; da circa p. 50 in avanti condizioni generalmente buone, con carta più stabile e leggibile. Il lotto presenta difetti da esaminare, venduto "as is", non è passibile di storno.
Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. 10nn; 486; (4).
FULL TITLE AND AUTHOR
Le Deche di Tito Livio padovano delle Historie Romane.
Venetia, nella stamperia de Giunti, 1554.
Tito Livio.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’opera liviana, monumentale narrazione della storia di Roma dalle origini fino all’età augustea, è uno dei pilastri della storiografia occidentale. Le Decadi superstiti (I–X e XXI–XLV, con lacune) hanno fornito per secoli un modello narrativo e morale: il racconto delle virtù civiche, della disciplina, del conflitto tra libertas e potere personale. La traduzione toscana di Iacopo Nardi si inserisce nel progetto umanistico di “volgarizzare” i classici, rendendoli strumenti di formazione politica per la classe dirigente italiana del Cinquecento. In piena età delle guerre d’Italia e sotto l’egemonia spagnola, la riflessione sulla Repubblica romana assume un valore quasi speculare rispetto alle tensioni contemporanee tra repubblica e principato. L’edizione Giunti consolida questa ricezione in ambito veneziano, città che più di altre si percepiva erede di un equilibrio repubblicano.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Tito Livio nacque a Patavium (Padova) nel 59 a.C. e morì nel 17 d.C. Fu uno dei massimi storici dell’età augustea. La sua Ab Urbe Condita, in 142 libri, rappresenta il più ambizioso tentativo di narrare in forma continua la storia di Roma dalle origini mitiche al suo presente. Pur non essendo uomo politico attivo, Livio esercitò un’influenza profonda sulla cultura romana e, attraverso la tradizione manoscritta e a stampa, su tutta la storiografia europea.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La traduzione di Iacopo Nardi conobbe diverse revisioni nel corso del XVI secolo. L’edizione del 1554, impressa dagli eredi di Luc’Antonio Giunti a Venezia, testimonia la solidità della rete tipografica giuntina, una delle più importanti tra Firenze e Venezia. Le edizioni liviane in volgare ebbero larga circolazione presso giuristi, magistrati e uomini di governo, contribuendo alla formazione di un immaginario politico fondato sull’esempio romano.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ICCU/OPAC SBN: registrazioni multiple per l’edizione Venezia, Giunti, 1554 (da verificare su esemplare specifico per varianti di emissione).
USTC (Universal Short Title Catalogue), edizioni veneziane di Tito Livio, 1554, eredi di Luc’Antonio Giunti.
EDIT16 (Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo), voce Livio, Le Deche, Venezia, 1554.
Renouard, Annales de l’imprimerie des Giunti, per la produzione veneziana della famiglia.
Adams, Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe, 1501–1600, per le edizioni liviane del periodo.
Il venditore si racconta
TITO LIVIO TRA GLI STRAPPI DEL TEMPO E LA MAESTÀ DELLA REPUBBLICA
Questa edizione veneziana delle Deche di Tito Livio, stampata dai Giunti nel 1554, appartiene alla grande stagione dell’umanesimo storico italiano, quando la memoria di Roma veniva rifondata nella lingua toscana per un pubblico colto ma non necessariamente latinista. Il volume, oggi segnato da perdite gravi e da un evidente trauma materiale, conserva tuttavia intatta la forza simbolica dell’opera: la costruzione morale e politica della Repubblica romana come paradigma per l’Europa moderna. Tra macchie, lacune e pergamena superstite, questo esemplare diventa quasi allegoria fisica della rovina e della durata di Roma stessa.
MARKET VALUE
Le copie complete e in buone condizioni dell’edizione Giunti 1554 in folio si collocano generalmente in un range compreso tra 1.500 e 3.000 euro, con punte superiori per esemplari ben legati, freschi e collazionati.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in pergamena floscia parzialmente distaccata, perdite strutturali al dorso e ai piatti; cucitura esposta. Presente antica nota manoscritta al frontespizio e tracce di provenienza novecentesca. Gravi perdite alle carte iniziali, incluso il frontespizio, con lacune estese e macchia invasiva che interessa il testo fino all’inizio della Prima Deca; da circa p. 50 in avanti condizioni generalmente buone, con carta più stabile e leggibile. Il lotto presenta difetti da esaminare, venduto "as is", non è passibile di storno.
Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. 10nn; 486; (4).
FULL TITLE AND AUTHOR
Le Deche di Tito Livio padovano delle Historie Romane.
Venetia, nella stamperia de Giunti, 1554.
Tito Livio.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’opera liviana, monumentale narrazione della storia di Roma dalle origini fino all’età augustea, è uno dei pilastri della storiografia occidentale. Le Decadi superstiti (I–X e XXI–XLV, con lacune) hanno fornito per secoli un modello narrativo e morale: il racconto delle virtù civiche, della disciplina, del conflitto tra libertas e potere personale. La traduzione toscana di Iacopo Nardi si inserisce nel progetto umanistico di “volgarizzare” i classici, rendendoli strumenti di formazione politica per la classe dirigente italiana del Cinquecento. In piena età delle guerre d’Italia e sotto l’egemonia spagnola, la riflessione sulla Repubblica romana assume un valore quasi speculare rispetto alle tensioni contemporanee tra repubblica e principato. L’edizione Giunti consolida questa ricezione in ambito veneziano, città che più di altre si percepiva erede di un equilibrio repubblicano.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Tito Livio nacque a Patavium (Padova) nel 59 a.C. e morì nel 17 d.C. Fu uno dei massimi storici dell’età augustea. La sua Ab Urbe Condita, in 142 libri, rappresenta il più ambizioso tentativo di narrare in forma continua la storia di Roma dalle origini mitiche al suo presente. Pur non essendo uomo politico attivo, Livio esercitò un’influenza profonda sulla cultura romana e, attraverso la tradizione manoscritta e a stampa, su tutta la storiografia europea.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La traduzione di Iacopo Nardi conobbe diverse revisioni nel corso del XVI secolo. L’edizione del 1554, impressa dagli eredi di Luc’Antonio Giunti a Venezia, testimonia la solidità della rete tipografica giuntina, una delle più importanti tra Firenze e Venezia. Le edizioni liviane in volgare ebbero larga circolazione presso giuristi, magistrati e uomini di governo, contribuendo alla formazione di un immaginario politico fondato sull’esempio romano.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ICCU/OPAC SBN: registrazioni multiple per l’edizione Venezia, Giunti, 1554 (da verificare su esemplare specifico per varianti di emissione).
USTC (Universal Short Title Catalogue), edizioni veneziane di Tito Livio, 1554, eredi di Luc’Antonio Giunti.
EDIT16 (Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo), voce Livio, Le Deche, Venezia, 1554.
Renouard, Annales de l’imprimerie des Giunti, per la produzione veneziana della famiglia.
Adams, Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe, 1501–1600, per le edizioni liviane del periodo.
