Edward Hopper (1882-1967) (after) - "Summertime, 1943"





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Descrizione del venditore
- Edward Hopper (after), litografia offset su carta pesante testurizzata opaca (circa 300 gsm - riferimento allo spessore/densità della carta).
- Timbro sul verso.
- Condizione: eccellente. Mai incorniciata, mai esposta.
- Dimensioni: 37 x 56 cm.
- Un’immagine definitoria del Realismo americano, Summertime (1943) racchiude l’abilità di Edward Hopper nello studio della luce, dell’architettura e della quieta immobilità psicologica. La composizione presenta una figura femminile solitaria che sta sulle scale di una casa a schiera urbana in pieno sole, dove ombre nette, facciate geometriche e il contrasto tra oscurità interna e luminosità esterna creano una tensione filmica che è diventata sinonimo del linguaggio visivo di Hopper.
Create durante la fase matura della sua carriera, l’opera riflette la stessa chiarezza atmosferica e l’introspezione silenziosa presenti in dipinti icona come Morning Sun, New York Movie e Nighthawks. La scena trasforma un momento ordinario in una meditazione senza tempo sulla vita moderna, richiamando temi di isolamento urbano e narrazione sospesa che collegano Hopper a contemporanei e a interpreti successivi della modernità, da Charles Sheeler e Georgia O’Keeffe a registi come Alfred Hitchcock e Wim Wenders.
La tavolozza raffinata dell’artista, il trattamento scultoreo della luce e la precisione architettonica rivelano il suo dialogo con le tradizioni europee, in particolare Degas e l’eredità dell’Impressionismo, pur rimanendo profondamente radicato nell’identità visiva degli Stati Uniti. Le forti verticalità delle colonne, il ritmo delle finestre e l’atmosfera luminosa dell’estate dimostrano la capacità di Hopper di fondere realismo con un senso quasi astratto di struttura, preludio alla chiarezza spaziale successivamente esplorata nella fotografia moderna e nella composizione cinematografica.
All’interno della più ampia narrativa dell’arte del XX secolo, la visione di Hopper dialoga in modo avvincente con il silenzio visivo di Giorgio de Chirico, l’architettura cromatica di Lyonel Feininger e la quiete psicologica presente nell’opera di Vilhelm Hammershøi. Allo stesso tempo, il suo trattamento della luce e della solitudine urbana risuona con le atmosfere raffinate ricercate dai collezionisti di Tamara de Lempicka, l’eleganza strutturale di Fernand Léger, la modernità senza tempo di Pablo Picasso e il mercato museale che circonda Henri Matisse e Marc Chagall. Questa rilevanza incrociata posiziona Summertime in un contesto altamente desiderabile per acquirenti interessati a collezioni moderne d’arte e di modernismo americano, coerenti e orientate agli investimenti.
Oggi, Summertime è celebrata come una delle immagini più eleganti e riconoscibili della pittura americana di metà secolo, una pietra miliare per i collezionisti in cerca di affermazioni iconiche da parete, composizioni a livello di curatore e opere capaci di trasformare interni contemporanei in spazi di profondità culturale. Il suo equilibrio tra calore e solitudine la rende particolarmente allineata con le tendenze attuali dell’interior design, dai sobri ambienti minimalistici e modernisti a spazi raffinati ispirati al Bauhaus, all’Art Deco e a estetiche di design da collezione, dove l’immagine e l’armonia architettonica sono essenziali.
Il venditore si racconta
- Edward Hopper (after), litografia offset su carta pesante testurizzata opaca (circa 300 gsm - riferimento allo spessore/densità della carta).
- Timbro sul verso.
- Condizione: eccellente. Mai incorniciata, mai esposta.
- Dimensioni: 37 x 56 cm.
- Un’immagine definitoria del Realismo americano, Summertime (1943) racchiude l’abilità di Edward Hopper nello studio della luce, dell’architettura e della quieta immobilità psicologica. La composizione presenta una figura femminile solitaria che sta sulle scale di una casa a schiera urbana in pieno sole, dove ombre nette, facciate geometriche e il contrasto tra oscurità interna e luminosità esterna creano una tensione filmica che è diventata sinonimo del linguaggio visivo di Hopper.
Create durante la fase matura della sua carriera, l’opera riflette la stessa chiarezza atmosferica e l’introspezione silenziosa presenti in dipinti icona come Morning Sun, New York Movie e Nighthawks. La scena trasforma un momento ordinario in una meditazione senza tempo sulla vita moderna, richiamando temi di isolamento urbano e narrazione sospesa che collegano Hopper a contemporanei e a interpreti successivi della modernità, da Charles Sheeler e Georgia O’Keeffe a registi come Alfred Hitchcock e Wim Wenders.
La tavolozza raffinata dell’artista, il trattamento scultoreo della luce e la precisione architettonica rivelano il suo dialogo con le tradizioni europee, in particolare Degas e l’eredità dell’Impressionismo, pur rimanendo profondamente radicato nell’identità visiva degli Stati Uniti. Le forti verticalità delle colonne, il ritmo delle finestre e l’atmosfera luminosa dell’estate dimostrano la capacità di Hopper di fondere realismo con un senso quasi astratto di struttura, preludio alla chiarezza spaziale successivamente esplorata nella fotografia moderna e nella composizione cinematografica.
All’interno della più ampia narrativa dell’arte del XX secolo, la visione di Hopper dialoga in modo avvincente con il silenzio visivo di Giorgio de Chirico, l’architettura cromatica di Lyonel Feininger e la quiete psicologica presente nell’opera di Vilhelm Hammershøi. Allo stesso tempo, il suo trattamento della luce e della solitudine urbana risuona con le atmosfere raffinate ricercate dai collezionisti di Tamara de Lempicka, l’eleganza strutturale di Fernand Léger, la modernità senza tempo di Pablo Picasso e il mercato museale che circonda Henri Matisse e Marc Chagall. Questa rilevanza incrociata posiziona Summertime in un contesto altamente desiderabile per acquirenti interessati a collezioni moderne d’arte e di modernismo americano, coerenti e orientate agli investimenti.
Oggi, Summertime è celebrata come una delle immagini più eleganti e riconoscibili della pittura americana di metà secolo, una pietra miliare per i collezionisti in cerca di affermazioni iconiche da parete, composizioni a livello di curatore e opere capaci di trasformare interni contemporanei in spazi di profondità culturale. Il suo equilibrio tra calore e solitudine la rende particolarmente allineata con le tendenze attuali dell’interior design, dai sobri ambienti minimalistici e modernisti a spazi raffinati ispirati al Bauhaus, all’Art Deco e a estetiche di design da collezione, dove l’immagine e l’armonia architettonica sono essenziali.

