Keith Haring (1958-1990) (after) - "Untitled, 1984" - (44,5x60cm)





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Keith Haring (after), giclée autorizzata su carta acquerello (circa 300 g/m²), firma incisa sulla lastra, Untitled, 1984, 44,5 × 60 cm, originale; buono stato, realizzata nel Regno Unito, periodo 2010–2020.
Descrizione del venditore
- Keith Haring (after), giclée autorizzata su carta acquerello (circa 300 g/m² - si riferisce allo spessore/densità della carta).
- Copyright Keith Haring Foundation, di McGaw Graphics. Concesso in licenza da Artestar New York.
Piastra firmata
- Stampare sul retro.
- Dimensioni: 44,5 x 60 cm.
Condizione: eccellente. Mai incorniciato, mai esposto.
- Creato nel 1984, al culmine dell'ascesa meteoritica di Keith Haring nella scena artistica di New York, Untitled incarna il linguaggio visivo immediatamente riconoscibile dell'artista: contorni neri audaci, ripetizione ritmica, linee di energia radianti e figure interconnesse che trasformano la superficie in un campo pulsante di movimento. Emerse dall'ecosistema culturale dei disegni della metropolitana, della street art, della cultura dei club e dal dialogo del centro con Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol e Kenny Scharf, questa composizione traduce la vitalità della vita urbana in una iconografia grafica universale che resta uno dei sistemi visivi più influenti del tardo ventesimo secolo.
I corpi impilati e danzanti formano una struttura totemica che richiama sia la simbologia tribale sia l’astrazione modernista, rivelando la profonda consapevolezza della storia dell’arte da parte di Haring, dall’energia dinamica appiattita delle sagome tagliate di Henri Matisse alla purezza lineare della pittura di Pablo Picasso e alla chiarezza narrativa di Fernand Léger. Allo stesso tempo, l’opera anticipa le strategie visive della cultura grafica contemporanea, delle estetiche urbane e della creazione di immagini digitali. La ripetizione di forme umane semplificate genera un senso di energia collettiva e di unità sociale, tema centrale nella pratica di Haring, dove l’arte diventa un linguaggio democratico e accessibile in grado di varcare confini culturali, linguistici e geografici.
Il suo forte contrasto in bianco e nero lo rende estremamente versatile per interni sofisticati, dai contesti architettonici minimalisti a ambienti guidati dal design, dove funge sia da punto focale visivo sia da dichiarazione culturale. L’equilibrio della composizione tra immediatezza grafica e profondità concettuale la mette in dialogo diretto con il mercato globale delle opere di Banksy, KAWS, Shepard Fairey, Damien Hirst e Takashi Murakami.
Come una delle immagini definenti della rivoluzione visiva degli anni Ottanta, questo lavoro rappresenta l'incrocio tra arte, musica, performance e attivismo sociale che ha plasmato quel decennio. Per chi è interessato all'arte contemporanea, all'iconografia urbana e all'eredità duratura della seconda generazione della New York School, Untitled, 1984 di Keith Haring resta un simbolo senza tempo di movimento, comunità e della forza della linea.
Il venditore si racconta
- Keith Haring (after), giclée autorizzata su carta acquerello (circa 300 g/m² - si riferisce allo spessore/densità della carta).
- Copyright Keith Haring Foundation, di McGaw Graphics. Concesso in licenza da Artestar New York.
Piastra firmata
- Stampare sul retro.
- Dimensioni: 44,5 x 60 cm.
Condizione: eccellente. Mai incorniciato, mai esposto.
- Creato nel 1984, al culmine dell'ascesa meteoritica di Keith Haring nella scena artistica di New York, Untitled incarna il linguaggio visivo immediatamente riconoscibile dell'artista: contorni neri audaci, ripetizione ritmica, linee di energia radianti e figure interconnesse che trasformano la superficie in un campo pulsante di movimento. Emerse dall'ecosistema culturale dei disegni della metropolitana, della street art, della cultura dei club e dal dialogo del centro con Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol e Kenny Scharf, questa composizione traduce la vitalità della vita urbana in una iconografia grafica universale che resta uno dei sistemi visivi più influenti del tardo ventesimo secolo.
I corpi impilati e danzanti formano una struttura totemica che richiama sia la simbologia tribale sia l’astrazione modernista, rivelando la profonda consapevolezza della storia dell’arte da parte di Haring, dall’energia dinamica appiattita delle sagome tagliate di Henri Matisse alla purezza lineare della pittura di Pablo Picasso e alla chiarezza narrativa di Fernand Léger. Allo stesso tempo, l’opera anticipa le strategie visive della cultura grafica contemporanea, delle estetiche urbane e della creazione di immagini digitali. La ripetizione di forme umane semplificate genera un senso di energia collettiva e di unità sociale, tema centrale nella pratica di Haring, dove l’arte diventa un linguaggio democratico e accessibile in grado di varcare confini culturali, linguistici e geografici.
Il suo forte contrasto in bianco e nero lo rende estremamente versatile per interni sofisticati, dai contesti architettonici minimalisti a ambienti guidati dal design, dove funge sia da punto focale visivo sia da dichiarazione culturale. L’equilibrio della composizione tra immediatezza grafica e profondità concettuale la mette in dialogo diretto con il mercato globale delle opere di Banksy, KAWS, Shepard Fairey, Damien Hirst e Takashi Murakami.
Come una delle immagini definenti della rivoluzione visiva degli anni Ottanta, questo lavoro rappresenta l'incrocio tra arte, musica, performance e attivismo sociale che ha plasmato quel decennio. Per chi è interessato all'arte contemporanea, all'iconografia urbana e all'eredità duratura della seconda generazione della New York School, Untitled, 1984 di Keith Haring resta un simbolo senza tempo di movimento, comunità e della forza della linea.

