Scuola spagnola (XVII) - Cristo coronado de espinas






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Descrizione del venditore
Olio di grande qualità appartenente alla scuola andalusa, datato tra il 1650 e il 1700, periodo di pieno sviluppo del Barocco spagnolo. L'opera raffigura Cristo incoronato di spine, iconografia essenziale della pittura devozionale del XVII secolo, concepita per la contemplazione intima e il raccoglimento spirituale.
La composizione si articola attorno al busto di Cristo, ritagliato su uno sfondo scuro e uniforme che concentra tutta l'attenzione sul volto. L'espressione, di profondo patetismo contenuto, si costruisce attraverso lo sguardo elevato, i lineamenti delicatamente modellati e la morbida transizione tra luci e ombre, elementi caratteristici della grande tradizione pittorica andalusa del periodo.
Il trattamento delle carnazioni, calde e ben fuse, così come la accurata esecuzione dei capelli, della barba e della corona di spine, rivelano una mano esperta, formata sui modelli naturalisti diffusi in Andalusia nella seconda metà del XVII secolo. Il linguaggio pittorico si situa in un ambito prossimo a quello di Mateo Cerezo (1637–1666) e del suo circolo, un'attribuzione storica che in passato è stata attribuita all'opera e che non può essere esclusa, date le evidenti affinità stilistiche.
La pittura è stata rinforzata con una nuova tela, intervento di conservazione abituale su opere antiche che garantisce la stabilità del supporto. Si presenta incorniciata, pronta per l'esposizione.
Opera di notevole forza espressiva e alta qualità devozionale, particolarmente attraente per collezionisti di pittura barocca spagnola, con un evidente potenziale di studio e rivalutazione.
Il venditore si racconta
Olio di grande qualità appartenente alla scuola andalusa, datato tra il 1650 e il 1700, periodo di pieno sviluppo del Barocco spagnolo. L'opera raffigura Cristo incoronato di spine, iconografia essenziale della pittura devozionale del XVII secolo, concepita per la contemplazione intima e il raccoglimento spirituale.
La composizione si articola attorno al busto di Cristo, ritagliato su uno sfondo scuro e uniforme che concentra tutta l'attenzione sul volto. L'espressione, di profondo patetismo contenuto, si costruisce attraverso lo sguardo elevato, i lineamenti delicatamente modellati e la morbida transizione tra luci e ombre, elementi caratteristici della grande tradizione pittorica andalusa del periodo.
Il trattamento delle carnazioni, calde e ben fuse, così come la accurata esecuzione dei capelli, della barba e della corona di spine, rivelano una mano esperta, formata sui modelli naturalisti diffusi in Andalusia nella seconda metà del XVII secolo. Il linguaggio pittorico si situa in un ambito prossimo a quello di Mateo Cerezo (1637–1666) e del suo circolo, un'attribuzione storica che in passato è stata attribuita all'opera e che non può essere esclusa, date le evidenti affinità stilistiche.
La pittura è stata rinforzata con una nuova tela, intervento di conservazione abituale su opere antiche che garantisce la stabilità del supporto. Si presenta incorniciata, pronta per l'esposizione.
Opera di notevole forza espressiva e alta qualità devozionale, particolarmente attraente per collezionisti di pittura barocca spagnola, con un evidente potenziale di studio e rivalutazione.
