FREEON - "PALEOHUNTER" #14 - XL NO RESERVE





| 40 € | ||
|---|---|---|
| 35 € | ||
| 30 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 127726 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Opera di Freeon intitolata “PALEOHUNTER” #14 - XL NO RESERVE, pittura acrilica su tela, edizione originale del 2026, dimensioni 118 × 59,5 cm (tela pintada: 130 × 71,5 cm), paesaggio marino, firmata a mano, multicolore, peso 500 g, origine Spagna, venduta direttamente dall’artista, in ottime condizioni, stile neoespressionista post-2020.
Descrizione del venditore
PaleoHunter
Acrilico su tela
118 x 59,5 cm (tela dipinta: 130 x 71,5 cm)
In PaleoHunter ritorno all'origine, ma non dalla nostalgia, bensì dalla confrontazione. Pongo questa figura come un cacciatore di memoria, qualcuno che attraversa il tempo per recuperare simboli che ancora battono sotto la pelle contemporanea. La sua anatomia frammentata, quasi assemblata come uno strumento, parla di come ci costruiamo a partire dai resti: ossa culturali, segni, ferite e apprendimento.
Lavoro l'acrilico con strati gestuali e grafismi che evocano una scrittura ancestrale inventata. Mi interessa che lo sfondo non sia decorato, ma territorio, uno spazio dove la storia lascia tracce. I rossi e le tonalità ocra si collegano alla terra e al sangue; i turchesi aprono una crepa verso lo spirituale.
La lancia verticale è fermezza e coscienza. Non caccia animali: caccia di senso. Il piccolo accompagnatore introduce ironia ed equilibrio. Qui affermo che l’ancestrale è ancora vivo, trasformato in linguaggio contemporaneo.
Freeon
Sono un artista plastico autodidatta spagnolo, residente ad Alicante, che sviluppa un linguaggio proprio all'interno del neoespressionismo di radice rupestre. La mia opera nasce dalla libertà creativa assoluta e da una necessità viscerale di espressione.
Lavoro dall'intuizione e dall'energia del momento, in un ambiente in cui la musica chill-out mi aiuta a entrare in uno stato quasi rituale. Da lì emergono le mie nuove figure: esseri simbolici, primitivi e contemporanei allo stesso tempo, che sembrano provenire da una civiltà ancestrale ma parlano dal presente.
L'arte rupestre non è per me un riferimento estetico, bensì una memoria attiva. I suoi tratti essenziali, la sua potenza grafica e il suo carattere simbolico si trasformano in un linguaggio rinnovato, carico di emozione, colore e tensione espressionista. Creo figure che reinterpretano il primitivo da una visione attuale, costruendo un ponte tra l'ancestrale e il futurista.
Mi trovo in continua evoluzione, esplorando tecniche, materiali e narrazioni che ampliano il mio universo visivo. Ogni opera è una scavatura interiore e, allo stesso tempo, un'invenzione: nuovi personaggi, nuovi simboli e nuove mitologie che espandono il mio mondo creativo.
PaleoHunter
Acrilico su tela
118 x 59,5 cm (tela dipinta: 130 x 71,5 cm)
In PaleoHunter ritorno all'origine, ma non dalla nostalgia, bensì dalla confrontazione. Pongo questa figura come un cacciatore di memoria, qualcuno che attraversa il tempo per recuperare simboli che ancora battono sotto la pelle contemporanea. La sua anatomia frammentata, quasi assemblata come uno strumento, parla di come ci costruiamo a partire dai resti: ossa culturali, segni, ferite e apprendimento.
Lavoro l'acrilico con strati gestuali e grafismi che evocano una scrittura ancestrale inventata. Mi interessa che lo sfondo non sia decorato, ma territorio, uno spazio dove la storia lascia tracce. I rossi e le tonalità ocra si collegano alla terra e al sangue; i turchesi aprono una crepa verso lo spirituale.
La lancia verticale è fermezza e coscienza. Non caccia animali: caccia di senso. Il piccolo accompagnatore introduce ironia ed equilibrio. Qui affermo che l’ancestrale è ancora vivo, trasformato in linguaggio contemporaneo.
Freeon
Sono un artista plastico autodidatta spagnolo, residente ad Alicante, che sviluppa un linguaggio proprio all'interno del neoespressionismo di radice rupestre. La mia opera nasce dalla libertà creativa assoluta e da una necessità viscerale di espressione.
Lavoro dall'intuizione e dall'energia del momento, in un ambiente in cui la musica chill-out mi aiuta a entrare in uno stato quasi rituale. Da lì emergono le mie nuove figure: esseri simbolici, primitivi e contemporanei allo stesso tempo, che sembrano provenire da una civiltà ancestrale ma parlano dal presente.
L'arte rupestre non è per me un riferimento estetico, bensì una memoria attiva. I suoi tratti essenziali, la sua potenza grafica e il suo carattere simbolico si trasformano in un linguaggio rinnovato, carico di emozione, colore e tensione espressionista. Creo figure che reinterpretano il primitivo da una visione attuale, costruendo un ponte tra l'ancestrale e il futurista.
Mi trovo in continua evoluzione, esplorando tecniche, materiali e narrazioni che ampliano il mio universo visivo. Ogni opera è una scavatura interiore e, allo stesso tempo, un'invenzione: nuovi personaggi, nuovi simboli e nuove mitologie che espandono il mio mondo creativo.

