Lucchetto figurato con Garuda - Bronzo, Acciaio - India - Seconda metà del XX sec.

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Lucchetto figurato con Garuda, proveniente dall’India, seconda metà del XX secolo, corpo in lega di rame con arco in acciaio, rilievo di Garuda sul fronte, dimensioni circa 11 cm di altezza, 6,3 cm di larghezza, 3,6 cm di profondità, peso circa 393 g, chiave abbinata circa 7,5 x 4 cm e meccanismo di chiusura funzionante.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Lucchetto figurato in metallo con Garuda – India/Nepal, seconda metà XX secolo

Questo affascinante lucchetto proviene dall’Asia meridionale, con ogni probabilità dall’area culturale tra India settentrionale e Nepal, ed è un tipico esempio di oggetto d’uso quotidiano caricato di forte valore simbolico.

Realizzato in lega di rame (bronzo/ottone) con arco in pesante ferro o acciaio, unisce la funzionalità di un robusto sistema di chiusura alla ricca iconografia mitica di Garuda, la grande creatura alata delle tradizioni induista e buddhista.

È un pezzo ideale per collezionisti di antiquariato etnico, Wunderkammer e oggetti meccanici decorati.

Il corpo del lucchetto misura circa 11 cm in altezza, 6,3 cm in larghezza e 3,6 cm di spessore, per un peso di circa 393 g; la chiave, anch’essa in metallo traforato, pesa circa 29 g ed è alta 7,5 cm, larga 4 cm, con spessore della canna di circa 0,7 cm.

Queste proporzioni e il peso importante lo collocano nella categoria dei lucchetti “da cassapanca” o da porta interna, pensati per un uso reale e non solo ornamentale.

Il meccanismo è perfettamente funzionante: il gancio in ferro/acciaio, spesso e solido, si apre e si chiude correttamente tramite la sua chiave originale e con una bella patina d’uso.

La decorazione del fronte è interamente dominata dalla figura di Garuda, resa in alto rilievo.

Si riconosce il becco prominente al centro, gli occhi grandi e rotondi e il corpo tozzo, quasi umano, con il petto pronunciato e le braccia spalancate in gesto di potenza.

Intorno alla figura si sviluppano le grandi ali, riempite da una fitta trama di piume stilizzate che occupano tutto il campo, mentre nella parte inferiore si intravedono le zampe e la coda.

Il bordo è scandito da una cornice regolare di piccoli elementi verticali, che incorniciano la scena e ne enfatizzano il carattere iconico.

Nelle culture induista e buddhista dell’area himalayana Garuda è il signore degli uccelli, nemico dei serpenti (naga) e potente protettore.

È considerato un veicolo delle divinità e un guardiano in grado di sconfiggere forze negative, malattie e inganni.

La sua presenza sul fronte del lucchetto non è casuale: chiudere un contenitore, una porta o uno scrigno con l’immagine di Garuda significa affidare idealmente a questa creatura la protezione del contenuto, unendo sicurezza materiale e protezione simbolica.

Per questo motivo lucchetti figurati con Garuda compaiono spesso su cofanetti personali, piccoli armadi o porte collegate a spazi considerati importanti o sacri.

Il retro del lucchetto presenta una diversa, ma ugualmente significativa, soluzione decorativa.

Qui la superficie è occupata da un grande motivo circolare a rosetta/fiore di loto stilizzato, inscritto in un cerchio e circondato da raggi incisi a mano che partono dal centro verso l’esterno.

Questo tipo di rosetta floreale, frequente nell’artigianato indo‑nepalese, richiama simbolicamente il fiore di loto e i mandala: richiami all’idea di ordine, armonia e centro spirituale.

Pur non identificandosi con un singolo simbolo religioso codificato, contribuisce a conferire all’oggetto un’aura di protezione beneaugurante e di cura estetica, anche sul lato considerato “meno visibile”.

Particolarmente interessante, in chiave collezionistica, è anche la chiave.

L’impugnatura è articolata e traforata: nella parte superiore si apre un piccolo elemento a goccia/mandorla, seguito da un corpo centrale simmetrico, quasi un fiore a quattro lobi o una piccola croce quadripartita, (ci si riferisce al Doppio Dorje o Vishvavajra), soluzione decorativa che richiama la suddivisione dello spazio nei quattro punti cardinali e la completezza.

Il gambo e il pettine, invece, sono quelli di una chiave funzionale per lucchetto a scatto della seconda metà del Novecento.

Il risultato è una “chiave di prestigio”, pensata non solo per aprire e chiudere, ma anche per essere mostrata, maneggiata, diventare essa stessa piccolo oggetto da collezione.

Per quanto riguarda la tecnica, il corpo del lucchetto e la chiave sono realizzati tramite fusione a cera persa o fusione in stampo con successiva rifinitura manuale a lima e bulino.

La superficie, soprattutto sul fronte con Garuda, mostra numerosi dettagli a mano, piccoli segni di utensile e leggere irregolarità che indicano un lavoro artigianale, non industriale.

L’arco in ferro/acciaio, massiccio e volutamente semplice, contrasta con la ricchezza del corpo in lega di rame, sottolineando il dialogo fra funzionalità e decorazione.

La patina presenta leggere ossidazioni, tracce d’uso e piccole abrasioni coerenti con un oggetto databile alla seconda metà del XX secolo e acquistato in quello stesso periodo da antiquario indiano

Nel suo insieme, questo lucchetto non va inteso come oggetto rituale in senso stretto (non mostra iscrizioni mantra, sigilli tantrici specifici o alloggiamenti per reliquie), ma come oggetto d’uso quotidiano sacralizzato, cioè investito di significato protettivo grazie alla figura di Garuda e al motivo floreale sul retro.
È quindi perfetto:
come pezzo da Wunderkammer, accostato ad altri strumenti meccanici e curiosità etnografiche;
come elemento di una collezione di lucchetti antichi e decorativi;
come oggetto da esporre su una base o all’interno di una vetrina dedicata a iconografie hindu‑buddhiste.

Stato di conservazione: eccellente, con normale patina del tempo, piccoli segni e graffi superficiali, ma meccanismo di chiusura perfettamente funzionante e chiave originale presente, integro.

Provenienza: area India settentrionale / Nepal.
Datazione: seconda metà del XX secolo (circa 1960‑1980).

Un oggetto raro e suggestivo, in cui la solidità di un lucchetto tradizionale si fonde con la forza simbolica di Garuda, rendendolo un pezzo di forte impatto visivo e culturale per qualsiasi collezione.

Proviene dal Nepal, forse da fonderia indiana, comprato negli anni '70 da Galleria Mudit International - New Delhi - da Galleria "Arkadia Gallery" - Torino, ora Collezione privata Adriano Putignano-Rinoceronte Bianco

Velocemente molto ben imballato con polistirolo e/o pluriboll, e spedito con tracciamento e assicurazione con le migliori agenzie di spedizione.
Nel costo spedizione è compreso il tracciamento della spedizione, il materiale del costo imballaggio e l'assicurazione dell'opera.
A causa di problemi coi dazi e pratiche doganali, non spediamo in U.S.A.

Questa ricerca è stata fatta “anche” con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale. (dati controllati e confrontati con immagini e ricerche sul Web)



Lucchetto figurato in metallo con Garuda – India/Nepal, seconda metà XX secolo

Questo affascinante lucchetto proviene dall’Asia meridionale, con ogni probabilità dall’area culturale tra India settentrionale e Nepal, ed è un tipico esempio di oggetto d’uso quotidiano caricato di forte valore simbolico.

Realizzato in lega di rame (bronzo/ottone) con arco in pesante ferro o acciaio, unisce la funzionalità di un robusto sistema di chiusura alla ricca iconografia mitica di Garuda, la grande creatura alata delle tradizioni induista e buddhista.

È un pezzo ideale per collezionisti di antiquariato etnico, Wunderkammer e oggetti meccanici decorati.

Il corpo del lucchetto misura circa 11 cm in altezza, 6,3 cm in larghezza e 3,6 cm di spessore, per un peso di circa 393 g; la chiave, anch’essa in metallo traforato, pesa circa 29 g ed è alta 7,5 cm, larga 4 cm, con spessore della canna di circa 0,7 cm.

Queste proporzioni e il peso importante lo collocano nella categoria dei lucchetti “da cassapanca” o da porta interna, pensati per un uso reale e non solo ornamentale.

Il meccanismo è perfettamente funzionante: il gancio in ferro/acciaio, spesso e solido, si apre e si chiude correttamente tramite la sua chiave originale e con una bella patina d’uso.

La decorazione del fronte è interamente dominata dalla figura di Garuda, resa in alto rilievo.

Si riconosce il becco prominente al centro, gli occhi grandi e rotondi e il corpo tozzo, quasi umano, con il petto pronunciato e le braccia spalancate in gesto di potenza.

Intorno alla figura si sviluppano le grandi ali, riempite da una fitta trama di piume stilizzate che occupano tutto il campo, mentre nella parte inferiore si intravedono le zampe e la coda.

Il bordo è scandito da una cornice regolare di piccoli elementi verticali, che incorniciano la scena e ne enfatizzano il carattere iconico.

Nelle culture induista e buddhista dell’area himalayana Garuda è il signore degli uccelli, nemico dei serpenti (naga) e potente protettore.

È considerato un veicolo delle divinità e un guardiano in grado di sconfiggere forze negative, malattie e inganni.

La sua presenza sul fronte del lucchetto non è casuale: chiudere un contenitore, una porta o uno scrigno con l’immagine di Garuda significa affidare idealmente a questa creatura la protezione del contenuto, unendo sicurezza materiale e protezione simbolica.

Per questo motivo lucchetti figurati con Garuda compaiono spesso su cofanetti personali, piccoli armadi o porte collegate a spazi considerati importanti o sacri.

Il retro del lucchetto presenta una diversa, ma ugualmente significativa, soluzione decorativa.

Qui la superficie è occupata da un grande motivo circolare a rosetta/fiore di loto stilizzato, inscritto in un cerchio e circondato da raggi incisi a mano che partono dal centro verso l’esterno.

Questo tipo di rosetta floreale, frequente nell’artigianato indo‑nepalese, richiama simbolicamente il fiore di loto e i mandala: richiami all’idea di ordine, armonia e centro spirituale.

Pur non identificandosi con un singolo simbolo religioso codificato, contribuisce a conferire all’oggetto un’aura di protezione beneaugurante e di cura estetica, anche sul lato considerato “meno visibile”.

Particolarmente interessante, in chiave collezionistica, è anche la chiave.

L’impugnatura è articolata e traforata: nella parte superiore si apre un piccolo elemento a goccia/mandorla, seguito da un corpo centrale simmetrico, quasi un fiore a quattro lobi o una piccola croce quadripartita, (ci si riferisce al Doppio Dorje o Vishvavajra), soluzione decorativa che richiama la suddivisione dello spazio nei quattro punti cardinali e la completezza.

Il gambo e il pettine, invece, sono quelli di una chiave funzionale per lucchetto a scatto della seconda metà del Novecento.

Il risultato è una “chiave di prestigio”, pensata non solo per aprire e chiudere, ma anche per essere mostrata, maneggiata, diventare essa stessa piccolo oggetto da collezione.

Per quanto riguarda la tecnica, il corpo del lucchetto e la chiave sono realizzati tramite fusione a cera persa o fusione in stampo con successiva rifinitura manuale a lima e bulino.

La superficie, soprattutto sul fronte con Garuda, mostra numerosi dettagli a mano, piccoli segni di utensile e leggere irregolarità che indicano un lavoro artigianale, non industriale.

L’arco in ferro/acciaio, massiccio e volutamente semplice, contrasta con la ricchezza del corpo in lega di rame, sottolineando il dialogo fra funzionalità e decorazione.

La patina presenta leggere ossidazioni, tracce d’uso e piccole abrasioni coerenti con un oggetto databile alla seconda metà del XX secolo e acquistato in quello stesso periodo da antiquario indiano

Nel suo insieme, questo lucchetto non va inteso come oggetto rituale in senso stretto (non mostra iscrizioni mantra, sigilli tantrici specifici o alloggiamenti per reliquie), ma come oggetto d’uso quotidiano sacralizzato, cioè investito di significato protettivo grazie alla figura di Garuda e al motivo floreale sul retro.
È quindi perfetto:
come pezzo da Wunderkammer, accostato ad altri strumenti meccanici e curiosità etnografiche;
come elemento di una collezione di lucchetti antichi e decorativi;
come oggetto da esporre su una base o all’interno di una vetrina dedicata a iconografie hindu‑buddhiste.

Stato di conservazione: eccellente, con normale patina del tempo, piccoli segni e graffi superficiali, ma meccanismo di chiusura perfettamente funzionante e chiave originale presente, integro.

Provenienza: area India settentrionale / Nepal.
Datazione: seconda metà del XX secolo (circa 1960‑1980).

Un oggetto raro e suggestivo, in cui la solidità di un lucchetto tradizionale si fonde con la forza simbolica di Garuda, rendendolo un pezzo di forte impatto visivo e culturale per qualsiasi collezione.

Proviene dal Nepal, forse da fonderia indiana, comprato negli anni '70 da Galleria Mudit International - New Delhi - da Galleria "Arkadia Gallery" - Torino, ora Collezione privata Adriano Putignano-Rinoceronte Bianco

Velocemente molto ben imballato con polistirolo e/o pluriboll, e spedito con tracciamento e assicurazione con le migliori agenzie di spedizione.
Nel costo spedizione è compreso il tracciamento della spedizione, il materiale del costo imballaggio e l'assicurazione dell'opera.
A causa di problemi coi dazi e pratiche doganali, non spediamo in U.S.A.

Questa ricerca è stata fatta “anche” con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale. (dati controllati e confrontati con immagini e ricerche sul Web)



Dettagli

Stile/Periodo dinastico
Second half of the 20th century.
Paese d’origine
India
Attribution
Originale
Materiale
Acciaio, Bronzo
Height
11 cm
Width
6,3 cm
Titolo dell'opera
Figurative lock with Garuda
Depth
3,6 cm
Condition
Eccellenti condizioni
Provenienza
Da galleria/antiquario
ItaliaVerificato
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Oggetti venduti
97,94%
Privato

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