Denis Brihat - Inde - La voyageuse - 1955






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DENIS BRIHAT, UN FOTOGRAFO IMPEGNATO NEL RICONOSCIMENTO DELLA SUA ARTE
Denis Brihat è nato a Parigi nel 1928. Vincitore del premio Niépce nel 1957, apre la strada a una generazione di fotografi-autori. È uno dei primi a battersi affinché la fotografia sia riconosciuta come espressione artistica a pieno titolo, grazie a stampe curate, numerate in pochi esemplari e spesso di grande formato.
A partire dal 1958, lo fotografo lascia la capitale per condurre una vita frugale e vicina alla natura nel Luberon. Lì fa incontri significativi, tra cui Pablo Picasso o Fernand Léger, con il quale partecipa al Groupe Espace, che riunisce artisti e architetti con la medesima ambizione: l'unità dell'arte.
Spesso invitato negli Stati Uniti, è uno dei primi fotografi francesi esposti da John Szarkowski nel 1967 al MoMA di New York, insieme ai suoi amici Jean-Pierre Sudre e Pierre Cordier.
Denis Brihat è anche un fervente sostenitore di una valorizzazione democratica della fotografia. Partecipa alle esposizioni della galleria Agathe Gaillard, una delle prime gallerie fotografiche a Parigi, aperta nel 1975. Fa parte dei fondatori del festival delle Rencontres Internationales de la Photographie d’Arles insieme a Lucien Clergue, ed è anche parte dell’avventura del Château d’eau a Tolosa con Jean e Michel Dieuzaide.
Tra lirismo visivo e rigore formale
Nel corso degli anni, Denis Brihat sviluppa il suo asse di ricerca visiva: lo studio attento della natura e, più in particolare, del mondo vegetale. Vede in particolare il proprio giardino, che coltiva con passione, come una metafora del mondo. Nutrito di filosofia e letteratura, l'artista è affascinato dalla musica di Johann Sebastian Bach. Trasporta il sistema musicale del contrappunto per creare, partendo da uno stesso motivo – un ortaggio, un fiore, un albero, ecc. –, una vera polifonia.
Grande ammiratore di Edward Weston, vicino ai fotografi americani Aaron Siskind, Paul Caponigro e Irving Penn, Denis Brihat fotografa avvicinandosi al suo soggetto di studio – licheni, cipolle, papaveri. L’astrazione e il frammento formano le basi della sua sintassi visiva. Il passaggio dal microcosmo al macrocosmo è altrettanto importante per lui quanto quello dal bianco e nero al colore. Le sue straordinarie fotografie, stampate in bianco e nero e successivamente virate con una molteplicità di metalli e pigmenti per avvicinarsi quanto più possibile al colore naturale, testimoniano la sua audacia sperimentale. Denis Brihat afferma la materialità della stampa e cerca l’eccellenza.
Portatore d’immagini e di savoir-faire, rapidamente fa scuola per la sua rigorosa esigenza tecnica: fotografi di tutto il mondo vengono a seguire, presso la sua casa-studio di Bonnieux, l’insegnamento del maestro, come il fotografo Jean-Marc Bustamante, impressionato dall’originalità di Denis Brihat e dal modo in cui, già molto presto, egli sceglie di valorizzare la qualità pittorica e ornamentale della fotografia.
DENIS BRIHAT, UN FOTOGRAFO IMPEGNATO NEL RICONOSCIMENTO DELLA SUA ARTE
Denis Brihat è nato a Parigi nel 1928. Vincitore del premio Niépce nel 1957, apre la strada a una generazione di fotografi-autori. È uno dei primi a battersi affinché la fotografia sia riconosciuta come espressione artistica a pieno titolo, grazie a stampe curate, numerate in pochi esemplari e spesso di grande formato.
A partire dal 1958, lo fotografo lascia la capitale per condurre una vita frugale e vicina alla natura nel Luberon. Lì fa incontri significativi, tra cui Pablo Picasso o Fernand Léger, con il quale partecipa al Groupe Espace, che riunisce artisti e architetti con la medesima ambizione: l'unità dell'arte.
Spesso invitato negli Stati Uniti, è uno dei primi fotografi francesi esposti da John Szarkowski nel 1967 al MoMA di New York, insieme ai suoi amici Jean-Pierre Sudre e Pierre Cordier.
Denis Brihat è anche un fervente sostenitore di una valorizzazione democratica della fotografia. Partecipa alle esposizioni della galleria Agathe Gaillard, una delle prime gallerie fotografiche a Parigi, aperta nel 1975. Fa parte dei fondatori del festival delle Rencontres Internationales de la Photographie d’Arles insieme a Lucien Clergue, ed è anche parte dell’avventura del Château d’eau a Tolosa con Jean e Michel Dieuzaide.
Tra lirismo visivo e rigore formale
Nel corso degli anni, Denis Brihat sviluppa il suo asse di ricerca visiva: lo studio attento della natura e, più in particolare, del mondo vegetale. Vede in particolare il proprio giardino, che coltiva con passione, come una metafora del mondo. Nutrito di filosofia e letteratura, l'artista è affascinato dalla musica di Johann Sebastian Bach. Trasporta il sistema musicale del contrappunto per creare, partendo da uno stesso motivo – un ortaggio, un fiore, un albero, ecc. –, una vera polifonia.
Grande ammiratore di Edward Weston, vicino ai fotografi americani Aaron Siskind, Paul Caponigro e Irving Penn, Denis Brihat fotografa avvicinandosi al suo soggetto di studio – licheni, cipolle, papaveri. L’astrazione e il frammento formano le basi della sua sintassi visiva. Il passaggio dal microcosmo al macrocosmo è altrettanto importante per lui quanto quello dal bianco e nero al colore. Le sue straordinarie fotografie, stampate in bianco e nero e successivamente virate con una molteplicità di metalli e pigmenti per avvicinarsi quanto più possibile al colore naturale, testimoniano la sua audacia sperimentale. Denis Brihat afferma la materialità della stampa e cerca l’eccellenza.
Portatore d’immagini e di savoir-faire, rapidamente fa scuola per la sua rigorosa esigenza tecnica: fotografi di tutto il mondo vengono a seguire, presso la sua casa-studio di Bonnieux, l’insegnamento del maestro, come il fotografo Jean-Marc Bustamante, impressionato dall’originalità di Denis Brihat e dal modo in cui, già molto presto, egli sceglie di valorizzare la qualità pittorica e ornamentale della fotografia.
