Various - Lot with 6 books on Andalusia - 2000-2012





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1. L’età d’oro delle scienze arabe, Actes Sud, Institut du Monde Arabe, 2005, 320 pagine in francese, Rilegato
L’età d’oro delle scienze arabe (320 pp.) è il catalogo di una importante mostra del 2005 all’Institut du Monde Arabe di Parigi che celebra i straordinari traguardi scientifici del mondo arabo-islamico dall’VIII al XV secolo. Propone un’esplorazione tematica e ampiamente illustrata su come gli studiosi della civiltà islamica medievale abbiano assimilato conoscenze greche, indiane e persiane e le abbiano trasformate in contributi originali in campi quali matematica, astronomia, cartografia, medicina, chimica, meccanica e ottica. Il libro è organizzato in tre sezioni principali: il cielo e il mondo (che abbraccia l’osservazione celeste, la misurazione e lo sviluppo di strumenti come l’astrolabio), il mondo vivente e l’uomo nel suo ambiente (analizzando medicina, farmacopoeia, zoologia e scienze applicate) e l’unione tra scienze e arti (mostrando come i principi matematici abbiano influenzato architettura, calligrafia, arti decorative e musica). Il catalogo non documenta solo l’innovazione scientifica ma colloca anche questi traguardi nel loro contesto culturale e intellettuale più ampio, illustrandone l’influenza profonda sugli sviluppi scientifici successivi.
2. Arti islamiche dalla Spagna, Mariam Rosser-Owen, V&A, 160 pagine in inglese, 2010, Rilegato
Questo volume riccamente illustrato di Mariam Rosser-Owen, curatrice delle collezioni del mondo arabo al Victoria and Albert Museum, propone la prima guida completa alle arti dell’al-Andalus — la Spagna islamica — che spazia dall’VIII al XX secolo. Basandosi sull’esteso patrimonio del V&A, il libro traccia la committenza artistica durante l’Età d’oro della dinastia Umayyade al suo culmine a Cordova, quando la Penisola Iberica ospitava una delle culture più sofisticate dell’Europa medievale. Esamina poi la dinastia Nasride, che governò da Granada fino a quando la Reconquista cristiana culminò nel 1492. Un tema chiave è il fenomeno Mudéjar — arte e architettura di origine islamica prodotte per committenti non musulmani durante il Rinascimento. Il libro esplora anche la passione europea del XIX secolo per lo stile Alhambresco, sostenuto dal designer Owen Jones e riflesso nell’opera di Antoni Gaudí. Tra i tesori presentati vi sono cofanetti d’avorio intagliato, lapidi in marmo, frammenti architettonici, gioielli, tessuti e ceramiche. Accessibile al grande pubblico pur coinvolgendo le ricerche attuali, il libro dimostra come l’eredità artistica della Spagna islamica continuasse a ispirare i designer occidentali molto tempo dopo la fine del dominio musulmano.
3. Cordova: La Grande Moschea, Henri Stierlin, 2012, 231 pagine in francese, Rilegato
Scritto da Henri Stierlin, rinomato storico svizzero dell’arte e dell’architettura e tra i massimi esperti di arte islamica, questa monografia riccamente illustrata esamina uno dei grandi capolavori architettonici del mondo — la Grande Moschea di Cordova. Quando le forze arabe conquistarono la città nel 711 d.C., Córdoba divenne la capitale radiosa del califfato omayyade, attirando studiosi, artisti e poeti da tutto il mondo islamico fino alla caduta per mano di Ferdinando III di Castiglia nel 1236. Stierlin ripercorre le successive espansioni della moschea sotto diversi sovrani omayyadi, analizzando il fitto reticolo di archi a doppio piano, il celebre mihrab ornato con mosaici di ispirazione bizantina e la grandiosità spaziale complessiva che riduceva le piccole chiese mozarabiche della Spagna settentrionale cristiana. Adottando un approccio di confronto ampio, esplora le influenze orientali, bizantine e romane — in particolare da Mérida — che hanno plasmato l’estetica distintiva di Córdoba, e mette in relazione l’edificio con monumenti contemporanei come la città-palazzo di Medina Azahara e la sinagoga di Toledo. Il libro è fotografato da Anne e Henri Stierlin insieme ad Adrien Buchet, e inquadra la storia di Córdoba come un crocevia civilizzazionale la cui eredità risuona ancora oggi.
4. Alhambra, Henri e Anne Stierlin, 231 pagine in francese, 1991 (rivierato 2001), Brossura
In questa monografia riccamente illustrata, Henri e Anne Stierlin conducono i lettori ben oltre la bellezza superficiale dell’Alhambra per rivelarne la profonda logica simbolica e architettonica. Situata sopra Granada, questa fortezza palaziale fu costruita dai sultani Nasridi nel XIII e XIV secolo come apice dell’Islamic Spain — e come ultimo atto di al-Andalus prima della Reconquista cristiana del 1492. Piuttosto che trattare l’Alhambra come una mera meraviglia decorativa, gli autori svelano il quadro cosmologico antico che sottende al suo progetto, rimandando alle radici nel Tempio di Salomone, all’architettura palaziale dei Persiani Sassanidi, ai Re Creatori Achemenidi e ai governanti ellenistici che trasmisero queste tradizioni reali ai califfi dell’Islam. Procedendo attraverso gli spazi celebrati del complesso — la Corte dei Leoni, la Sala degli Ambascieri, i giardini Generalife — gli autori analizzano come mosaici geometrici interconnessi, volte a muqarnas, arabesque, calligrafia e fontane si combinino per evocare il Paradiso coranico promesso ai fedeli. L’eccezionale fotografia a colori di Anne Stierlin permette ai lettori di apprezzare l’intreccio tra luce, ombra e polifonia cromatica che anima ogni superficie, mentre la prosa lucida di Henri Stierlin colloca il monumento all’interno di una ampia narrazione civilizzazionale che va dall’antichità al crepuscolo moresco.
5. Le Andalusìe da Damasco a Cordova, Hazan, Institut de Monde Arabe, 2000, 279 pagine in francese, Rilegato
Questo catalogo di mostra riccamente illustrato accompagna l’importante esposizione tenutasi presso l’Institut du Monde Arabe di Parigi da novembre 2000 ad aprile 2001, riunendo oggetti eccezionali provenienti da musei europei e dal mondo arabo. A cura di Marthe Bernus-Taylor, conservatrice al Louvre, il volume presenta l’intero arco della civiltà andalusa dalle origini nel califfato arabo-islamico di Damasco al suo magnifico floridire a Cordova. Si apre esaminando l’eredità doppia — araba-islamica e visigota — che plasmò l’al-Andalus dopo la conquista del 711. Un focus centrale è l’anno 1000, quando Cordova, sotto il califfo Abd al-Rahman III, si trovava al centro della città più sofisticata d’Europa, concorrente di Baghdad e di Costantinopoli. Capitoli successivi coprono l’arte palaziale all’interno del califfato e i regni taifa frammentati, esplorando architettura, scatole intarsiate, lavorazioni metalliche, sete e ceramiche. Il libro traccia anche l’età d’oro della poesia e della musica andaluse e le notevoli contributi scientifici degli studiosi arabi in matematica, astronomia, medicina e filosofia — conoscenze che aiutarono a scatenare la Rinascita europea. Un monumento ampio e multidisciplinare a una civiltà perduta la cui memoria perdura con intensa nostalgia.
6. Puig i Cadafalch: Visione, Identità, Cosmopolitismo, Institut Amatller d’Art Hispanic, 263 pagine in spagnolo e inglese, 2000, Rilegato
Puig i Cadafalch: Visione, Identità, Cosmopolitismo è un catalogo di mostra e una panoramica accademica su Josep Puig i Cadafalch (1867–1956) — una delle figure culturali più poliedriche della Catalogna — come architetto, storico, archeologo, fotografo e politico. Il libro accompagna una mostra del 2018 che propone una prospettiva interdisciplinare sul lavoro e il pensiero di Puig i Cadafalch, esplorando come la sua pratica architettonica, l’identità culturale e lo sguardo cosmopolita fossero profondamente interconnessi. Ripercorre il modernismo architettonico e i progetti urbanistici a Barcellona e oltre, collocandoli nelle correnti sociali e politiche della Catalogna nei primi decenni del XX secolo, dove nazionalismo, modernizzazione e memoria storica interagirono. Attraverso saggi, materiali d’archivio, immagini e testi critici, il catalogo rivela l’impegno duplice di Puig i Cadafalch per l’innovazione e la tradizione — dai suoi edifici modernisti alle ricerche storiche e agli sforzi di conservazione. Sottolineando documenti inediti e fonti visive, offre ai lettori una comprensione sfumata della sua visione creativa, dei molteplici ruoli e della sua influenza duratura sulla cultura catalana e sul patrimonio architettonico.
1. L’età d’oro delle scienze arabe, Actes Sud, Institut du Monde Arabe, 2005, 320 pagine in francese, Rilegato
L’età d’oro delle scienze arabe (320 pp.) è il catalogo di una importante mostra del 2005 all’Institut du Monde Arabe di Parigi che celebra i straordinari traguardi scientifici del mondo arabo-islamico dall’VIII al XV secolo. Propone un’esplorazione tematica e ampiamente illustrata su come gli studiosi della civiltà islamica medievale abbiano assimilato conoscenze greche, indiane e persiane e le abbiano trasformate in contributi originali in campi quali matematica, astronomia, cartografia, medicina, chimica, meccanica e ottica. Il libro è organizzato in tre sezioni principali: il cielo e il mondo (che abbraccia l’osservazione celeste, la misurazione e lo sviluppo di strumenti come l’astrolabio), il mondo vivente e l’uomo nel suo ambiente (analizzando medicina, farmacopoeia, zoologia e scienze applicate) e l’unione tra scienze e arti (mostrando come i principi matematici abbiano influenzato architettura, calligrafia, arti decorative e musica). Il catalogo non documenta solo l’innovazione scientifica ma colloca anche questi traguardi nel loro contesto culturale e intellettuale più ampio, illustrandone l’influenza profonda sugli sviluppi scientifici successivi.
2. Arti islamiche dalla Spagna, Mariam Rosser-Owen, V&A, 160 pagine in inglese, 2010, Rilegato
Questo volume riccamente illustrato di Mariam Rosser-Owen, curatrice delle collezioni del mondo arabo al Victoria and Albert Museum, propone la prima guida completa alle arti dell’al-Andalus — la Spagna islamica — che spazia dall’VIII al XX secolo. Basandosi sull’esteso patrimonio del V&A, il libro traccia la committenza artistica durante l’Età d’oro della dinastia Umayyade al suo culmine a Cordova, quando la Penisola Iberica ospitava una delle culture più sofisticate dell’Europa medievale. Esamina poi la dinastia Nasride, che governò da Granada fino a quando la Reconquista cristiana culminò nel 1492. Un tema chiave è il fenomeno Mudéjar — arte e architettura di origine islamica prodotte per committenti non musulmani durante il Rinascimento. Il libro esplora anche la passione europea del XIX secolo per lo stile Alhambresco, sostenuto dal designer Owen Jones e riflesso nell’opera di Antoni Gaudí. Tra i tesori presentati vi sono cofanetti d’avorio intagliato, lapidi in marmo, frammenti architettonici, gioielli, tessuti e ceramiche. Accessibile al grande pubblico pur coinvolgendo le ricerche attuali, il libro dimostra come l’eredità artistica della Spagna islamica continuasse a ispirare i designer occidentali molto tempo dopo la fine del dominio musulmano.
3. Cordova: La Grande Moschea, Henri Stierlin, 2012, 231 pagine in francese, Rilegato
Scritto da Henri Stierlin, rinomato storico svizzero dell’arte e dell’architettura e tra i massimi esperti di arte islamica, questa monografia riccamente illustrata esamina uno dei grandi capolavori architettonici del mondo — la Grande Moschea di Cordova. Quando le forze arabe conquistarono la città nel 711 d.C., Córdoba divenne la capitale radiosa del califfato omayyade, attirando studiosi, artisti e poeti da tutto il mondo islamico fino alla caduta per mano di Ferdinando III di Castiglia nel 1236. Stierlin ripercorre le successive espansioni della moschea sotto diversi sovrani omayyadi, analizzando il fitto reticolo di archi a doppio piano, il celebre mihrab ornato con mosaici di ispirazione bizantina e la grandiosità spaziale complessiva che riduceva le piccole chiese mozarabiche della Spagna settentrionale cristiana. Adottando un approccio di confronto ampio, esplora le influenze orientali, bizantine e romane — in particolare da Mérida — che hanno plasmato l’estetica distintiva di Córdoba, e mette in relazione l’edificio con monumenti contemporanei come la città-palazzo di Medina Azahara e la sinagoga di Toledo. Il libro è fotografato da Anne e Henri Stierlin insieme ad Adrien Buchet, e inquadra la storia di Córdoba come un crocevia civilizzazionale la cui eredità risuona ancora oggi.
4. Alhambra, Henri e Anne Stierlin, 231 pagine in francese, 1991 (rivierato 2001), Brossura
In questa monografia riccamente illustrata, Henri e Anne Stierlin conducono i lettori ben oltre la bellezza superficiale dell’Alhambra per rivelarne la profonda logica simbolica e architettonica. Situata sopra Granada, questa fortezza palaziale fu costruita dai sultani Nasridi nel XIII e XIV secolo come apice dell’Islamic Spain — e come ultimo atto di al-Andalus prima della Reconquista cristiana del 1492. Piuttosto che trattare l’Alhambra come una mera meraviglia decorativa, gli autori svelano il quadro cosmologico antico che sottende al suo progetto, rimandando alle radici nel Tempio di Salomone, all’architettura palaziale dei Persiani Sassanidi, ai Re Creatori Achemenidi e ai governanti ellenistici che trasmisero queste tradizioni reali ai califfi dell’Islam. Procedendo attraverso gli spazi celebrati del complesso — la Corte dei Leoni, la Sala degli Ambascieri, i giardini Generalife — gli autori analizzano come mosaici geometrici interconnessi, volte a muqarnas, arabesque, calligrafia e fontane si combinino per evocare il Paradiso coranico promesso ai fedeli. L’eccezionale fotografia a colori di Anne Stierlin permette ai lettori di apprezzare l’intreccio tra luce, ombra e polifonia cromatica che anima ogni superficie, mentre la prosa lucida di Henri Stierlin colloca il monumento all’interno di una ampia narrazione civilizzazionale che va dall’antichità al crepuscolo moresco.
5. Le Andalusìe da Damasco a Cordova, Hazan, Institut de Monde Arabe, 2000, 279 pagine in francese, Rilegato
Questo catalogo di mostra riccamente illustrato accompagna l’importante esposizione tenutasi presso l’Institut du Monde Arabe di Parigi da novembre 2000 ad aprile 2001, riunendo oggetti eccezionali provenienti da musei europei e dal mondo arabo. A cura di Marthe Bernus-Taylor, conservatrice al Louvre, il volume presenta l’intero arco della civiltà andalusa dalle origini nel califfato arabo-islamico di Damasco al suo magnifico floridire a Cordova. Si apre esaminando l’eredità doppia — araba-islamica e visigota — che plasmò l’al-Andalus dopo la conquista del 711. Un focus centrale è l’anno 1000, quando Cordova, sotto il califfo Abd al-Rahman III, si trovava al centro della città più sofisticata d’Europa, concorrente di Baghdad e di Costantinopoli. Capitoli successivi coprono l’arte palaziale all’interno del califfato e i regni taifa frammentati, esplorando architettura, scatole intarsiate, lavorazioni metalliche, sete e ceramiche. Il libro traccia anche l’età d’oro della poesia e della musica andaluse e le notevoli contributi scientifici degli studiosi arabi in matematica, astronomia, medicina e filosofia — conoscenze che aiutarono a scatenare la Rinascita europea. Un monumento ampio e multidisciplinare a una civiltà perduta la cui memoria perdura con intensa nostalgia.
6. Puig i Cadafalch: Visione, Identità, Cosmopolitismo, Institut Amatller d’Art Hispanic, 263 pagine in spagnolo e inglese, 2000, Rilegato
Puig i Cadafalch: Visione, Identità, Cosmopolitismo è un catalogo di mostra e una panoramica accademica su Josep Puig i Cadafalch (1867–1956) — una delle figure culturali più poliedriche della Catalogna — come architetto, storico, archeologo, fotografo e politico. Il libro accompagna una mostra del 2018 che propone una prospettiva interdisciplinare sul lavoro e il pensiero di Puig i Cadafalch, esplorando come la sua pratica architettonica, l’identità culturale e lo sguardo cosmopolita fossero profondamente interconnessi. Ripercorre il modernismo architettonico e i progetti urbanistici a Barcellona e oltre, collocandoli nelle correnti sociali e politiche della Catalogna nei primi decenni del XX secolo, dove nazionalismo, modernizzazione e memoria storica interagirono. Attraverso saggi, materiali d’archivio, immagini e testi critici, il catalogo rivela l’impegno duplice di Puig i Cadafalch per l’innovazione e la tradizione — dai suoi edifici modernisti alle ricerche storiche e agli sforzi di conservazione. Sottolineando documenti inediti e fonti visive, offre ai lettori una comprensione sfumata della sua visione creativa, dei molteplici ruoli e della sua influenza duratura sulla cultura catalana e sul patrimonio architettonico.
