Felice Levini - GENESI






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Felice Levini GENESI, una litografia contemporanea del 1989, firmata a mano, edizione limitata 19/100, dimensioni 51 x 34,5 cm, Italia, venduta dal proprietario o rivenditore in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Felice Levini (Roma, 1956). Questa cartella GENESI edita dalle Galleria il Milione di Milano e Massimo Minini di Brescia contiene 7 fotolito, con interventi diretti di Felice Levini accompagante da un testo di Bruno Corà.
Le fotolito e gli interventi su pietra sono stati realizzati e impressi in 100 esemplari, numerati in arabo da 1/80 da 80/80 e in romano I/XX a XX/XX nella Stamperia R. Bulla di Roma il 30 luglio 1989. Questa cartella è la numero XIX su XX. Il testo è stato stampato in caratteria bodoniani in corpo 14 da Giorgio Bolzanaro, tipografo in Roma il 12 settembre 1979. La rilegatura è di Sergio Bertoni, Roma. Ogni fotolito di questa cartella è numerata a mano in basso a sinistra e firmata a mano in basso a destra.
Felice Levini nasce a Roma nel 1956, dove tuttora vive e lavora. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti, nel 1978 insieme a Giuseppe Salvatori e a Claudio Damiani, e poi con Vittorio Messina e Mariano Rossano, aprì uno spazio in via S. Agata dei Goti gestito dagli stessi artisti, che diventò luogo di incontro per mostre e serate di poesia. Il 1978 è anche l’anno della sua prima collettiva dal titolo “Artericerca ’78” allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1980 entra a far parte del gruppo dei “Nuovi-Nuovi” che debutta con la mostra a cura di Renato Barilli alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Bologna. Dal 1982 Levini sottopone le sue opere a un processo di scomposizione che ricorda il divisionismo di Seraut, creando immagini bidimensionali piacevolmente decorative, che esaltano l’idea di “parete” maculata. A questi lavori, negli ultimi anni ’80, seguono opere più compatte e tridimensionali dominate da una struttura solida e geometrica che conducono anche ad architetture lineari. Autoritratti, animali, arabeschi sono i temi ricorrenti in questi anni. Nel corso degli anni ’90 il suo lavoro oscilla tra l’astratto e il figurativo; nei suoi allestimenti, alla ripetizione dell’immagine, che la rende astratta, viene contrapposta la presenza umana, viva. Nel 1991 espone al XXXIV Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel 1993 è presente alla XLV Biennale di Venezia, nel 1996 alla XII Quadriennale di Roma. Nel 2013 espone alla GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Felice Levini espone alla Galleria il Milione nel 1988 e nel 1994 in una collettiva insieme a Accardi, Dadamaino, Olivieri, Valentini, Mulas, Rotelli
Felice Levini (Roma, 1956). Questa cartella GENESI edita dalle Galleria il Milione di Milano e Massimo Minini di Brescia contiene 7 fotolito, con interventi diretti di Felice Levini accompagante da un testo di Bruno Corà.
Le fotolito e gli interventi su pietra sono stati realizzati e impressi in 100 esemplari, numerati in arabo da 1/80 da 80/80 e in romano I/XX a XX/XX nella Stamperia R. Bulla di Roma il 30 luglio 1989. Questa cartella è la numero XIX su XX. Il testo è stato stampato in caratteria bodoniani in corpo 14 da Giorgio Bolzanaro, tipografo in Roma il 12 settembre 1979. La rilegatura è di Sergio Bertoni, Roma. Ogni fotolito di questa cartella è numerata a mano in basso a sinistra e firmata a mano in basso a destra.
Felice Levini nasce a Roma nel 1956, dove tuttora vive e lavora. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti, nel 1978 insieme a Giuseppe Salvatori e a Claudio Damiani, e poi con Vittorio Messina e Mariano Rossano, aprì uno spazio in via S. Agata dei Goti gestito dagli stessi artisti, che diventò luogo di incontro per mostre e serate di poesia. Il 1978 è anche l’anno della sua prima collettiva dal titolo “Artericerca ’78” allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1980 entra a far parte del gruppo dei “Nuovi-Nuovi” che debutta con la mostra a cura di Renato Barilli alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Bologna. Dal 1982 Levini sottopone le sue opere a un processo di scomposizione che ricorda il divisionismo di Seraut, creando immagini bidimensionali piacevolmente decorative, che esaltano l’idea di “parete” maculata. A questi lavori, negli ultimi anni ’80, seguono opere più compatte e tridimensionali dominate da una struttura solida e geometrica che conducono anche ad architetture lineari. Autoritratti, animali, arabeschi sono i temi ricorrenti in questi anni. Nel corso degli anni ’90 il suo lavoro oscilla tra l’astratto e il figurativo; nei suoi allestimenti, alla ripetizione dell’immagine, che la rende astratta, viene contrapposta la presenza umana, viva. Nel 1991 espone al XXXIV Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel 1993 è presente alla XLV Biennale di Venezia, nel 1996 alla XII Quadriennale di Roma. Nel 2013 espone alla GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Felice Levini espone alla Galleria il Milione nel 1988 e nel 1994 in una collettiva insieme a Accardi, Dadamaino, Olivieri, Valentini, Mulas, Rotelli
