Una scultura in legno - Prampram - Ghana






Possiede una laurea magistrale in Studi Africani e 15 anni di esperienza in Arte Africana.
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Una scultura in legno proveniente dal Ghana, dall’etnia Prampram, intitolata "A wooden sculpture", alta 125 cm, peso 9,1 kg, venduta con supporto, in condizioni discrete.
Descrizione del venditore
Una figura misteriosa PramPram del Ghana, a forma di asta, con tre teste altamente astratte di forme diverse impilate una sull’altra. La parte inferiore è consumata dal tempo, poiché è stata evidentemente sepolta nel terreno per molto tempo. Solo un lavoro sul campo basato su ricerche incrociate potrà decifrare il significato di questa rara figura PramPram. Finora abbiamo incontrato una statua simile tra le oltre 150 figure PramPram che abbiamo raccolto, ma si tratta di figure con volti singoli disposti in fila una sull’altra. Le gradazioni di colore delle teste, che vanno dal rosso scuro all’arancione fino all pigmentation bianca, hanno probabilmente anche un significato rituale. Sono montate su una base nerastra.
L’indagine storica sulle origini e sulla storia migratoria del popolo Prampram situano questa comunità all’interno della costellazione etnolinguistica più ampia nota come Ga‑Dangme del sud-est del Ghana. La categoria Ga‑Dangme designa un gruppo di popoli correlati che parlano varietà della branca Kwa della famiglia linguistica Niger‑Congo, con i dialetti Dangme parlati nella pianura costiera che va da Kpone ad Ada e che include gruppi quali Ada, Krobo, Ningo, Osudoku, Shai e Prampram (identificati nelle fonti come il sottogruppo Gbugbla) e dialetti Ga concentrati attorno ad Accra e Tema. La classificazione linguistica sottolinea affinità strutturali comuni tra questi gruppi di parlanti e riflette legami storici più profondi in tutta la regione, formando la base linguistica dell’attuale identità Ga‑Dangme.
La ricostruzione delle narrative migratorie iniziali tra i gruppi Ga‑Dangme si basa principalmente sulla tradizione orale, integrata da linguistica storica e dai primi registri coloniali. Molte storie orali registrate negli archivi locali e nella memoria comunitaria pongono una lunga serie di migrazioni dalle regioni orientali dell’Africa verso il Golfo di Guinea. Queste tradizioni, sebbene variabili nei dettagli, descrivono movimenti ancestrali da regioni associate in conti cosmologici a zone tanto orientali quanto l’Egitto e il Sudan meridionale, con successive soste in territori identificati come Same in Niger e Ile‑Ife nell'attuale Nigeria prima di un movimento verso ovest in Benin, Togo e, infine, le pianure costiere dell’odierno Ghana.
Gli strati storici insiti in queste narrazioni non possono essere equiparati in modo acautelativo a eventi migratori precoloniali documentati nel modo delle storie scritte, ma costituiscono un archivio indigene della memoria che completa le prove archeologiche, linguistiche ed etnografiche. Queste storie pongono i Ga‑Dangme — compreso il gruppo ancestrale della comunità Prampram — come parte di una lunga traiettoria di movimento lungo rotte trans‑Sahara e trans‑Sahel via via discendenti lungo il corridoio del fiume Niger e attraversando il fiume Volta prima di giungere sulle pianure di Accra tra il XIII e il XIV secolo.
Nella geografia storica del Ghana, i gruppi Dangme, compresi i Prampram, sono intesi come coalesciti in comunità discrete nelle pianure costiere di Greater Accra attorno al 1400‑d.C., con modelli di insediamento articolati attorno a tenute basate su clan e a strutture cittadine autonome. Dina Kropp‑Dakubu e altri linguisti storici osservano che «l’immigrazione delle persone Ga‑Dangme‑parlanti… è stata probabilmente completata entro il 1400 d.C.» e che le distinzioni tra le varietà linguistiche Ga e Dangme si crystallizzarono nei secoli successivi di insediamento e interazione con gruppi vicini.
L’organizzazione socioculturale tra le società Dangme riflette queste profonde storie di mobilità e adattamento. Molte comunità Dangme, tra cui Prampram, hanno tradizionalmente strutturato la parentela e la proprietà della terra tramite discendenza patrilineare, mantenendo al contempo complesse istituzioni rituali e pratiche performative che rinforzano la continuità sociale. Riti festivi come Homowo, interpretato come espressione di resilienza agricola e memoria comunitaria delle difficoltà passate, sono centrali per l’identità comunitaria e tracciano quadri culturali condivisi tra i gruppi Ga‑Dangme.
Fonti europee precoci dei secoli XVII e XVIII forniscono ulteriori corroborazioni della presenza di comunità Dangme in importanti entrepôts costieri durante gli episodi precoloniali e coloniali iniziali. Registri storici di commercio e contatto — ad esempio riferimenti in resoconti di mercanti a città identificate come Ponnie (Kpone), Lay (Ningo) e Pompena (Prampram) — indicano che queste comunità erano integrate nell’emergente economia atlantica, funzionando come nodi nelle reti commerciali che collegavano produttori interiori con mercanti europei.
Il insediamento nell’area di Prampram stesso prese forma sullo sfondo di questo scambio costiero e dell’evoluzione sociale locale. Prampram (identificata in fonti coloniali e cartografiche successive come Gbugbla) emerse come entità urbana distinta con la propria discendenza di capi e sistema di autorità consuetudinaria, impegnandosi in pesca, agricoltura di piccola scala e commercio molto prima dell’amministrazione coloniale formale. La sua identità linguistica come Dangme e la sua integrazione nel calendario festivaliero regionale situano la comunità saldamente all’interno della matrice culturale delle società costiere Ga‑Dangme.
Mentre i racconti orali estendono spesso le origini ancestrali a contesti dell’Antico Orientale, come migrazioni dall’Israele nel primo millennio a.C., queste narrative dovrebbero essere lette principalmente come quadri mito-storici attraverso cui i Ga‑Dangme articolano nozioni di antichità, discendenza spirituale e continuità esistenziale piuttosto che come provenienza geografica letterale verificata da dati archeologici. Tali motivi — ricorrenti in molte tradizioni orali africane — servono a ancorare le storie locali in orizzonti cosmologici che trascendono la memoria geografica immediata.
Il contatto coloniale nei secoli XVIII e XIX introdusse nuove dinamiche politiche ma non alterò sostanzialmente la composizione etnica della comunità Prampram, che rimase radicata nel suo lignaggio Dangme indigena. La partecipazione della città al commercio costiero, comprese interazioni mediate attraverso Forti mercantili europei, espanse la sua portata economica rafforzando al contempo la sua posizione all’interno della rete delle polities Ga‑Dangme.
In sintesi, la provenienza del popolo Prampram è meglio intesa come esito cumulativo di lunghi movimenti di antenati Ga‑Dangme, processi di insediamento e differenziazione sulle pianure di Accra, e riproduzione culturale sostenuta attraverso le istituzioni locali di lingua, rituale e organizzazione sociale. La sintesi interdisciplinare tra tradizione orale, classificazione linguistica e documentazione storica conferma che la comunità Prampram non è nata ex nihilo negli ultimi secoli ma emerge da profondi radici storiche all’interno del dinamico paesaggio etnografico dell’Africa Occidentale.
• M. E. Kropp Dakubu, Korle Meets the Sea: A Sociolinguistic History of Accra (Oxford University Press, 1997). Quest’opera segue l’emergere e la diffusione delle lingue Ga e Dangme sulla pianura costiera e analizza le tradizioni migratorie e i contatti storici con altri gruppi; si utilizza l’evidenza linguistica per ricostruire aspetti dell’etnogenesi.
• Carl Christian Reindorf, The History of the Gold Coast and Asante (pubblicato originariamente nel 1895; edizione Ghana Universities Press). Un resoconto storico fondamentale di uno dei primi storici indigeni; conserva tradizioni orali locali e le incorpora in una narrativa coesa della storia della Gold Coast che include riferimenti a popoli costieri e movimenti migratori.
• Victoria Ellen Smith (ed.), Voices of Ghana (Cambridge University Press, 2018). Questa antologia include contributi su molte tradizioni etniche ghanesi e storie orali, inclusi materiali rilevanti per l’identità culturale Ga‑Dangme e la narrazione storica.
• Joshua N. Kudadjie, “Aspects of Ga and Dangme Thought about Time as Contained in Their Proverbs.” In Time and Temporality in Intercultural Perspective, Brill (1996). Uno studio disciplinare che offre intuizioni sulle concettualizzazioni Ga‑Dangme che si intrecciano con riflessione storica ed espressione culturale.
CAB34091
Il venditore si racconta
Tradotto con Google TraduttoreUna figura misteriosa PramPram del Ghana, a forma di asta, con tre teste altamente astratte di forme diverse impilate una sull’altra. La parte inferiore è consumata dal tempo, poiché è stata evidentemente sepolta nel terreno per molto tempo. Solo un lavoro sul campo basato su ricerche incrociate potrà decifrare il significato di questa rara figura PramPram. Finora abbiamo incontrato una statua simile tra le oltre 150 figure PramPram che abbiamo raccolto, ma si tratta di figure con volti singoli disposti in fila una sull’altra. Le gradazioni di colore delle teste, che vanno dal rosso scuro all’arancione fino all pigmentation bianca, hanno probabilmente anche un significato rituale. Sono montate su una base nerastra.
L’indagine storica sulle origini e sulla storia migratoria del popolo Prampram situano questa comunità all’interno della costellazione etnolinguistica più ampia nota come Ga‑Dangme del sud-est del Ghana. La categoria Ga‑Dangme designa un gruppo di popoli correlati che parlano varietà della branca Kwa della famiglia linguistica Niger‑Congo, con i dialetti Dangme parlati nella pianura costiera che va da Kpone ad Ada e che include gruppi quali Ada, Krobo, Ningo, Osudoku, Shai e Prampram (identificati nelle fonti come il sottogruppo Gbugbla) e dialetti Ga concentrati attorno ad Accra e Tema. La classificazione linguistica sottolinea affinità strutturali comuni tra questi gruppi di parlanti e riflette legami storici più profondi in tutta la regione, formando la base linguistica dell’attuale identità Ga‑Dangme.
La ricostruzione delle narrative migratorie iniziali tra i gruppi Ga‑Dangme si basa principalmente sulla tradizione orale, integrata da linguistica storica e dai primi registri coloniali. Molte storie orali registrate negli archivi locali e nella memoria comunitaria pongono una lunga serie di migrazioni dalle regioni orientali dell’Africa verso il Golfo di Guinea. Queste tradizioni, sebbene variabili nei dettagli, descrivono movimenti ancestrali da regioni associate in conti cosmologici a zone tanto orientali quanto l’Egitto e il Sudan meridionale, con successive soste in territori identificati come Same in Niger e Ile‑Ife nell'attuale Nigeria prima di un movimento verso ovest in Benin, Togo e, infine, le pianure costiere dell’odierno Ghana.
Gli strati storici insiti in queste narrazioni non possono essere equiparati in modo acautelativo a eventi migratori precoloniali documentati nel modo delle storie scritte, ma costituiscono un archivio indigene della memoria che completa le prove archeologiche, linguistiche ed etnografiche. Queste storie pongono i Ga‑Dangme — compreso il gruppo ancestrale della comunità Prampram — come parte di una lunga traiettoria di movimento lungo rotte trans‑Sahara e trans‑Sahel via via discendenti lungo il corridoio del fiume Niger e attraversando il fiume Volta prima di giungere sulle pianure di Accra tra il XIII e il XIV secolo.
Nella geografia storica del Ghana, i gruppi Dangme, compresi i Prampram, sono intesi come coalesciti in comunità discrete nelle pianure costiere di Greater Accra attorno al 1400‑d.C., con modelli di insediamento articolati attorno a tenute basate su clan e a strutture cittadine autonome. Dina Kropp‑Dakubu e altri linguisti storici osservano che «l’immigrazione delle persone Ga‑Dangme‑parlanti… è stata probabilmente completata entro il 1400 d.C.» e che le distinzioni tra le varietà linguistiche Ga e Dangme si crystallizzarono nei secoli successivi di insediamento e interazione con gruppi vicini.
L’organizzazione socioculturale tra le società Dangme riflette queste profonde storie di mobilità e adattamento. Molte comunità Dangme, tra cui Prampram, hanno tradizionalmente strutturato la parentela e la proprietà della terra tramite discendenza patrilineare, mantenendo al contempo complesse istituzioni rituali e pratiche performative che rinforzano la continuità sociale. Riti festivi come Homowo, interpretato come espressione di resilienza agricola e memoria comunitaria delle difficoltà passate, sono centrali per l’identità comunitaria e tracciano quadri culturali condivisi tra i gruppi Ga‑Dangme.
Fonti europee precoci dei secoli XVII e XVIII forniscono ulteriori corroborazioni della presenza di comunità Dangme in importanti entrepôts costieri durante gli episodi precoloniali e coloniali iniziali. Registri storici di commercio e contatto — ad esempio riferimenti in resoconti di mercanti a città identificate come Ponnie (Kpone), Lay (Ningo) e Pompena (Prampram) — indicano che queste comunità erano integrate nell’emergente economia atlantica, funzionando come nodi nelle reti commerciali che collegavano produttori interiori con mercanti europei.
Il insediamento nell’area di Prampram stesso prese forma sullo sfondo di questo scambio costiero e dell’evoluzione sociale locale. Prampram (identificata in fonti coloniali e cartografiche successive come Gbugbla) emerse come entità urbana distinta con la propria discendenza di capi e sistema di autorità consuetudinaria, impegnandosi in pesca, agricoltura di piccola scala e commercio molto prima dell’amministrazione coloniale formale. La sua identità linguistica come Dangme e la sua integrazione nel calendario festivaliero regionale situano la comunità saldamente all’interno della matrice culturale delle società costiere Ga‑Dangme.
Mentre i racconti orali estendono spesso le origini ancestrali a contesti dell’Antico Orientale, come migrazioni dall’Israele nel primo millennio a.C., queste narrative dovrebbero essere lette principalmente come quadri mito-storici attraverso cui i Ga‑Dangme articolano nozioni di antichità, discendenza spirituale e continuità esistenziale piuttosto che come provenienza geografica letterale verificata da dati archeologici. Tali motivi — ricorrenti in molte tradizioni orali africane — servono a ancorare le storie locali in orizzonti cosmologici che trascendono la memoria geografica immediata.
Il contatto coloniale nei secoli XVIII e XIX introdusse nuove dinamiche politiche ma non alterò sostanzialmente la composizione etnica della comunità Prampram, che rimase radicata nel suo lignaggio Dangme indigena. La partecipazione della città al commercio costiero, comprese interazioni mediate attraverso Forti mercantili europei, espanse la sua portata economica rafforzando al contempo la sua posizione all’interno della rete delle polities Ga‑Dangme.
In sintesi, la provenienza del popolo Prampram è meglio intesa come esito cumulativo di lunghi movimenti di antenati Ga‑Dangme, processi di insediamento e differenziazione sulle pianure di Accra, e riproduzione culturale sostenuta attraverso le istituzioni locali di lingua, rituale e organizzazione sociale. La sintesi interdisciplinare tra tradizione orale, classificazione linguistica e documentazione storica conferma che la comunità Prampram non è nata ex nihilo negli ultimi secoli ma emerge da profondi radici storiche all’interno del dinamico paesaggio etnografico dell’Africa Occidentale.
• M. E. Kropp Dakubu, Korle Meets the Sea: A Sociolinguistic History of Accra (Oxford University Press, 1997). Quest’opera segue l’emergere e la diffusione delle lingue Ga e Dangme sulla pianura costiera e analizza le tradizioni migratorie e i contatti storici con altri gruppi; si utilizza l’evidenza linguistica per ricostruire aspetti dell’etnogenesi.
• Carl Christian Reindorf, The History of the Gold Coast and Asante (pubblicato originariamente nel 1895; edizione Ghana Universities Press). Un resoconto storico fondamentale di uno dei primi storici indigeni; conserva tradizioni orali locali e le incorpora in una narrativa coesa della storia della Gold Coast che include riferimenti a popoli costieri e movimenti migratori.
• Victoria Ellen Smith (ed.), Voices of Ghana (Cambridge University Press, 2018). Questa antologia include contributi su molte tradizioni etniche ghanesi e storie orali, inclusi materiali rilevanti per l’identità culturale Ga‑Dangme e la narrazione storica.
• Joshua N. Kudadjie, “Aspects of Ga and Dangme Thought about Time as Contained in Their Proverbs.” In Time and Temporality in Intercultural Perspective, Brill (1996). Uno studio disciplinare che offre intuizioni sulle concettualizzazioni Ga‑Dangme che si intrecciano con riflessione storica ed espressione culturale.
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