Ugo Rondinone - Palais 22 - 2015





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Descrizione del venditore
Una figura icona nelle prime opere cinematografiche di Andy Warhol, e influenzata dagli artisti Pop che lo introdussero alla “poesia trovata”, John Giorno ha catturato il linguaggio della pubblicità, della televisione, dei giornali e della strada. Dalla metà degli anni Sessanta, ha cercato di conferire alla poesia una nuova rilevanza e risonanza, concependo il poema come un virus destinato a diffondersi il più ampiamente possibile. Che sia inciso su un disco o su una segreteria telefonica, serigrafato o dipinto su tela, recitato sul palcoscenico o decostruito sulla pagina di un libro, le poesie di John Giorno sono immagini la cui riproduzione attraverso la tecnologia è illimitata. Considerando questa mostra come un’opera d’arte a pieno titolo, l’artista svizzero Ugo Rondinone reinventa la forma della retrospettiva nello stile di un ritrattista. «La mostra nel suo insieme riflette il processo di lavoro di John Giorno e ci permette di comprendere la duplice influenza della cultura americana e del buddhismo tibetano sulla sua vita e sulla sua arte.» (Ugo Rondinone) Questo numero di Palais magazine segue la struttura della mostra, organizzata in otto capitoli, ciascuno rappresentante un aspetto della prolifica attività e vita di John Giorno. Riunisce una raccolta di contributi e testimonianze inedite da parte di artisti, documenti dagli archivi personali di John Giorno e una selezione dei suoi scritti.
Una figura icona nelle prime opere cinematografiche di Andy Warhol, e influenzata dagli artisti Pop che lo introdussero alla “poesia trovata”, John Giorno ha catturato il linguaggio della pubblicità, della televisione, dei giornali e della strada. Dalla metà degli anni Sessanta, ha cercato di conferire alla poesia una nuova rilevanza e risonanza, concependo il poema come un virus destinato a diffondersi il più ampiamente possibile. Che sia inciso su un disco o su una segreteria telefonica, serigrafato o dipinto su tela, recitato sul palcoscenico o decostruito sulla pagina di un libro, le poesie di John Giorno sono immagini la cui riproduzione attraverso la tecnologia è illimitata. Considerando questa mostra come un’opera d’arte a pieno titolo, l’artista svizzero Ugo Rondinone reinventa la forma della retrospettiva nello stile di un ritrattista. «La mostra nel suo insieme riflette il processo di lavoro di John Giorno e ci permette di comprendere la duplice influenza della cultura americana e del buddhismo tibetano sulla sua vita e sulla sua arte.» (Ugo Rondinone) Questo numero di Palais magazine segue la struttura della mostra, organizzata in otto capitoli, ciascuno rappresentante un aspetto della prolifica attività e vita di John Giorno. Riunisce una raccolta di contributi e testimonianze inedite da parte di artisti, documenti dagli archivi personali di John Giorno e una selezione dei suoi scritti.

