Roma antica Bronzo Stylus, Ex MUSEUM (Senza prezzo di riserva)






Ha diretto il museo della collezione Ifergan, specializzata in archeologia fenicia.
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Stylo in bronzo di cultura romana, periodo 1°–3° secolo d.C., dimensioni 167 mm × 4 mm, buono stato, provenienza Ex Museum für Asiatische Kunst, Ex Galerie Hardt, Germania, acquistato tra il 1970 e il 2010, proveniente dall’Austria, con certificato di autenticità e licenza di esportazione.
Descrizione del venditore
OGGETTO: Stylo Digitale
MATERIALE: Bronzo
CULTURA: Romana
PERIODO: I secolo d.C. - III secolo d.C.
DIMENSIONI: 167 mm x 4 mm
CONDIZIONE: Buona condizione
PROVENIENZA: Ex Museum für Asiatische Kunst, Ex Galerie Hardt, Germania, acquisito tra il 1970 e il 2010
Lo stylus romano era uno strumento fondamentale della vita quotidiana nel mondo antico, servendo come principale strumento per la scrittura su tavolette di cera (tabulae). Di norma realizzato in ferro, bronzo o osso, presentava un’estremità appuntita per graffiare le lettere sulla cera nera e un’estremità larga e appiattita per cancellarne le tracce. Tale design a doppia funzione permetteva correzioni immediate e riutilizzo, facendone il precursore della matita moderna e della gomma. Mentre le versioni comuni erano utilitarie, i romani più ricchi spesso commissionavano styli in argento o avorio, riflettendo il loro status sociale attraverso l’eleganza della loro cancelleria.
Oltre al ruolo nella registrazione di base e nell’educazione, lo stylus era un simbolo della macchina amministrativa romana. Era usato dai mercanti per i libri contabili, dai soldati per la corrispondenza e dai poeti per bozzare versi prima che fossero trascritti su papiro permanente. L’atto fisico di scrivere con uno stylus richiedeva una certa pressione, che influenzava la natura angolare e lineare della scrittura romana corsiva. Curiosamente, lo stylus aveva anche una reputazione più cupa; in diversi resoconti storici fu usato come arma improvvisa in esplosioni di violenza, più notoriamente durante l’assassinio di Giulio Cesare, dove si dice che colpì uno dei suoi aggressori con il suo strumento di scrittura.
Gli ritrovamenti archeologici in tutto l’ex Impero romano hanno fornito migliaia di questi oggetti, offrendo un legame tattile con l’alfabetizzazione del passato. Molti styli recuperati mostrano segni di intenso usura o ornamenti decorativi, come piccole teste di divinità o motivi geometrici intricati sull’impugnatura. Con la transizione dell’impero e la maggiore accessibilità di materiali simili alla carta, lo stylus cedette infine il passo alla penna di cannetta e all’inchiostro, ma la sua eredità sopravvive nel nostro linguaggio. La parola
Il venditore si racconta
OGGETTO: Stylo Digitale
MATERIALE: Bronzo
CULTURA: Romana
PERIODO: I secolo d.C. - III secolo d.C.
DIMENSIONI: 167 mm x 4 mm
CONDIZIONE: Buona condizione
PROVENIENZA: Ex Museum für Asiatische Kunst, Ex Galerie Hardt, Germania, acquisito tra il 1970 e il 2010
Lo stylus romano era uno strumento fondamentale della vita quotidiana nel mondo antico, servendo come principale strumento per la scrittura su tavolette di cera (tabulae). Di norma realizzato in ferro, bronzo o osso, presentava un’estremità appuntita per graffiare le lettere sulla cera nera e un’estremità larga e appiattita per cancellarne le tracce. Tale design a doppia funzione permetteva correzioni immediate e riutilizzo, facendone il precursore della matita moderna e della gomma. Mentre le versioni comuni erano utilitarie, i romani più ricchi spesso commissionavano styli in argento o avorio, riflettendo il loro status sociale attraverso l’eleganza della loro cancelleria.
Oltre al ruolo nella registrazione di base e nell’educazione, lo stylus era un simbolo della macchina amministrativa romana. Era usato dai mercanti per i libri contabili, dai soldati per la corrispondenza e dai poeti per bozzare versi prima che fossero trascritti su papiro permanente. L’atto fisico di scrivere con uno stylus richiedeva una certa pressione, che influenzava la natura angolare e lineare della scrittura romana corsiva. Curiosamente, lo stylus aveva anche una reputazione più cupa; in diversi resoconti storici fu usato come arma improvvisa in esplosioni di violenza, più notoriamente durante l’assassinio di Giulio Cesare, dove si dice che colpì uno dei suoi aggressori con il suo strumento di scrittura.
Gli ritrovamenti archeologici in tutto l’ex Impero romano hanno fornito migliaia di questi oggetti, offrendo un legame tattile con l’alfabetizzazione del passato. Molti styli recuperati mostrano segni di intenso usura o ornamenti decorativi, come piccole teste di divinità o motivi geometrici intricati sull’impugnatura. Con la transizione dell’impero e la maggiore accessibilità di materiali simili alla carta, lo stylus cedette infine il passo alla penna di cannetta e all’inchiostro, ma la sua eredità sopravvive nel nostro linguaggio. La parola
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Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.
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