Leonor Fini (1907-1996) - SELF PORTRAIT WITH HAT





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Leonor FINI (1908-1996) Nata da madre italiana e da padre argentino, trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Trieste, in Italia, con sua madre e la sua famiglia materna. Non conobbe suo padre, che morì molto presto. In un ambiente borghese, estremamente civilizzato, acquisì una cultura cosmopolita. Lasciò la famiglia all’età di 17 anni per stabilirsi a Milano e cominciò a dipingere, adottando classicismo e pittura tonale seguendo l’esempio di Carrà. Nel 1937 lasciò l’Italia per Parigi e incontrò André Breton e i Surrealisti. Ispirata dalle loro teorie, sperimentò il “automatic drawing”. Si fece amica di Georges Bataille, Victor Brauner, Paul Éluard e Max Ernst senza mai aderire al gruppo e, secondo lei, non aveva gusto per incontri o manifesti. È come se esplorasse un universo onirico con personaggi dagli occhi chiusi (per lo più donne). Giovani, un po’ androgini, languidi davanti a sfingi protettive, evolvono o sognano in un’atmosfera di celebrazione cerimoniale dove l’erotismo s’avvicina alla crudeltà. A casa la donna è una strega o una sacerdotessa, bella e sovrana. La sua prima mostra monografica si tenne a New York nel 1939. Leonor Fini realizzò numerosi ritratti di Jacques Audiberti, Jean Genet, Anna Magnani, predispose costumi per teatro, balletto e opera e illustrò testi di Marcel Aymé (“The Wyvern”), di Edgar Allan Poe, del Marchese de Sade (“Storia di Juliette”, 1945). Molti poeti, scrittori, pittori e critici hanno dedicato a lei monografie, saggi o poesie, tra cui Jean Cocteau, Giorgio De Chirico, Éluard, Ernst, Alberto Moravia... Sebbene in modo talvolta critico, pittori come Ivan Chtcheglov, Roger Langlais o Le Maréchal si interessarono ad alcune delle sue opere, soprattutto ai suoi paesaggi fantastici. Leonor Fini amava i gatti, dipinse molti quadri e disegnò diversi bozzetti e acquerelli in onore dei gatti. Nel 1977 pubblicò addirittura un libro interamente dedicato alla sua passione per i felini, Miroir des Chats. Morì in un ospedale della periferia parigina, senza mai smettere di dipingere e scrivere. lei dipinse molti quadri e disegnò diversi bozzetti e acquerelli in onore dei gatti. Nel 1977 pubblicò addirittura un libro interamente dedicato alla sua passione per i felini, Miroir des Chats. Morì in un ospedale della periferia parigina, senza mai smettere di dipingere e scrivere.
Leonor FINI (1908-1996) Nata da madre italiana e da padre argentino, trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Trieste, in Italia, con sua madre e la sua famiglia materna. Non conobbe suo padre, che morì molto presto. In un ambiente borghese, estremamente civilizzato, acquisì una cultura cosmopolita. Lasciò la famiglia all’età di 17 anni per stabilirsi a Milano e cominciò a dipingere, adottando classicismo e pittura tonale seguendo l’esempio di Carrà. Nel 1937 lasciò l’Italia per Parigi e incontrò André Breton e i Surrealisti. Ispirata dalle loro teorie, sperimentò il “automatic drawing”. Si fece amica di Georges Bataille, Victor Brauner, Paul Éluard e Max Ernst senza mai aderire al gruppo e, secondo lei, non aveva gusto per incontri o manifesti. È come se esplorasse un universo onirico con personaggi dagli occhi chiusi (per lo più donne). Giovani, un po’ androgini, languidi davanti a sfingi protettive, evolvono o sognano in un’atmosfera di celebrazione cerimoniale dove l’erotismo s’avvicina alla crudeltà. A casa la donna è una strega o una sacerdotessa, bella e sovrana. La sua prima mostra monografica si tenne a New York nel 1939. Leonor Fini realizzò numerosi ritratti di Jacques Audiberti, Jean Genet, Anna Magnani, predispose costumi per teatro, balletto e opera e illustrò testi di Marcel Aymé (“The Wyvern”), di Edgar Allan Poe, del Marchese de Sade (“Storia di Juliette”, 1945). Molti poeti, scrittori, pittori e critici hanno dedicato a lei monografie, saggi o poesie, tra cui Jean Cocteau, Giorgio De Chirico, Éluard, Ernst, Alberto Moravia... Sebbene in modo talvolta critico, pittori come Ivan Chtcheglov, Roger Langlais o Le Maréchal si interessarono ad alcune delle sue opere, soprattutto ai suoi paesaggi fantastici. Leonor Fini amava i gatti, dipinse molti quadri e disegnò diversi bozzetti e acquerelli in onore dei gatti. Nel 1977 pubblicò addirittura un libro interamente dedicato alla sua passione per i felini, Miroir des Chats. Morì in un ospedale della periferia parigina, senza mai smettere di dipingere e scrivere. lei dipinse molti quadri e disegnò diversi bozzetti e acquerelli in onore dei gatti. Nel 1977 pubblicò addirittura un libro interamente dedicato alla sua passione per i felini, Miroir des Chats. Morì in un ospedale della periferia parigina, senza mai smettere di dipingere e scrivere.

